Il principio del needling consiste nello sfruttare la naturale capacità di autoguarigione dell’organismo. L’organismo reagisce all’introduzione di specifici micro-aghi chirurgici mediante l’attivazione di recettori nervosi cutanei che reagiscono come se fossero in presenza di una lesione cutanee superficiale. Gli aghi sono così sottili che non possono provocare lesioni tissutali. Questo “stimolo nervoso” innesca il processo di guarigione. Le cellule cutanee, in un raggio di 1 – 2 mm intorno all’ago, inviano un segnale di crescita alle cellule indifferenziate, si ha stimolazione della proliferazione di fibroblasti che producono nuovo collagene ed elastina. Le nuove fibre danno maggior spessore alla cute e vanno a riempire cicatrici atrofiche e rughe. Questa reazione dell’organismo si chiama neo-collagenesi. Anche le cellule che rivestono i vasi sanguigni (cellule endoteliali) e in particolare quelle dei capillari, sono stimolate alla proliferazione. Esse reagiscono a questo stimolo inducendo la formazione di nuovi capillari, migliorando quindi la vascolarizzazione della cute (neo-angiogenesi).

Raffine è un dispositivo di micro-needling automatizzato che stimola e ringiovanisce la cute di tutte le aree del viso e del corpo. È un trattamento indolore che raggiunge questo risultato penetrando delicatamente gli strati superficiali della pelle con minuscoli aghi. I microfori creati inducono segnali riparativi e creano nuovi strati di tessuto cutaneo ricco di collagene ed elastina neosintetizzati. Questo non solo favorisce l’apporto di sangue, ma riduce in modo significativo la riformazione di linee sottili e rughe.

Questo piccolo dispositivo è in grado di produrre risultati simili, se non migliori, a un laser frazionale, senza il rischio di iper o ipo-pigmentazione.

Il giorno dopo il trattamento si può riprendere la vita sociale, con l’ausilio di un leggero make-up: la cute nell’area trattata può presentare un eritema che dura per qualche giorno.

Poiché il collagene neo-formato necessita di un tempo di maturazione medio di 6 settimane, si raccomanda un intervallo di circa due mesi tra un trattamento e il successivo.