Filler di Idrossiapatite di Calcio: filler e biostimolante insieme per un risultato che migliora nel tempo

Radiesse® è un prodotto  iniettabile unico nel suo genere: produce un effetto lifting istantaneo, eliminando rughe e pieghe facciali di grado moderato e severo e ridando nel tempo tono e volume al tessuto intradermico e sottocutaneo delle aree più critiche come profilo mandibolare, guance, zigomi e mento.

Radiesse® è un riempitivo semisolido sintetico composto dal 30% microsfere di idrossiapatite di calcio e 70% gel vettore di carbossimetilcellulosa. La sua composizione lo differenzia da filler riempitivi e ne spiega le proprietà biostimolanti sul tessuto dermico.

L’idrossiapatite di calcio ha un una viscosità più elevata rispetto ad altri riempitivi di acido ialuronico disponibili in commercio. L’effetto di riempimento, dovuto principalmente alle proprietà di trattenere acqua del gel vettore di carbossimetilcellulosa, dura circa 1-3 mesi.

L’effetto rimanente è mediato dalle microsfere che provocano una reazione infiammatoria, caratterizzato da cellule giganti e la migrazione di macrofagi, con conseguente attivazione dei fibroblasti e nuova deposizione di collagene.

Studi in vitro hanno dimostrato che la idrossiapatite di calcio, oltre a promuovere la deposizione di nuove fibre di collagene, permette fibroblasti per sviluppare forze contrattili più elevate quando rispetto ai fibroblasti non trattati.

Viene utilizzato con grande efficacia per la correzione dei segni del tempo del viso ma anche, a diluizioni differenti, per il miglioramento della lassità cutanea del corpo (addome, braccia, collo, décolleté, ginocchia).

Inoltre, Radiesse® è approvato dalla FDA per il ringiovanimento delle mani fornendo degli ottimi risultati nella correzione della scheletrizzazione correlata all’invecchiamento.

Busso et al. Dermatologic Surgery 2010

Il processo di iniezione subdermica di Radiesse® è rapido, facile ed indolore poiché è miscelato con lidocaina, anestetico che rende la procedura il più confortevole possibile.

Non vi è un lungo periodo di recupero dopo le iniezioni ance se potrebbero esserci alcuni gonfiori e arrossamenti intorno all’area che diminuiranno nei giorni successivi. La reazione dei tessuti è clinicamente evidente con gradualità ed un miglioramento dei volumi e sollevamento del tessuto che dura fino a 14 mesi.  Il filler è completamente riassorbibile ed essendo l’idrossiapatite di calcio  un componente minerale dell’osso, non è soggetto ad alcuna risposta del sistema immunitario.

I dati a livello mondiale ne dimostrano la efficacia e sicurezza:

-Più di 200 studi clinici e pubblicazioni scientifiche

-Dati Clinici su più di 5,000 pazienti

-E’ uno dei dermal filler più sicuri

-Eccellente tollerabilità e sicurezza provata clinicamente

-90% di soddisfazione dei pazienti dopo 12 mesi

-Più di 10 milioni di unità di prodotto utilizzate

Per maggiori info sulla procedura potete contattare la segreteria ai numeri dello studio 049 8073448 oppure 366 4271078.

Come mantenere i nostri occhi sempre giovani e vitali?

Secondo lo “Studio Arcane” del 2018 che ha coinvolto 8646 donne di età compresa tra i 18 ed i 75 anni, i segni dell’età che spaventano maggiormente le donne appaiono nella zona del contorno occhi, in quella intorno alla bocca, sul collo e sul decolletè.

Gli occhi sono lo specchio dell’anima ma ahimè anche lo specchio del tempo! Rivelano le nostre emozioni ma sono anche i primi a rivelare i segni d’invecchiamento, stress e stanchezza. La pelle del contorno occhi è particolarmente sottile e delicata. Battiamo le palpebre fino a 15.000 volte al giorno, ridiamo e socchiudiamo gli occhi quando siamo al sole e tutto questo porta a una precoce formazione di rughe sottili. Anche la rallentata circolazione sanguigna in questa zona contribuisce ad accentuare la presenza di occhiaie e di gonfiori perioculari. E’ quindi necessario focalizzarsi sul miglioramento dell’idratazione e della qualità cutanea per ripristinare la naturale radiosità della zona perioculare. In questi ultimi due anni, il nuovo “assetto mondiale” ci ha portato a spostare l’attenzione sui nostri occhi che sono diventati gli avamposti della nostra comunicazione verbale e non verbale.

Le pazienti che si rivolgono al mio studio sempre più chiedono di intervenire su sguardi spenti, appesantiti e segnati … già da anni mi sono specializzata nel trattamento degli inestetismi perioculari ma la medicina estetica è sempre in continua evoluzione e non potevo non mettermi alla ricerca di qualcosa di super top!

In questo articolo voglio parlarvi di una grande novità per il ringiovanimento degli occhi.

Per donare nuova luce agli occhi è necessario ricostruire, riparare e rivitalizzare la zona perioculare tramite l’infiltrazione di una particolare soluzione rivitalizzante a base di acido ialuronico e 59 ingredienti attivi tra vitamine, aminoacidi, co-enzimi, acidi nucleici, minerali. Si tratta di un booster d’idratazione che conferisce gli elementi essenziali per la pelle, rallenta e corregge i cambiamenti della pelle legati all’invecchiamento: secchezza, opacità, pori dilatati e rughe.

Come possiamo immaginare, per quest’area così delicata l’iniezione deve essere estremamente accurata e precisa: nè troppo profonda nè troppo superficiale. Targettizzare lo strato intradermico infatti è fondamentale nella rivitalizzazione della pelle ed è il primo obiettivo di tutti i trattamenti anti-age. Lì sono presenti i fibroblasti che devono essere stimolati per “riavviare” la produzione di elastina e collagene.

Gli aghi utilizzati devono targettizzare il derma con estrema precisione

Come avviene la seduta?

Dopo opportuna detersione, viene iniettata la soluzione ridensificante nello strato superficiale del derma e, con una leggera pressione, si forma una sorta di piccola papula. La stessa procedura è ripetuta su ogni centimetro per coprire l’intera area. Per l’area perioculare sì procederà su palpebra superiore, inferiore e sulle rughe perioculari. Le papule fungono da “serbatoio” sì che la soluzione si spargerà gradualmente nel derma superficiale.

Dopo quanto tempo spariscono le papule?

Entro le 24 ore il “nido d’api delle papule” sparisce per dare spazio ad una pelle idratata, rimpolpata e perfettamente levigata. Giorno dopo giorno la pelle risulterà più tonica e rassodata.

Le micropapule dermiche spariscono nell’arco di 24 ore

E’ una procedura dolorosa?

Assolutamente no! Molte volte accade che la paziente, spaventata dall’ago, rinunci al trattamento. Per tale tipo di trattamento è stato creato un nuovo dispositivo medico certificato costituito da un microago messo a punto per le aree più delicate. Le iniezioni sono precise, standardizzate e indolori minimizzando di conseguenza lo stress della paziente.

E’ un trattamento efficace?

Studi in-vitro hanno dimostrato:

 +148% di stimolazione dei fibroblasti con conseguente rallentamento dell’invecchiamento

+256 % stimolazione del collagene

-90% radicali liberi.

Ulteriori risultati scientificamente testati nel derma, in-vivo, hanno dimostrato:

+24% densità del derma

+20% spessore del derma

+ 132% idratazione

+ 52% omogeneità cutanea

– 33% volume delle rughe

– 59% dimensione dei pori

Il trattamento di ristrutturazione perioculare mi permette di ottenere una pelle radiosa e uniforme, idratata, vellutata e tonica. In una parola? Vitale!

Per una valutazione personalizzata puoi chiamare la segreteria dello studio ai numeri 049 8073448 oppure 366 4271078.

La guida definitiva per la perdita di capelli COVID-19 correlata

Dalla fine del 2019, la salute pubblica e il benessere globale sono stati immensamente messi a dura prova dallo scoppio di un nuovo ceppo di coronavirus denominato “sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2)”. Questo ceppo della famiglia Coronaviridae provoca una malattia infettiva nell’uomo nota come “malattia da coronavirus 2019 (COVID-19)”. La presentazione clinica di COVID-19 varia da un’infezione asintomatica a una malattia multiorgano pericolosa per la vita. Il principale organo bersaglio di SARS-CoV-2 sono le cellule epiteliali respiratorie e i pneumociti a causa dell’affinità del virus con i recettori dell’enzima di conversione dell’angiotensina 2.

È stato riferito che COVID-19 aumenta il rischio di una serie di complicazioni significative, tra cui polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto, danno epatico e/o renale acuto, complicanze cardiache, coagulopatia protrombotica, co-infezioni batteriche/fungine e sindromi neurologiche. Inoltre la pandemia globale di COVID-19 ha avuto gravi ripercussioni psicologiche e ha esposto le sue vittime a un’altra serie di complicazioni meno riconosciute: i disturbi dermatologici.

Un corpo di letteratura in evoluzione ha associato COVID-19 a disturbi primari di mucose, capelli, unghie e pelle, che in alcuni casi possono precedere i classici sintomi di COVID-19. L’eruzione cutanea eritematosa pruriginosa e/o l’eruzione cutanea esantematica a chiazze sul tronco sembrano essere i segni cutanei più comuni. Lesioni acroischemiche, che sono presentazioni microtrombotiche di COVID-19, possono verificarsi sia nei bambini che negli adulti.

Anche i disturbi legati alla crescita dei capelli sono stati un’importante area di preoccupazione durante la recente epidemia di COVID-19 sia tra i medici che tra la popolazione. Una valutazione basata sul web degli interessi dermatologici pubblici utilizzando Google Trends in Italia e Turchia tra aprile e giugno del 2020 ha rivelato che “caduta dei capelli” era tra i termini correlati alla dermatologia più ricercati in entrambi i paesi. Un simultaneo aumento dell’apprensione pubblica per la caduta dei capelli insieme al numero crescente di casi di COVID-19 può indicare una connessione. È probabile che gli aspetti patogenetici o le complicazioni psichiatriche del COVID-19 possano portare alla comparsa o all’aggravamento della caduta dei capelli. I trattamenti convenzionali per la caduta diffusa dei capelli negli uomini e nelle donne sono scarsi, in particolare nel caso del telogen effluvium (TE), e si limitano al minoxidil topico e alla finasteride per via orale.

La prevalenza della caduta dei capelli è aumentata nei pazienti con COVID-19.

Le indagini cliniche condotte in Spagna e India hanno dimostrato tassi e gravità più elevati di perdita di capelli nei pazienti ospedalizzati con COVID-19 rispetto alle popolazioni non infette della stessa età. Al 71% dei soggetti è stata diagnosticata una significativa perdita di capelli di tipo maschile (MPHL), di cui il 39% con coinvolgimento grave. Questi valori sono in netto contrasto con i tassi di prevalenza attesi tra le popolazioni di pari età e razza. In particolare, i pazienti con stadi più elevati di caduta dei capelli hanno avuto esiti clinici peggiori (uso del ventilatore e decessi).

Oltre ad avere una correlazione positiva con l’infezione da SARS-CoV-2, l’alopecia diffusa sembra essere un importante seguito di COVID-19. Un ampio studio longitudinale su 538 sopravvissuti a COVID-19 e 184 controlli è stato condotto a Wuhan, in Cina, al fine di studiare la prevalenza e i predittori delle sequele cliniche di COVID-19. Da tre a quattro mesi dopo la dimissione, l’alopecia era tra i disturbi più diffusi nei pazienti convalescenti COVID-19, segnalati più comunemente dalle donne. Quasi la metà delle partecipanti di sesso femminile ha iniziato a sperimentare la caduta dei capelli dopo essere stata infettata da SARS-CoV-2 rispetto a nessun caso nel gruppo di controllo. Il 27% dei casi colpiti ha manifestato alopecia durante il ricovero mentre il 73% l’ha riconosciuto per la prima volta dopo essere stato dimesso. La spiegazione della relazione osservata tra alopecia e COVID-19, è ipotizzabile un ruolo chiave per l’infiammazione sistemica come patologia sottostante comune. Questo importante fattore può anche giustificare gradi più elevati di caduta dei capelli nei pazienti con COVID-19 grave. L’ipossiemia che porta all’ischemia cutanea è un altro potenziale fattore patogenetico che collega il danno polmonare secondario all’infezione da SARS-CoV-2 con il deterioramento della crescita dei capelli.

Alyssa Milano ha testimoniato in diretta la sua importante perdita di capelli conseguente alla infezione da COVID-19

Verosimili cause di alopecia e perdita di capelli nei pazienti con infezione da COVID-19.

Esistono prove istologiche dirette del coinvolgimento dell’infiammazione nella alopecia. L’esame delle biopsie dalle aree di transizione del cuoio capelluto dei pazienti ha rivelato un’ampia infiltrazione di cellule mononucleate e mastociti attivamente degranulanti all’interno delle guaine follicolari. Inoltre, i materiali solubili e le citochine secrete dalle cellule immunitarie infiltranti possono anche esercitare effetti deleteri sull’attivazione ciclica delle cellule papillari e delle popolazioni di cellule staminali.

SARS-CoV-2 è un virus in grado di causare livelli elevati di agenti infiammatori legata al virus e perdite dal tessuto vascolare nei distretti coinvolti. Pertanto, le infiammazioni locali e sistemiche sono fonti patogenetiche fondamentali di danno tissutale e complicanze sistemiche nei pazienti affetti da COVID-19 acuti e convalescenti.

Fin dalla sua nascita, il COVID-19 ha imposto al pubblico un impatto pervasivo che è arrivato anche oltre i confini dell’infezione stessa: stress psicologico e ansia. Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, c’è stato un aumento vertiginoso dei tassi di stress e ansia in tutto il mondo. I cambiamenti obbligatori della vita e l’insicurezza economica, nonché la paura dell’ignoto sono fattori importanti che hanno contribuito al carico psicologico di COVID-19. Si prevede che le misure di autoisolamento e quarantena che influiscono sulle attività abituali delle persone aumenteranno l’incidenza di depressione, ansia, abuso di sostanze (alcool e droghe) e suicidio. Tutti i pazienti infetti, gli operatori sanitari e il pubblico in generale corrono un rischio maggiore di impedimenti psichiatrici durante una pandemia globale. Studi trasversali hanno riportato che 1 medico su 4-5 e uno su tre pazienti con COVID-19 soffrono di ansia o sintomi dell’umore. Le prime ricerche hanno anche indicato che sintomi clinicamente significativi di ansia, depressione, angoscia e disturbo da stress post-traumatico (PTSD) erano presenti fino a un terzo della popolazione adulta generale da gennaio ad aprile 2020.

Lo stress psicologico è un’eziologia nota di un gruppo di condizioni cutanee “sensibili allo stress”, inclusa la caduta di capelli acuta e cronica. Sul cuoio capelluto, è stato dimostrato che lo stress in vivo promuove fortemente il catagen prematuro e l’apoptosi intrafollicolare nei follicoli piliferi. È probabile che la perdita di capelli acuta associata a COVID-19 sia di natura di “rilascio anagen immediato” con massiccia perdita di peli del bastone a causa di molteplici segnali di terminazione anagen provocati dall’infezione.

Ciclo di crescita del capello

Possibili trattameti della perdita di capelli post COVID-19.

Ulizzo di peptidi biomimetici per la stimolazione nucleare

HAIRFILLER: Tra le molecole frutto della moderna tecnologia si collocano i cosiddetti peptidi biomimetici (PB), quali ingredienti attivi ad azione anti-aging: si tratta di piccole sequenze amminoacidiche di sintesi, ideati allo scopo di “replicare-mimare” l’azione della proteina alla quale assomigliano dal punto di vista strutturale.

L’ hairfiller è composto da :

0.7% di acido ialuronico crosslinkato

7 peptidi biomimetici (decopeptide -18, oligopeptide-52, decopeptide- 10, octopeptide-2, octopeptide-11, oligopeptide-71, decapeptide-28)

L’acido ialuronico funge da vettore, grazie al suo alto peso molecolare è in grado di trasportare i peptidi biomimetici nelle zone da trattare garantendo il rilascio prolungato e un’attività continuativa nel tempo.

Questo trattamento promuove una significativa attività anti caduta mediante il controllo dei segnali cellulari delle proteine DKK-1, BMP4 e TGF-beta. Inoltre contrasta i radicali liberi dovuti allo stress o esposizione ai raggi UV ed altri fattori ambientali e promuove la crescita dei capelli  mediante induzione della formazione del placode pilifero, rigenerando i follicoli danneggiati. Infine stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni fornendo nutrimento al cuoio capelluto ed ai follicoli piliferi

Meccanismi di azione di Hairfiller

Si tratta di una terapia infiltrativa, ogni sessione dura circa 15 minuti durante la quale vengono eseguite delle microiniezioni (20/30). Il protocollo completo prevede 4 sessioni di trattamento: 1 sessione ogni 2 settimane. Dopo la seduta è possibile riprendere immediatamente le proprie attività.

Miglioramento della vascolarizzazione delle aree coinvolte dal danno vascolare

La CARBOSSITERAPIA migliora la circolazione nel sito di iniezione. Il gas CO2 iniettato crea uno stato relativo di ipercapnia che rapidamente compensato dalla vasodilatazione aumenta il flusso sanguigno che a sua volta migliora l’ossigenazione e l’apporto di nutrienti al sito di iniezione. Inoltre, la carbossiterapia promuove l’effetto Bohr, che si traduce in uno spostamento della curva di dissociazione dell’ossigeno e un maggiore rilascio di ossigeno dall’emoglobina a livello cellulare ed aumenta i livelli delle cellule progenitrici endoteliali e vari fattori di crescita, compresi i fattori vascolari di crescita endoteliale che sono importanti nella regolazione della proliferazione delle cellule endoteliali vascolari.

Il fattore di crescita endoteliale VEGF non solo potrebbe essere responsabile della nuova formazione di capillari ma anche per il mantenimento di un adeguato scambio transendoteliale e di stimoli tra i cheratinociti del follicolo pilifero e il plesso capillare, rappresentando così un ulteriore meccanismo di regolazione nella stimolazione della crescita dei capelli.

La papilla dermica del follicolo pilifero normale (la posizione presunta delle cellule staminali follicolari) presenta una vascolarizzazione ben sviluppata, fornendo quindi condizioni ottimali di crescita. È stato ipotizzato che la riduzione della produzione di VEGF da parte dei follicoli piliferi alopecici possa diminuire vascolare supporto al tessuto del cuoio capelluto interessato, con conseguenti cambiamenti infiammatori.

La terapia prevede un ciclo di 8-12 sedute in cui si effettuano delle microiniezioni sottocutanee indolori per il rilascio di anidride carbonica. Generalmente si possono svolgere da 1 a 2 volte la settimana ed il numero totale di sedute dipende sempre dal tipo di patologia e dal singolo paziente. L’anidride carbonica è atossica e priva di effetti collaterali.

Effetti della carbossiterapia sulla ricrescita dei capelli

Telling trends: oriental beauty

Nel mio lavoro è fondamentale essere sempre al passo con i tempi ed informati su quelli che la piazza virtuale definisce come MUST HAVE del momento. Ovviamente la buona pratica medica si basa su ben altro e per fortuna!! Amo però guardarmi attorno, scoprire nuove tendenze e condividerle con voi! Oggi voglio parlarvi di qualcosa di molto particolare che, pur venendo da molto lontano, non ci lascia del tutto indifferenti.

Negli ultimi anni nel mondo della moda, della musica e dell’estetica il Sol Levante la sta facendo da padrone! K-pop, gangnam style, korean skincare sono tutti vocaboli che sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Questa “deriva orientale” ha influenzato in qualche modo anche il nostro lifestyle. Un esempio? Quante di noi hanno meno di 10 prodotti di bellezza sulla mensola del bagno?

La cosa che mi ha incuriosito è che si sta avvicinando un nuovo modello estetico che ribalta quasi totalmente quello ricercato nel mondo occidentale: basta corpi abbronzati e volti geometrici. Secondo questo nuovo modello se vogliamo assomigliare alle donne orientali dobbiamo rivedere quello che in qualche modo ci ha sempre attirato.

Altro concetto nuovo, del tutto oriental, è che un viso opalescente ed una texture impeccabile siano la trasposizione all’esterno del successo: una donna forte e realizzata ha un aspetto che riflette i suoi successi. La ricerca della bellezza, volersi prendere cura di sè non sono più vezzi, segni di superficialità o il non accettare il tempo che passa.

Come fanno dunque le donne asiatiche a farci sognare con i loro volti aurei?

Online siamo bombardati di post che descrivono i miracoli dell’acqua di cottura del riso ed i miracoli del layering: siamo sicuri che sia tutto qui? Assolutamente no!  Le popolazioni del sol levante hanno una vera e propria addiction per tutto ciò che è medicina e chirurgia estetica.

Prendiamo come riferimento la Cina. Uno studio di Deloitte, una delle più grandi aziende di consulenza e revisione del mondo, ha evidenziato che nel 2019 il mercato della medicina estetica cinese ha avuto un giro d’affari di 27 miliardi di dollari (più di 22 miliardi di euro), rappresentando circa un quinto del totale mondiale.

E in tutto questo non mancano di certo le bizzarrie

In Cina sono molto diffuse diverse app per smartphone che permettono di simulare i vari interventi di medicina estetica sul proprio volto e vedere quali sarebbero più adatti per “migliorare” il proprio aspetto. Alcune di queste app, come So-Young e GengMei, indicano anche i medici a cui ci si può rivolgere e possono essere utilizzate per prenotare direttamente visite e operazioni.

Sono venuti i brividi anche a voi?!!! Parlavo prima di un nuovo modello estetico alternativo, se da noi ricerchiamo un volto dai lineamenti ben definiti, tra le donne asiatiche va di moda il cosiddetto “viso a uovo“. Largo quindi ad infiltrazioni di tossina botulinica nel massetere per smussare ed addolcire profili troppo mascolini.

Come avviene la procedura?

Una mascella troppo prominente può essere conseguente ad una iperattivazione del muscolo massetere. Questo muscolo è usato per masticare, mordere e stringere tra i denti. In casi di ipertrofia masseterica l’ovale del volto e’ ingrossato. In questo caso mediante iniezioni di botulino si riduce la contrazione del muscolo masticatore e dopo qualche settimana dal trattamento il paziente ritrova un ovale piu’ armonioso con un beneficio secondario anche per la masticazione.

Trattamento VIP dell’ipertrofia masseterica

Curiosità: tutto ciò che è troppo duro e definito non fa parte di ciò che viene percepito come bello. Un altro intervento molto richiesto è l’infiltrazione di tossina botulinica nel polpaccio e nei trapezi per “allentare” il muscolo.

Altri tratti molto apprezzati sono occhi grandi e nasi sottili e perfetti. Uno dei b-day gift tra i teen ager d’Asia è il rinofiller o rinoplastica non chirurgica ovvero una procedura minimamente invasiva che prevede l’iniezione di filler nel naso per modificarne la forma, il profilo o l’altezza della punta. L’evoluzione tecnica della medicina estetica ha permesso di ottenere risultati estetici quasi paragonabili ad un intervento di rinoplastica.

Ed ora arriviamo ad un tasto dolente per molte occidentali: se vogliamo intraprendere la strada verso l’oriente dobbiamo dire stop a “Lip re-pulp” per lasciare spazio a labbra dalla forma definita ma per nulla evidenti. A me piace moltissimo!

Quante di voi a questo punto sono pronte per il dietro front?

E per la pelle, parola d’ordine prevenzione. Si stima che le giovani donne asiatiche, a causa della loro naturale predisposizione alla pelle grassa nella zona a T inizino ad eseguire i trattamenti di medicina estetica già a partire dai 13-15 anni. Non possiamo a questo punto non citare il famosissimo Skin Botox.

Sviluppato nel 2000, “Skin Botox”, noto anche come “Meso Botox” o “Micro Botox”, è essenzialmente la soluzione per migliorare acne, pori dilatati, texture spenta e poco luminosa della pelle. Per approfondimento: https://cristinadaloiso.com/2020/05/12/skin-botox-il-segreto-della-pelle-perfetta-delle-coreane/

Curiosità: il 76% della popolazione asiatica femminile ha dichiarato di inserire circa un paio di maschere nella loro beauty routine contro il 16-17% delle donne italiane.

Qualsiasi siano le mode sui social, indipendentemente da quanto ci affascini l’Oriente, è necessario prenderci cura di noi stessi individuando tutti quei trattamenti in grado di valorizzarci al massimo senza alterare la nostra innata armonia.

I segni che dimostrano che la tua pelle sta invecchiando più velocemente di quanto vorresti

Ti sei mai chiesta se stai invecchiando bene o se sei predisposta ad un invecchiamento precoce?

Mentre le scelte in merito al tuo stile di vita (esposizione ai raggi solari, fumo, stress…) e la genetica giocano un ruolo chiave nel determinare quanto presto comincerai ad avere un aspetto meno giovane, ci sono altri segni che possono dimostrare che sei predisposto ad un invecchiamento prematuro.  

Queste caratteristiche non devono farti rinunciare al sogno di arrivare con poche rughe ai 60 anni: significano soltanto che dovrai prenderti maggiormente cura della tua pelle.

Storia familiare e genetica

Recenti studi sui gemelli hanno rivelato che fino al 60% della variazione dell’invecchiamento cutaneo tra individui può essere attribuita a fattori genetici, mentre il restante 40% è dovuto a fattori non genetici. Ci sono dunque delle strategie da intraprendere per arrestare l’accelerato processo di senescenza cutanea. I due concetti chiave sono la cura e la prevenzione: l’uso regolare di creme con fattore di protezione solare adeguato, una beauty routine ottimizzata sulle caratteristiche della pelle e l’esecuzione di procedure quali biostimolazioni, terapia biofotonica e peeling possono aiutare a rallentare l’aging cutaneo.

Attraverso l‘analisi bioinformatica avanzata di circa 20.000 geni, è stata identificata un’impronta cutanea unica composta da circa 2.000 di questi; sono responsabili di una serie di vie biochimiche chiave, comprese quelle coinvolte nella produzione di energia cellulare, nei processi di giunzione e adesione cellulare, nella formazione della barriera cutanea e dell’umidità, nella riparazione e replicazione del DNA e nella produzione di antiossidanti. Lo studio MDE ha scoperto che sebbene tutti noi abbiamo questi geni nella nostra pelle, la forza con cui questi geni sono espressi nella pelle è differente e che questo può essere influenzato da fattori ambientali, scelte di vita e persino abitudini di cura della pelle. Questo studio ha inoltre dimostrato esattamente come la pelle di una donna invecchia ogni decade: declino della risposta antiossidante (20 anni); declino della bioenergia cutanea (30 anni); aumento della senescenza cellulare (40 anni); declino della funzione di barriera cutanea (50 anni); accelerazione di tutto quanto sopra (60 anni).

Come invecchia il nostro viso?

Dietra povera di adeguati nutrienti e variazioni di peso

L’effetto di una dieta ricca di grassi è principalmente quello di causare l’invecchiamento della pelle provocando stress ossidativo e quindi producendo danni infiammatori. Alcuni studi hanno anche mostrato una stretta associazione tra lo zucchero, alcuni metodi di lavorazione degli alimenti (come grigliare, friggere, cuocere al forno, ecc.) e l’aging cutaneo. Al contrario, una maggiore assunzione di verdure verdi e gialle è stato dimostrato essere significativamente associato ad una significativa riduzione delle rughe profonde.

Anche la perdita di peso repentina od estrema può portale ad una alterazione della anatomia del volto, con la  perdita dei normali volumi dovuti a cuscinetti adiposi con conseguente comparsa di segni di invecchiamento ed un volto “lasso”.

Pelle sottile 

La pelle diventa più sottile quando una persona invecchia o a causa di farmaci o fattori legati allo stile di vita come il fumo.

La pelle sottile può essere facilmente danneggiata. Una persona può notare che la sua pelle si laceri dopo lievi ferite o presenti facilmente ecchimosi. Inoltre una perdita di grasso dall’ipoderma fa sembrare la pelle meno carnosa o piena, il che può far sembrare la pelle più sottile.

Inoltre, se il derma è sottile e la pelle è fragile lo saranno anche gli strati più profondi quindi la persona non apparirà solamente prematuramente invecchiata sul viso ma su tutto il corpo che presenterà diversi cedimenti con conseguente aspetto “invecchiato”.

Una ricerca pubblicata nel 2018 suggerisce che in alcuni casi il retinolo può aiutare a normalizzare lo spessore cutaneo. Tuttavia, dovrebbe essere usato con cura e non è adatto a tutti i tipi di pelle.

L’utilizzo di trattamenti booster di collagene nella terapia biofotonica migliora la salute della pelle o la ispessisce.

Una dieta equilibrata che include molta frutta e verdura, cereali integrali e proteine e la vitamina E, presente in alimenti come mandorle e avocado, possono aiutare la salute cutanea. I grassi in questi alimenti possono aiutare a mantenere la pelle elastica.

Infine, bere abbastanza acqua aiuta a mantenere la pelle idratata. La pelle secca può essere irritata o danneggiata più facilmente ed è spesso meno flessibile.

Pelli chiare e lentiggini

In uno studio denominato “Multi Decade and Ethnicity Study” condotta dalla nota casa di cosmesi, gli scienziati hanno dimostrato che i fototipi chiari hanno maggiore probabilità di invecchiare velocemente. Questo perché sono molto più esposti ai danni da esposizione solare che come è ben noto sono i fattori maggiormente coinvolti nell’invecchiamento cutaneo.

Pregresse “scottature”

I danni provocati dal sole sono cumulativi. Tutte le esposizioni solari pregresse, specialmente quelle che hanno avuto come conseguenza scottature importanti causeranno nel tempo danni cutanei. La facilità a sviluppare eritema o vere e proprie scottature dopo esposizione solare è correlato ad un invecchiamento precoce in quanto il nostro corpo manifesta la mancata capacità di produrre una adeguata quantità di melanina in risposta all’esposizione ai raggi UV. La melanina, in modo selettivo, assorbe i raggi UV e protegge il DNA delle cellule della nostra pelle e anche il collagene negli strati sottostanti. Una cronica esposizione ai raggi UV comporterà un progressivo decadimento del collagene che si manifesterà con rughe,  solchi e la comparsa di macchie solari.

Un volto espressivo

In relazione a quante volte muovi i muscoli facciali (sorridendo, alzando le sopracciglia o corrucciando la fronte), le tue espressioni facciali possono causare rugosità anche profonde negli anni. Man mano che invecchiamo, la nostra pelle perde elasticità e la capacità di “ritornare a riposo” dopo aver fatto qualsiasi movimento. Per cui se sei una persona molto espressiva, le linee sottile cominceranno a solcare il tuo viso molto prima di quanto vorresti. 

G G Hillebrand, Br J Dermatol 2010

Solitamente si interviene, in ottica di trattamento e prevenzione, con infiltrazioni di tossina botulinica.

Alterazioni cutanee

Con l’avanzare dell’età, il tono della nostra pelle può diventare irregolare a causa di pigmentazione, macchie senili e arrossamenti. Mentre la genetica può svolgere un ruolo, spesso questo è il risultato delle nostre scelte di vita quando eravamo più giovani, tra cui bere, fumare ed esporsi al sole.

Particolari condizioni della pelle come l’eczema che rivela un’infiammazione ed aree di disidratazione, sono indicatori tipici che il tuo volto comincerà ad apparire più vecchio rispetto alla tua reale età. Una pelle ben idratata ha la capacità di autoripararsi velocemente e rimanere  sana più a lungo ( è la ragione per la quale le creme idratanti aiutano a rallentare i segni del tempo).

Molto utile nel mantenere la pelle sana e nel contrastare queste alterazioni è lo skin normalizer della terapia biofotonica: un programma specifico della piattaforma che consente di contrastare lo stress cutaneo e di minimizzare arrossamenti, imperfezioni, ipersensibilità cutanea.

Pelle naturalmente secca

Un equilibrio di lipidi ed umidità è fondamentale per una pelle sana ed attraente. La pelle secca (xerosi cutanea) non è altro che la conseguenza di un’alterazione della funzione di barriera della cute a causa di una ridotta o assente integrità del film idrolipidico, una sottile pellicola composta da acqua e lipidi (grassi, tra cui le ceramidi) che riveste la cute. Quando questi lipidi, per diverse ragioni, sono ridotti e le cellule dello strato più superficiale della cute non sono ben coese tra loro, viene favorita la perdita d’acqua con conseguente disidratazione della pelle. La ridotta integrità della barriera cutanea rende più facile anche la penetrazione di sostanze irritanti, andando a complicare il quadro. Il risultato è una pelle secca che appare spenta, arida, ruvida al tatto e ha la tendenza a screpolarsi e desquamarsi. Se ben idratata la pelle è più elastica e quindi diminuisce la formazione delle rughe temporanee che si vengono a formare durante le espressioni facciali che col tempo tendono a diventare permanenti. Le espressioni facciali creano inevitabilmente rughe ma creare espressioni con la pelle secca può renderle permanenti molto più velocemente a causa della mancanza di elasticità della pelle. La pelle secca e squamosa e le rughe precoci possono spesso essere segni di carenze nutrizionali come la carenza di grassi omega-3, quindi è fondamentale aumentare questi grassi sani nella dieta e attraverso l’integrazione.

Un trattamento medico molto utile nel migliorare la condizione di xerosi cutanea è la ridensificazione dermica, con la quale si apporta al derma cutaneo acido ialuronico (con il suo altissimo potere idratatnte) , vitamine, minerali ed antiossidanti.

Universo “peptidi”: dalla skincare alla medicina estetica

Coco Chanel sosteneva che è compito di ognuno di noi meritarsi il volto che avremo a 50 anni perché se è vero che invecchiare ogni giorno in questo pazzo mondo è una benedizione, questo non vuol dire che debbano piacerci le rughe! In questi ultimi due anni l’industria della cosmesi ha fatto passi da gigante e vede sempre più utenti informati: il cosmetico non è più solo “la crema” ma è un elemento dell’universo healthification. Ed è qui che entrano in gioco i peptidi.

Cosa sono i peptidi?

Una molecola di peptide è formata dall’unione di due o più aminoacidi. Quando il numero di questi aminoacidi è inferiore a 50, la molecola viene chiamata peptide, mentre le grandi sequenze sono chiamate proteine (perché i complessi di amminoacidi combinati formano le proteine).

Potremo definirli i mattoncini per la costruzione di collagene ed elastina nella pelle.

Man mano che invecchiamo, la qualità di elastina e collagene comincia a peggiorare a causa di fattori intrinsechi come il normale processo di invecchiamento e di fattori estrinsechi come l’esposizione solare e l’inquinamento. I peptidi aiutano a rimuovere il collagene e l’elastina danneggiati: ricostruiscono collagene, elastina ed acido ialuronico sani per migliorare la texture della nostra pelle, ridonare elasticità e preservarne l’idratazione. Sono indicati per qualsiasi tipo di pelle che grazie alla loro azione apparirà più sana e dall’aspetto più giovane.

Come vengono prodotti?

I peptidi sono sostanze di sintesi, costruite in laboratorio: sono attivi di moderna concezione biochimica, di piccole dimensioni.

Come funzionano?

I peptidi reagiscono con specifici recettori inviando alla pelle determinati segnali che la spingeranno ad agire “come se fosse pelle giovane”. E’ come se fossero in grado di parlare con le cellule, assistendole e correggendo alcuni comportamenti cellulari tipici del processo di invecchiamento.

I peptidi funzionano meglio su pelli giovani dove il collagene non è ancora degradato?

Molti dei peptidi che hanno un ruolo di supporto al collagene agiscono ingannando la pelle facendole pensare di essere ferita. Per cui pensiamo a come si autoripara la pelle di una persona di 70 anni e quella di una persona di 20: in età avanzata ci vuole molto più tempo per guarire e probabilmente la qualità del collagene non è poi cosi buona. Teoricamente questo dimostra che non è possibile avere la stessa risposta ai peptidi ad ogni età ma senza alcun dubbio, sono comunque di supporto alla pelle. In molte formulazioni, le molecole di peptidi sono troppo grandi per riuscire a penetrare nella pelle ma molto spesso non è necessario che penetrino per esercitare la loro funzione. Esplicano la loro funzione come una sorta di messaggeri: dicono al corpo di produrre naturalmente più collagene ed elastina e di ripararsi. Ci sono poi peptidi più piccoli con un peso molecolare minore di 500 dalton, come i dipeptidi,  che possono effettivamente essere assorbiti dagli strati superficiali della pelle.

I peptidi “più grandi” sono migliori?

Spesso ti sarà capitato di vedere ingredienti come acetyl octapeptide-3, palmitolo pentapeptide-4 e palmitolo tripeptide-38 con dei prefissi che ci indicano quanti amminoacidi sono estratti dal peptide. Per esempio “tripeptide” significa che ci sono 3 amminoacidi ma in sostanza più amminoacidi non rende necessariamente un peptide migliore e più potente. L’aspetto importante è come interagisce con la pelle. I polipeptidi sono diventati incredibilmente popolari nei prodotti per la skincare . Questi particolari peptidi contengono circa 50 aminoacidi o più, formando una lunga catena. Ma ancora, una lunga catena non è sinonimo di maggior efficacia.

Peptidi in medicina estetica si o no?

Assolutamente si!

Ogni peptide ha una propria missione da compiere, perciò agisce in un determinato modo sulla nostra pelle: può essere stimolante, ridensificante, riparatore, miorilassante, schiarente, rimodellante e lipolitico. Sono quindi potenti alleati nelle procedure di medicina estetica e più precisamente nella “ mesoterapia” ovvero nelle micro-iniezioni nel derma o nel sottocute di sostanze con scopi ben specifici. Si fà largo impiego dei peptidi biomimetici ovvero quelli che mimano e si sostituiscono a quelle sequenze di amminoacidi presenti nei tessuti che con gli anni tendono a vedere rallentati il loro funzionamento e la loro presenza. I peptidi biomimetici ad esempio, assieme all’acido ialuronico che ha funzione di carrier e di deposito protetto, possono essere impiegati per il trattamento di irregolarita della pelle provocato dall’accumulo di grasso sottostante con anche una funzione di stimolo, attivazione cellulare e controllo della lipogenesi.

Ma non solo: mesoterapia e complessi biomimetici si sono rivelati di aiuto per il trattamento dell’alopecia androgenetica o altre manifestazioni di perdite di capelli . Anche qui acido ialuronico e peptidi biomimetici come CG- Cheverin, CG- Nokkin e CG- Keramin sono in grado di stimolare i processi di crescita, rafforzare i capelli e proteggere le cellule dallo stress ossidativo da UV.

In ottica anti-aging, acido ialuronico in forma libera e complessi biomimetici possono essere impiegati per idratare e rigenerare la pelle in modo sinergico. Ad esempio possono mandare un segnale chimico ai fibroblasti con conseguente incremento della produzione di collagene dando nuovo tono e compattezza alla pelle.

Peptidi nella skincare routine?

Sì grazie!

Il gioco dei nomi

A differenza di altri ingredienti quali acido ialuronico e niacinamide, che tendono ad essere noti con uno o due nomi, i peptidi sono un tipo di ingrediente che tende ad essere spesso brandizzato dalle stesse aziende che li producono. Utilizzare il termine “ peptide” per indicare ogni peptide presente nei prodotti di skincare sarebbe come etichettare tutti i giocattoli in un negozio di giocattoli come “giocattoli”. Sviluppare dei marchi di fabbrica può essere il modo più facile per comprendere gli specifici benefici che un peptide in una determinata formulazione può offrire.

La miscela perfetta

In generale, i peptidi sono validi alleati con moltissimi ingredienti. C’è chi ritiene che la formulazione perfetta debba contenere catene di amminoacidi e retinolo per avere benefici anti-aging completi. L’acido ialuronico e la vitamina C sono altri due favoriti in combinazione con i peptidi. I prodotti topici a base di peptidi sono inoltre la soluzione ideale da applicare post procedure come il laser perché la barriera cutanea è stata “ferita” e i peptidi sono in grado di reagire in modo delicato nel processo di riparazione.

Qualche esempio di peptide:

Peptidi trasportatori: come suggerisce il nome, questi peptidi consegnano o trasportano minerali benefici che aiutano la pelle con la produzione di collagene.

Peptidi “segnale”: questi peptidi mandano segnali a parti del corpo di produrre più collagene ed elastina sulla pelle aiutando a ridurre rughe sottili e rughe.

Peptidi inibitori di enzimi: aiutano a rallentare il degradamento del collagene e dell’elastina della pelle. Nel mondo skincare questi particolari peptidi vengono ricercati per inibire la metalloproteinasi ovvero un gruppo di enzimi che degradano il collagene e altre proteine della pelle.

Peptidi neurotrasmettitori: Spesso sono indicati nella lista degli ingredienti come argirelina o acetil esapeptide-3e sono unici. Bloccano il rilascio di un neurotrasmettitore chiamato acetilcolina inibendo la contrazione muscolare in un modo molto simile a quello che fa il botox. E’ bene sottolineare che non è realistico pensare di ottenere gli stessi risultati delle tradizionali infiltrazioni di botox, quelle sono certamente più efficaci.

Peptidi rame: questi peptidi formano un complesso antiossidante ricco di rame che non tutti i peptidi fanno. Aumentano collagene ed elastina come gli altri ma sono anche pensati per promuovere la produzione di acido ialuronico naturale ed aiutano il corpo ad autoripararsi.

A quale età si consigliano?
Considerato il loro meccanismo d’azione, sono indicati intorno ai 35-40 anni, a seconda dello stato di invecchiamento cutaneo. Per le pelli con un’evidente quantità di rughe di espressione, si possono utilizzare già a partire dai 35 anni, negli altri casi dai 40-45 anni a seconda della reale necessità. 

Novità nel trattamento della lassità cutanea: PROFHILO BODY KIT per il bio-rimodellamento della pelle

Durante il recente, prestigioso AMWC – Aesthetic & Anti-Aging Medicine World Congress – a Monte Carlo è stato presentato un nuovo trattamento per il corpo: PROFHILO® BODY KIT, un approccio a tutto tondo e mirato per il trattamento delle lassità cutanee.

Studi clinici dimostrano l’efficacia del nuovo PROFHILO® BODY nel contrastare la lassità cutanea e nel migliorare l’idratazione e l’elasticità superficiale. Uno studio realizzato da Kantar Health su un panel di illustri medici e loro pazienti ha dimostrato che il viso rappresenta circa l’80% dei trattamenti di medicina estetica, mentre solo il restante 20% sono effettuati con lo scopo di migliorare gli inestetismi corporei cutanei. Dalle interviste emerge chiaramente che i pazienti vedono i trattamenti corpo con un certo “distacco”, alimentato sia dall’incertezza sulle possibili soluzioni (le conoscenze sono frammentarie, inconsistenti e imprecise e non sempre è chiaro a chi rivolgersi per trovare risposte) sia dalle carenze dell’offerta esistente, che attualmente richiede notevoli sforzi e trattamenti lunghi, a volte anche dolorosi, e con risultati spesso percepiti come insoddisfacenti considerando i costi sostenuti.

Allo stesso tempo, i medici ritengono che la Medicina Estetica per il corpo sia ancora un settore poco attraente, ricorrendo attualmente principalmente alla Chirurgia Plastica o ai Dispositivi a Rilascio di Energia, trattamenti non sempre facilmente accessibili a tutti. Questo scenario porta quindi le donne a percepire il loro desiderio di lavorare sul proprio corpo in modo non esplicito, quasi latente, con forti ripercussioni sulla quotidianità: non si sentono più a loro agio con il proprio corpo, si sentono inadeguate nei propri outfit, abbandonando lo smanicato a favore di capi che coprono di più e cambiano le loro abitudini quando queste comportano “scoprirsi” davanti agli altri (es. prendere il sole durante l’estate). Il senso di frustrazione che ne deriva è ulteriormente esacerbato dal passare del tempo, che peggiora la situazione, soprattutto nelle zone critiche come l’interno delle braccia e l’addome.

Infine, lo studio mostra un allineamento tra le opinioni del medico e del paziente sul trattamento della lassità cutanea. Entrambi desidererebbero: assenza di effetti collaterali, efficacia rassodante e tonificante, quindi con maggiore elasticità e compattezza cutanea e risultati duraturi. Per tali motivazioni il numero di richieste da parte dei pazienti di trattamenti per il corpo rimane basso.

Il nuovo trattamento PROFHILO®BODY KIT offre una soluzione completa per il trattamento delle lassità cutanee del corpo che comprende sia il protocollo completo del dispositivo medico iniettabile PROFHILO® BODY che i trattamenti cosmetici domiciliari associati.

PROFHILO BODY® è caratterizzato da complessi ibridi cooperativi stabili ad alto e basso peso molecolare di acido ialuronico ultrapuro ad alta concentrazione, prodotti utilizzando un processo di produzione termica unico e innovativo brevettato.

Il programma prevede due sessioni di trattamento con acido ialuronico ultrapuro presso lo studio medico a distanza di un mese e l’applicazione post-sessione di cerotti per lenire e idratare la pelle nelle aree trattate. Tra queste due sedute, il paziente può utilizzare la crema a casa per prolungarne l’efficacia nel tempo.

Al momento questo nuovo kit rappresenta l’unico trattamento iniettabile sul mercato specificamente studiato per il trattamento delle lassità cutanee del corpo ed è particolarmente indicato per la zona brachiale e addominale.

Inoltre, la casa produttrice ha progettato e validato una “scala di lassità fotografica” dedicata per l’interno delle braccia, un utile strumento di dialogo medico-paziente che faciliterà la valutazione del livello di lassità e quindi del tipo di esito atteso.

L’efficacia di PROFHILO® BODY su lassità cutanea da lieve a moderata e rugosità dell’addome e dell’interno del braccio è stata clinicamente dimostrata in uno studio multicentrico conclusosi nel 2019 ed in corso di pubblicazione (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT03833687) mediante una “scala di lassità fotografica”.

Nell’addome, 4 mesi dopo l’inizio del trattamento, è stato riscontrato un miglioramento statisticamente significativo del 23% della ruvidità e della lassità della pelle.

Inoltre, l’idratazione della superficie cutanea è aumentata, sia nell’interno braccio (+17,1%) che nell’addome (+16,1%), già dopo un mese di trattamento, così come l’elasticità della pelle (interno braccio +26,6% e addome +24% dopo 4 mesi). I dati confermano inoltre un miglioramento del 12% della scala di lassità del braccio interno a un mese dalla prima seduta e del 29% dopo 4 mesi, con una riduzione importante e statisticamente significativa di tutti gli indicatori profilometrici, indicativo di una pelle più tonica e ridensificata.

Back to office: i trattamenti medico estetici perfetti per il rientro in ufficio

di Luciana Caramia per IoDonna.it – pic source Pinterest

L’estate non lascia solo ricordi: insieme all’abbronzatura arrivano macchie, discromie e secchezza cutanea che spesso si possono risolvere o migliorare con i trattamenti medico estetici giusti. Ecco i più richiesti del momento.

Bye bye estate, si torna in ufficio ma con una pelle nuova. Sono sempre più le persone che dopo le vacanze si concedono dei trattamenti medico estetici prima di tornare al lavoro.

Perché le giornate passate tra mare e sole possono purtroppo lasciare il segno, oltre ai bei ricordi. Secchezza cutanea, discromie, melasma nel peggiore dei casi, sono a volte i souvenirs di una stagione passata all’aperto, magari senza la giusta protezione e skincare. Ecco i più richiesti e consigliati per l’autunno.

Trattamenti medico estetici da rientro

L’abbronzatura, infatti, causa un ispessimento cutaneo che rende la pelle disomogenea, accelerandone i processi di aging. Una volta andato via, quel colorito lascerà il posto a un’epidermide solo secca, asfittica e macchiata.

La pandemia dopotutto, ci ha portato a rivedere abitudini e priorità: sono sempre più le persone che hanno deciso di investire in interventi semi-invasivi che riguardano soprattutto il volto, protagonista ormai assoluto delle call Zoom che costellano le nostre giornate.

Ma quali sono i trattamenti medico estetici più richiesti e quelli più performanti? Lo abbiamo chiesto ad alcuni professionisti del settore.

1) I peeling esfolianti

Pelle perfetta tutto l’anno, il segreto? «Esfoliare!». Lo afferma la dottoressa Cristina D’Aloiso, medico chirurgo con sede a Padova. «L’esfoliazione ottimizza il fisiologico turnover cellulare che, con l’avanzata dell’età, tende a rallentare.

«Tra i peeling che propongo c’è la ridensificazione senza aghi in grado di svolgere un’azione rivitalizzante dermoepidermica. Oltre alle sue capacità esfolianti trova applicazione ideale sulle pelli mature, per attenuare i segni dell’età.

Poi c’è il Carbon Peeling, noto anche come Hollywood Peel, che combina l’azione del carbone attivo con acido ferulico, mandelico e lattico ed è un ottimo antiossidante grazie alla presenza di zenzero nero e liquirizia».

2) Il protocollo HY-FHY

Il dottor Marco Bartolucci propone diversi tipi di protocollo per il back to office. L’ultimo trattamento estetico si chiama HY-FHY e viene distribuito in quattro differenti sedute nell’arco di 2 o 3 mesi.

Come funziona? «Ogni seduta inizia con la HYdradermabrasion, che rimuove in maniera profonda le cellule morte senza danneggiare gli strati superficiali del viso. Lo step successivo è il laser frazionato non ablativo, capace di creare micro-canali termici per stimolare la rigenerazione della pelle (perfetto per macchie da acne, macchie solari e rughe).

Si conclude poi con la biorivitalizzazione senza ago, che sfrutta i micro-canali termici creati sulla pelle dal Fraxel, per far arrivare in profondità i benefici effetti dell’acido ialuronico, e far ritrovare alla pelle lo splendore perduto».

3) Gli ultrasuoni microfocalizzati

Per chi cerca un’alternativa non chirurgica al bisturi c’è l’HIFU ovvero gli ultrasuoni focalizzati.

HIFU sta per High Intensity Focused Ultrasound come ci racconta la dermatologa plastica Mariuccia Bucci: «si tratta di ultrasuoni ad alta intensità, modulati in base all’obiettivo da raggiungere.

Il range di profondità a cui agiscono va da 1,5 mm a 9 mm, quando riescono a intervenire sulle adiposità localizzate. I diversi manipoli sono composti da 3 trasduttori intercambiabili per il viso che lavorano per la lassista cutanea a 1,5 mm, 3 mm e 4.5 mm migliorando compattezza, tono e rughe della pelle».

4) Il Laser Q-Switched e IVEE

Una delle soluzioni più mirate contro le macchie, secondo il dottor Marco Iera è il Laser Q-Switched.

«La tecnologia laser Q-Swithced è in grado di generare emissioni laser ad impulsi di durata molto breve ed una potenza di picco estremamente alta che interagiscono selettivamente con le macchie della pelle, rimuovendole, in modo da offrire risultati efficaci e veloci.

Questo tipo di trattamento può richiedere da una ad alcune sedute in base alla natura della pigmentazione cutanea e si svolge in pochi minuti (dipende in genere dal numero e dall’estensione delle macchie presenti). Per una pelle super idratata, più elastica e luminosa abbiamo poi ideato anche il protocollo IVEE, che comprende un multivitaminico endovena, la biorivitalizzazione e una maschera all’acido ialuronico».



Ritorno a scuola, ritorno a me stessa!

Settembre porta con sé la fine dell’estate, il rientro al lavoro, il ritorno alla quotidianità e anche i ragazzi a scuola… tutto ciò non poteva non passare sotto la lente mediatica e, puntuale come un orologio svizzero, è partito il tam-tam d’ordinanza: dai Ferragnez alla Canalis oltreoceano il rientro a scuola ci tiene attaccati ai socials!

In questi ultimi due anni la presenza a scuola è stata molto altalenante: tutti a casa, tutti a scuola, dad etc.. e questo ha influenzato le vite di molti perché, diciamocelo, quando i bimbi sono a scuola le mamme hanno tempo sia per lavorare che da dedicare a sé stesse per una passeggiata, per un caffè con le amiche e per andare dal medico estetico. L’inizio della scuola effettivamente spesso coincide con maggior tempo a disposizione e in questo articolo vi voglio parlare di come sfruttarlo al meglio se si è in mood “mummymakeover”.

Quali sono gli inestetismi più comuni nelle mamme e nelle neomamme?

Durante la gravidanza il corpo femminile è sottoposto a fisiologiche modificazioni ormonali necessarie per lo sviluppo del nascituro che spesso comportano la comparsa di inestetismi a carico di viso e corpo, alcuni di natura transitoria altri persistenti anche a distanza di anni.

I più comuni sono:

adiposità localizzata

cellulite, la cui comparsa è favorita dalla ritenzione idrica della gravidanza

teleangectasie soprattutto negli arti inferiori: dilatazioni di piccoli vasi ematici venule, arteriole, ben visibili sulla pelle

smagliature, causate dall’aumento e dalla perdita di peso

maschera gravidica: macchie più o meno estese sul volto dovute ad un accumulo eccessivo di melanina, causato dalle variazioni ormonali

Oltreoceano è “mummymakeover mania” (tendenza che sta pian piano arrivando anche qui): consiste nell’esecuzione in unica sessione di differenti interventi di chirurgia per riportare il corpo della mamma al suo stato pre-gravidanza.

Oltreoceano…

In realtà è possibile intervenire in tale ottica anche senza doversi obbligatoriamente sottoporre ad interventi chirurgici. Sicuramente uno delle preoccupazioni maggiori post-gravidanza è quello di ritrovare la forma fisica. Tendenzialmente l’aumento medio durante la gravidanza è di circa 12 kg. Ma non solo i chili presi vanno ad influire sull’aspetto generale della nostra figura. Il profilo ormonale tipico della gravidanza, la ritenzione idrica e l’aumento di peso possono portare ad un peggioramento della cellulite. La cellulite in gravidanza è in gran parte conseguenza dell’aumento degli estrogeni in circolo che predispongono il corpo ad accumulare massa adiposa, oltre che a contribuire alla ritenzione idrica. La gravidanza inoltre pone dei limiti per quanto riguarda le attività fisiche più impegnative e faticose, quindi si tende a condurre una vita più sedentaria. In dolce attesa inoltre il volume del pancione ostacola la microcircolazione venosa e linfatica peggiorando la condizione. Dopo la nascita del bebé, unitamente ad un percorso alimentare controllato e alla ripresa dell’attività fisica, è consigliabile intervenire precocemente su cellulite e adiposità localizzata con il Velashape III. Questo strumento medicale rappresenta il macchinario ideale per il rimodellamento dei profili corporei. Per approfondimento: https://cristinadaloiso.com/2020/08/25/velashape-iii-piu-potente-piu-veloce-piu-efficace/

Un altro inestetismo con il quale tante neomamme devono rapportarsi è la comparsa dei capillari o, in gergo medico, teleangectasie. Durante la gravidanza i livelli ormonali modificati determinano una minore resistenza delle pareti dei vasi sanguigni che si aggiunge ad un aumento della pressione intravasale dovuta al volume uterino: tutto ciò porta alla formazione degli antiestetici capillari visibili soprattutto sulle gambe. Come si può intervenire? La scleroterapia (o terapia sclerosante) è il trattamento utilizzato per eliminare le teleangectasie, cioè capillari visibili, e anche le piccole vene varicose, degli arti inferiori.  Lo scopo è la chiusura della vena/capillare patologica determinandone il collasso e la scomparsa. 

Nell’elenco degli stravolgimenti corporei della gravidanza, nella top five degli inestetismi non potevo non citare le smagliature. Fino al 90% delle donne sviluppa smagliature durante la gravidanza. Uno dei trattamenti che utilizzo di più nel mio per il miglioramento delle cicatrici è il microneedling che stimola segnali cellulari riparativi e creazione di nuovi strati di tessuto cutaneo ricco di collagene ed elastina neosintetizzati. Per approfondimento: https://cristinadaloiso.com/2018/09/03/micro-needling-il-trattamento-piu-richiesto-dal-mondo-dei-social/ Per il trattamento delle smagliature è possibile intervenire anche con la carbossiterapia: https://cristinadaloiso.com/2020/01/22/efficacia-della-carbossiterapia-sulle-smagliature-la-scienza-lo-dimostra/

La top model Heidi Klum nel runway di Victoria Secret,
a soli 2 mesi dal parto

Fino ad ora abbiamo parlato di corpo ma anche il viso può portare i segni della gravidanza, nello specifico faccio riferimento al melasma altrimenti conosciuto come cloasma o “maschera gravidica”. Il melasma ha numerose cause sia ormonali che genetiche, consegue ad una disregolazione della produzione di melanina da parte della cute e la sua terapia è di lunga durata, sia ambulatoriale che domiciliare.

Come intervenire?

La tecnologia Dermamelan è sicuramente la più efficace: https://cristinadaloiso.com/2018/09/19/dermamelan-la-soluzione-miracolosa-per-le-iperpigmentazioni-del-volto/ Viene utilizzato per trattare ipercromie come melasma e cloasma e per migliorare tono e luminosità della pelle. Prevede la combinazione di un trattamento professionale ambulatoriale (maschera) e di un peeling di mantenimento domiciliare che deve essere utilizzato per ottimizzare i risultati ed è adatto a tutti i tipi di pelle (anche le piu’ sensibili).

Con l’imminente riapertura delle scuole, siete pronte a prendervi cura di voi?

Pic source: Instagram @belenrodriguezreal