Focus on: hair!

I capelli sono un elemento “definente” il nostro aspetto: incorniciano il volto, sono molto spesso indicatori dello stile di vita di ognuno e contribuiscono in maniera importante alla definizione dell’immagine di noi stessi e di quella che vogliamo dare al prossimo.

Coco Chanel diceva “una donna che si taglia i capelli è in procinto di cambiare la sua vita”. Ed infatti per sentirci meglio, spesso, noi donne partiamo proprio dal cambio look dei capelli.

Se è vero che avere bei capelli ci fa stare bene, è altrettanto vero il contrario. Le problematiche tricologiche possono creare un disagio profondo nei pazienti che si rivolgono al mio studio. Caduta dei capelli, diradamento, capelli sottili dall’aspetto svuotato possono impattare profondamente nella vita di chi si trova ad affrontare questo problema e questo vale tanto per le donne quanto per gli uomini.

Khloè Kardashian ha un intero guardaroba di extension per capelli. Per avere chiome fluenti non ci resta che allargare l’armadio di casa? Assolutamente no! Volete sapere come la medicina estetica può contribuire alla salute del capello ed intervenire di fronte al manifestarsi di problematiche tricologiche? Cerchiamo di capire insieme cosa succede ai capelli e cosa si può fare.

Perché i nostri capelli cadono e si diradano? La risposta non è una sola.

L’eziologia è multifattoriale:

  • Stress: pensiamo a quest’ultimo anno di pandemia. Lo stress conseguente può oggettivamente causare anche la perdita di capelli. Molti medici, infatti, segnalano che dall’inizio dell’emergenza Covid è aumentato il numero dei pazienti che lamentano tale problema. Il fenomeno riguarda sia uomini che donne. Il New York Times riporta che le ricerche su Google inerenti la perdita dei capelli sono aumentate dell′8% negli ultimi 12 mesi. Secondo la società di analisi dati Science Spate, l’argomento è stato cercato in media oltre 829.000 volte al mese negli Stati Uniti. E anche in Italia Google trend conferma questi risultati. Sono due le ragioni connesse alla pandemia che possono innescare la perdita di capelli: la prima riguarda lo stress generato nelle persone dalla situazione di emergenza; la seconda è rappresentata dalla risposta post-virale del nostro organismo. Per chi ha contratto il virus, la caduta dei capelli è diventata un sintomo comune del processo di guarigione e può verificarsi anche tre o quattro mesi dopo essersi ammalati. La caduta dei capelli post-Covid rientra nel “telogen effluvium acuto”, porta alla perdita dai 100 ai 200 capelli al giorno ed è la tipica caduta di capelli reattiva che si verifica dopo eventi traumatici. In misura molto ridotta, lo stesso fenomeno avviene anche durante il cambio di stagione.

  •  Predisposizione genetica

  • Malattie organiche autoimmuni

  • Inquinamento: è stato dimostrato che l’inquinamento e l’esposizione a comuni inquinanti atmosferici può determinare danni a carico del cuoio cappelluto con conseguente caduta di capelli. L’esposizione massiva e continuativa a tali agenti comporterebbe la diminuzione di una specifica proteina responsabile della crescita dei peli e dei capelli.

  • Infiammazioni

  • Cambiamenti ormonali: la forza e lo spessore dei capelli variano da un individuo all’altro. Sono gli ormoni a influenzare maggiormente i capelli e per questo in genere le donne hanno capelli più spessi. La calvizie maschile si può manifestare anche nelle donne a causa di un aumento del livello di testosterone nell’organismo che tramite particolari enzimi si trasforma in diidrotestosterone (DHT), un vero e proprio killer per i capelli.

  • Medicinali e pillola anticoncezionale

  • Stagionalità: durante l’estate i capelli sono costantemente esposti ai raggi solari e sono sottoposti a continui lavaggi con agenti spesso troppo aggressivi. Inoltre molto spesso il maggiore bisogno di nutrimento e di idratazione extra viene disatteso.

  • Alimentazione: un’alimentazione scorretta può rendere i capelli fragili e opachi e può perfino provocarne la caduta.

  • Malattie o alterazioni del cuoio capelluto

Quando la caduta dei capelli è patologica?

Il 97% dei nostri capelli è composto da una proteina che si chiama cheratina, una sostanza stabile non solubile in acqua che proprio grazie a queste sue peculiarità conferisce ai capelli una grande capacità di resistenza. La rigenerazione dei capelli passa attraverso tre fasi: crescita (anagen), passaggio (catagen) e riposo (telogen). La caduta dei capelli è un processo naturale. Nella fase di crescita dal follicolo capillifero si forma un capello. Se in questa fase la matrice dei capelli viene danneggiata, il capello entra nella fase di passaggio precocemente. Per il danno subito, il processo di caduta può essere sottoposto ad improvvisa accelerazione.

Come si può intervenire?

Uno dei trattamenti di ultimissima generazione che utilizzo nel mio studio è l’hairfiller, un’esclusiva formulazione contenente lo 0.7% di acido ialuronicoreticolato con complesso peptidico specifico per la prevenzione della caduta dei capelli, il rinfoltimento e la cura del cuoio capelluto.

L’acido ialuronico ad altissimo peso molecolare in questo caso viene utilizzato come vettore dei peptidi biomimetici. I peptidi biomimetici sono sostanze prodotte in laboratorio che mimano l’azione di proteine naturali stimolando la rigenerazione dei bulbi piliferi. Sono brevi sequenze di amminoacidi con una struttura simile alla parte attiva delle proteine naturali che riescono, quando infiltrate nel cuoio capelluto, ad entrare nella cellula ed a modificarne il comportamento fino ad ottenere i seguenti benefici:

  • ricrescita: rigenerano i follicoli danneggiati e ne attivano di nuovi

  • ridensificazione

  • arresto della caduta

  • ispessimento del capello

  • attività di contrasto dei radicali liberi, prevenendo i danni cellulari dei capelli dovuti allo stress, all’esposizione ai raggi UV e ad altri fattori ambientali

  • attività di angiogenesi, stimolando lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni così fa fornire nutrimento al cuoio capelluto ed ai follicoli piliferi.

La terapia con hairfiller è strettamente personale in termini di numero di sedute, pressochè indolore, ad immediato reinserimento sociale e prevede sessioni a cadenza bisettimanale. In alcuni casi particolarmente critici, suggerisco di combinare le sedute di hairfiller con sedute di carbossiterapia che stimola i fattori di crescita e aumenta il trofismo del bulbo pilifero. La terapia prevede delle microiniezioni sottocutanee per il rilascio di anidride carbonica medicale. Generalmente si possono svolgere da 1 a 2 volte la settimana ed il numero totale di sedute dipende sempre dal tipo di condizione clinica. L’anidride carbonica medicale è atossica e priva di effetti collaterali.

Continuando a parlare di capelli e di medicina estetica, sta prendendo sempre più piede un particolare trattamento decisamente più “fancy” rispetto a quanto fino ad ora trattato in questo articolo: il blotox.


Salito alla ribalta come la salvezza per chi vuole essere sempre con la piega perfetta anche dopo una sessione di allenamento si è in realtà dimostrato avere diversi benefici per il paziente. Come si può intuire dal nome, tale procedura prevede l’utilizzo della tossina botulinica. Oltre alla riduzione della sudorazione con conseguente migliore aspetto della capigliatura, il rilascio della muscolatura indotta dal botulino aumenta l’apporto di sangue e di ossigeno al cuoio cappelluto. Questo, oltre a migliorare il metabolismo cutaneo, provoca una sorta di “lavaggio” del diidrotestosterone che così fatica ad indurre la miniaturizzazione del follicolo pilifero e la caduta del capello.

Dove vengono eseguite le infiltrazioni?

La testa è una delle aree deputate alla termoregolazione e le iniezioni vengono eseguite lungo l’attaccatura o dove la sudorazione è più importante. Per definire quali aree trattare è fondamentale un’attenta valutazione clinica da parte del medico estetico. L’efficacia terapeutica dura dai 3 ai 6 mesi.

Per maggiori info potete contattarci dal lunedì al venerdì ai numeri 049 8073448 oppure 366 4271078.

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