Covid, rossetto e contorno occhi

Secondo una ricerca dell’agenzia McKinsey&Co durante l’attuale pandemia si è verificato un calo delle vendite dei rossetti del 30% a livello mondiale.

Cosa c’entra il rossetto?

Nel 2008 è stato coniato il Lipstick Index dall’allora CEO di Estèe Lauder, Leonard Lauder.  Questo dato analizza la vendita mondiale dei rossetti in rapporto alle fasi di crisi economica della storia, una sorta di termometro per la società: più le cose vanno male più le persone, le donne in particolare, si rifugiano in piccoli beni di lusso come il rossetto in grado di dare un senso di comfort immediato. L’attuale pandemia è stata in grado, senza plausi ovviamente, di fermare questa tendenza.

Di fronte ad un calo del 20-30% dei rossetti si è assistito ad un aumento delle vendite di ombretti e mascara.

Perché?

La risposta è semplice e possiamo riassumerla in una parola: mascherina.

Secondo una ricerca dell’Università di Osaka, indossare la mascherina aumenta del 6% la percezione degli occhi e del 13% di tutta l’area circostante. E’ inoltre venuto meno il “meta linguaggio” dei muscoli labiali a favore di quelli oculari sottoponendo la comunicazione non verbale e la mimica facciale a nuovi stimoli non senza conseguenze da un punto di vista medico-estetico.

Il focus si è spostato e questo ha impattato sulle richieste delle pazienti che si rivolgono al mio studio.

I must have di questo inverno sono: fronte distesa, sopracciglia perfette e palpebre toniche.

Ovviamente la Medicina Estetica è in grado di adattarsi ai nuovi bisogni.

BROW FILLER

In questo particolare periodo storico, dove quasi h 24 dobbiamo indossare la mascherina, le sopracciglia sono risalite alla ribalta. Da sempre elemento molto importante nell’estetica complessiva del volto, ora come ora sono sempre più responsabili della bellezza dello sguardo. Con l’invecchiamento negli occhi si assiste ad una perdita di volume osseo, ad uno svuotamento simmetrico o asimmetrico della regione con esposizione eccessiva della palpebra superiore. Tale abbassamento delle sopracciglia (ptosi) può far risultare un volto triste, stanco o addirittura corrucciato. Oggi l’infiltrazione di filler in questa zona permette un sollevamento dell’arco sopraccigliare con un effetto lifting molto naturale. Per la procedura viene utilizzato filler a base di acido ialuronico, la procedura è indolore e long lasting ( fino a 9 mesi)!

Per approfondimenti:

https://cristinadaloiso.com/2017/05/18/sopracciglia-perfette-con-la-medicina-estetica/

BOTOX

Il trattamento per elezione per una fronte distesa è sicuramente la tossina botulinica. L’uso sapiente del botulino eseguito da mani esperte è in grado di dare un look ringiovanito, riposato e naturale.  Anche solo piccole quantità di botox possono minimizzare le rughe ed i segni del volto e possono togliere anni dal volto lasciando inalterata la mimica. Le aree che vengono più comunemente trattate sono glabella, le zampe di gallina e la fronte.  I risultati sono visibili da due a quattro giorni dopo il primo trattamento, l’effetto massimo si verifica in circa 10-14 gg e perdura per 4-6 mesi. Da non sottovalutare inoltre, specialmente in questo periodo, gli effetti positivi in caso di depressione.

https://cristinadaloiso.com/2020/09/03/la-tossina-botulinica-rende-inespressivi-al-contrario-ha-effetti-benefici-sulla-depressione/

BLEFAFAROLASER

Molte pazienti si rivolgono al mio studio con il desiderio di eliminare l’eccesso di pelle dalle palpebre. Tale problematica, al di là delle implicazioni di natura estetica, ha un forte impatto sociale: in questo momento il focus si è spostato sui nostri occhi per cui sentiamo la necessità di avere uno sguardo aperto, luminoso, che sia in grado di comunicare.

La blefarolaser non chirurgica è un trattamento medico ambulatoriale che  permette di intervenire in caso di pelle in eccesso nella palpebra e migliora le rughe perioculari. Grazie ad un particolare dispositivo al plasma è possibile sublimare le cellule dell’epidermide palpebrale. Durante la procedura il paziente non percepisce alcun dolore in quanto l’area viene precedentemente anestetizzata.

Uno dei punti a suo favore è l’immediato reinserimento sociale, non vi è ospedalizzazione e tutti i rischi legati ad un intervento chirurgico tradizionale. Il paziente potrà gestire tranquillamente il post- operatorio a domicilio seguendo delle semplici istruzioni in termini di disinfezione e cura dell’area.

Il numero di sedute variano in base alla clinica di partenza: maggiore e’ l’eccedenza cutanea, maggiore il numero di sedute necessarie che vengono effettuate a distanza di un mese l’una dall’altra.

EYE PEEL

Un trattamento che consiglio alle mie pazienti per dare nuova luce allo sguardo sono i peeling formulati appositamente per l’area perioculare. Intorno agli occhi i segni del tempo tendono a manifestarsi precocemente in quanto la pelle, oltre ad essere molto sottile, è molto sollecitata a livello di mimica, ed ora lo è ancora di più visto che, causa mascherina, come accennato ci stiamo abituando ad un meta-linguaggio che parte proprio dagli occhi.

I peeling dell’area perioculare sono dei veri e propri trattamenti ad ampio spettro che potremo definire high tech. Grazie all’utilizzo di alfa e beta idrossiacidi quali acido glicolico, acido azelaico, acido salicilico, acido lattico, acido citrico e resorcinolo sono in grado di trattare le rughe dell’area perioculare, migliorare le cicatrici, prevenire la formazione di xantelasmi e milium, attenuare le discromie pigmentarie e le occhiaie. Per le pazienti più agée possono essere un valido alleato per il trattamento della perdita di luminosità e densità della pelle dell’area perioculare.

Questi peeling di ultimissima generazione inoltre sono di rapida esecuzione e consentono un immediato reinserimento sociale. I protocolli, sia in termini di sinergie degli acidi sia in termini di programmazione, sono personali e personalizzabili: ad ogni paziente viene prescritto un trattamento mirato.

EYE CARE

Questo è quello che posso fare in studio come medico estetico ma per mantenere i risultati, prevenire e potenziare i risultati è consigliabile inserire nella propria beauty routine prodotti mirati per l’area perioculare. Consiglio sempre ai miei pazienti l’utilizzo di un contorno occhi mattina e sera. Esistono in commercio cosmetici “science based” a base di acido ialuronico, complessi dermo-ristrutturanti ed altri ingredienti attivi in grado di svolgere azione decongestionante ed anti-aging.

Pelle piu’ compatta e sguardo fresco e disteso a prova di mascherina!

L’approccio “emotivo” al trattamento con filler dermico

Le procedure di medicina estetica, come i filler dermici, stanno diventando sempre più diffusi e sia le donne che gli uomini stanno stanno prendendo in considerazione di sottoporsi ad un trattamento per migliorare la qualità delle pelle e rallentare la comparsa dei segni del tempo. Tuttavia, molti pazienti sono conviti di aver bisogno di un trattamento specifico per uno specifico inestetismo, mentre in realtà, la correzione di quello che desiderano non offrirà loro il risultato desiderato.

Nella mia pratica clinica spesso mi confronto con ciò che i pazienti “vogliono fare”, “cosa vogliono sia corretto” e “quanto deve essere per loro corretto”. Ma ciò che pensano possa essere la causa della loro insoddisfazione riguardo al loro aspetto potrebbe essere lontano dalla realtà. Durante la visita medica, un paziente può iniziare a descrivere quanto vorrebbe migliorare indicando una profonda linea di espressione od un impercettibile abbassamento dell’angolo della bocca: in realtà questi segni spesso sono indicativi di una serie di altri segni cutanei.

La modalità corretta di valutare i reali desideri del paziente è basata sull’analizzare l’intero volto ed il modo in cui il paziente si sente riguardo al proprio viso e ciò che il paziente vuole che il proprio viso dica al mondo.

È un processo lontano dal semplice inseguire le linee e le rughe, ma punta al trattamento del volto in modo olistico. Si basa su una profonda comprensione dell’anatomia facciale per fornire risultati dall’aspetto costantemente naturale. Per questo motivo solo un “expert injector” sarà capace di offrirvi i risultati desiderati.

Spesso i pazienti desiderano molto più di quello che chiedono come correzione di un singolo inestetismo.

Noi tutti colleghiamo le espressioni emotive ai movimenti facciali. Se qualcuno si acciglia, si pensa che quella persona sia arrabbiata. Se vediamo una bocca che è abbassata, pensiamo che la persona sia triste. Le rughe vengono riferite ad un volto anziano e potrei fare molti altri esempi.

In realta’ la nostra interpretazione di un volto arrabbiato, triste o rugoso è dovuta alla osservazione dell’intero viso, non solo della fronte o della bocca. Se ci concentriamo solo su una parte del viso, potremmo perdere il resto di ciò che un volto ci trasmette e commettere degli errori.

Ecco che una combinazione di sedi di trattamento e tecniche iniettive piò garantire un risultato naturale e migliorare gli attributi emotivi negativi che i pazienti non desiderano.

In ogni visita medico estetica dovrebbe sempre essere chiesto come il paziente si sente quando vede la immagine di sè stesso allo specchio. Ti senti stanco? Triste? Arrabbiato? I bisogni di un paziente sono più strettamente allineati con le loro motivazioni emotive, rispetto ai loro desideri.


Poiché il volto e la motivazione di ogni paziente per il trattamento è unico, l’approccio terapeutico dovrebbe essere adattato alle esigenze e ai desideri emotivi di ogni persona. E’ necessario analizzare il quadro completo e aiutare i pazienti a concentrarsi su come vogliono sentirsi dopo il trattamento invece di concentrarsi su linee e pieghe che vedono allo specchio.

Il ruolo dell’intestino nell’invecchiamento cutaneo

Tra intestino e cervello esiste un canale bidirezionale di comunicazione permanentemente attivo. I segnali endocrini, neurocrini e infiammatori generati dal microbiota intestinale e dalle cellule dell’intestino influenzano il cervello. A sua volta, il cervello può influenzare la composizione e le funzioni microbiche tramite meccanismi endocrini e neurali. Sostanze come dopamina, serotonina, leptina o adiponectina sono presenti sia nel cervello che nell’intestino.

In altre parole, la qualità della vita (QoL) di un individuo e la sensazione di ricompensa / piacere sembrerebbero dipendere più dal meccanismo intrinseco dell’intestino che dalla secrezione dei neurotrasmettitori del cervello.

L’INTESTINO COME PUNTO DI PARTENZA

Nell’antichità, e in particolare dal XVII secolo, è stato osservato che i componenti della dieta hanno effetti specifici sulla salute generale e sulla qualità della pelle. Il vegetarianismo divenne un trattamento per l’obesità e la gotta che affliggevano le persone benestanti che consumavano carne in modo eccessivo. Anche il dottor George Cheynes (1671-1743), che lanciò il vegetarianismo, iniziò a considerarlo come una soluzione per rallentare la comparsa di rughe e la mancanza di luminosità della pelle. Oggi sappiamo che i componenti alimentari specifici di carne o verdure avviano la comunicazione intestino-cervello. Uno dei primi passi di questo dialogo è il reclutamento o il potenziamento preferenziale di specifici ceppi microbiotici dediti alla digestione di questi alimenti.

Per eseguire continuamente questi compiti, la stessa flora intestinale è stata definita come un “bioreattore che costituisce una barriera antinfiammatoria funzionale“. Inoltre, la produzione, da parte dei nostri enterociti, di 10 litri di muco al giorno e la presenza di un film sottile di glicocalice in cima agli enterociti, rafforzano entrambi la barriera fisica.

La rottura di questa barriera può portare all’incremento dei messaggeri infiammatori che giungeranno al cervello stimolando determinate aree cerebrali e deprimendo alcune funzioni.

CELLULE INTESTINALI E SISTEMA IMMUNITARIO

Le cellule staminali intestinali sono coinvolte nel continuo auto-rinnovamento e si differenziano nelle cellule specializzate dell’epitelio intestinale. In assenza di specifici “nutrienti” le cellule immunitarie scompaiono e la crescita epiteliale diminuisce, favorendo l’infiammazione. Le verdure crucifere (come i broccoli oi cavoletti di Bruxelles) in particolare favoriscono lo sviluppo e il mantenimento di questo meccanismo unico. Quest’ultimo controlla la selezione funzionale della qualità degli enterociti che vengono continuamente prodotti dalle cripte dei villi intestinali dell’intestino adulto.

La relazione complessa tra cibo e microbiota viene sempre maggiormente compresa ed il metabolismo batterico delle fibre alimentari influisce sull’epigenetica (le modificazioni acquisite delle cellule). Di conseguenza, il microbiota potrebbe anche indurre modificazioni epigenetiche associate all’invecchiamento? Apparentemente i processi di invecchiamento, potrebbero forse diventare evitabili se i processi di lettura del DNA potessero prendere in considerazione la qualità dell’assunzione di cibo.

INFIAMMAZIONE

Perché si può dire che l’infiammazione cronica deriva dallo stress cronico? E, secondo quanto sopra, quale potrebbe essere il benefico ruolo antinfiammatorio e antistress di stimolare il sistema del nervo vago (che controlla il nostro intestino)?

Oltre all’aiuto che possiamo cercare attraverso nutrienti appropriati selezionando ceppi vantaggiosamente strategici dei nostri batteri intestinali, il nervo vago si unisce infatti nel contribuire all’antiinfiammazione generalizzata. Essendo la struttura anatomica che collega l’intestino e il cervello tramite segnali specifici avviati (ma non solo) dall’assunzione di cibo, svolge una funzione generale di orchestrazione degli scambi in corso tra intestino e cervello.

GESTIONE DEL CERVELLO E DELLO STRESS

All’interno di tutto il nostro corpo, ogni organo, così come ogni millimetro della nostra pelle, è attrezzato per affrontare la sfida costante della vita: lo stress. Il cervello, in particolare, ha sviluppato un sistema abbastanza complesso per trattare i segnali in arrivo portati da eventi stressanti. A seguito di un impulso di stress, inizia un dialogo tra le due parti opposte del cervello, rispettivamente, nell’area della corteccia prefrontale con i suoi approcci più regolatori e orientati alla consapevolezza e il sistema limbico che ospita le componenti emotive. L’input risultante all’area mesolimbica guida quindi due azioni importanti. Il primo è ridurre al minimo l’effetto shock dello stress, attraverso la secrezione di dopamina, mirando a ristabilire motivazione e piacere. Questo influenza profondamente il comportamento, portato dalle forti emozioni di volere, desiderio, accoppiamento. Il secondo e meno noto aspetto di questa strategia compensativa, consiste nella registrazione del comportamento assunto dai gangli della base che, in caso di stress futuri, verrà immediatamente riattivato.

Inoltre, durante un evento stressante, il cervello attiva anche le ghiandole surrenali per produrre cortisolo. A causa dei potenti effetti antinfiammatori di questo ormone, le persone normalmente non si rendono nemmeno conto di essere sotto stress. La distinzione dovrebbe essere qui menzionata tra stress acuto e cronico. Lo stress acuto è reversibile.

Inoltre vi è un ruolo benefico dello stress e dell’infiammazione acuta; le importanti azioni positive dell’infiammazione acuta sono state recentemente analizzate da una prospettiva più funzionale. Il nuovo termine coniato di “transinfiammazione” si riferisce al beneficio della plasticità, consentendo una maggiore flessibilità epigenetica e malleabilità fenotipica per adattare le risposte a stress, lesioni e malattie. In questa fase, l’infiammazione è il nostro primo strumento di adattamento all’ambiente. Questo meccanismo è completamente diverso nell’infiammazione cronica.

INFIAMMAZIONE CRONICA

Ma perché l’intestino dovrebbe preoccuparsi dello stress e dell’infiammazione cronica, essendo il cervello responsabile dei meccanismi di gestione dello stress? Il legame tra cervello e intestino nella gestione dello stress e le sue conseguenze per tutto il corpo è rappresentato dal cortisolo. Infatti, i meccanismi endogeni di gestione dello stress generano un’infiammazione generalizzata. Diverse condizioni, come la gravidanza o la menopausa, proteine ​​e zuccheri alimentari, antibiotici e infezioni, tossine e allergeni alimentari e, naturalmente, stress, mettono alla prova la barriera intestinale.

Tuttavia, la disfunzione della barriera non solo compromette la funzionalità intestinale, ma anche la funzione antinfiammatoria dell’immunità mucosale. Inoltre, l’infiammazione cronica può essere esportata dall’intestino a tutto il corpo. Pertanto, perdita di memoria, ansia, rifiuto di incontrarsi in occasione di eventi sociali, pensieri ossessivi, difficoltà di concentrazione, depressione, sindrome da stanchezza cronica, insonnia, perdita di interesse e nevrosi ossessiva possono essere segni sia di infiammazione cronica che di segnali pro-infiammatori generati dall’’intestino.

COME PUO’ IL MICROBIOTA INTESTINALE RISTORARE L’EQUILIBRIO?

Come accennato in precedenza, le scelte alimentari hanno un’influenza sul grado di infiammazione intestinale selezionando i ceppi batterici benefici del nostro microbiota. Infatti, l’ingestione di fibre di cellulosa (pre-biotici), oltre che di probiotici (yogurt, formaggio), favorisce la crescita di ceppi batterici favorevoli.

I prebiotici e i pro-biotici sono stati soprannominati “psicobiota” perché la loro azione combinata ha dimostrato di invertire l’ansia e la depressione in studi su animali e umani.

Inoltre, il microbiota ha un potenziale neuroattivo che è meglio identificato all’interno di alcuni ceppi batterici. I loro livelli diminuiscono nei casi di depressione.

Pertanto la QoL sembra dipendere anche dai ceppi batterici della microflora.

In sintesi, quando il cervello è messo sotto pressione dello stress, mette in atto meccanismi di salvataggio, con strategie motivazionali essenziali (dopamina, ricompensa, comportamento compensativo) da un lato e il controllo transitorio dell’infiammazione tramite secrezione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali dall’altro. Purtroppo il circolo vizioso della ricompensa può favorire comportamenti di dipendenza e l’azione antinfiammatoria del cortisolo, inizialmente benefica, può diventare a lungo termine fatale per la funzione di barriera intestinale.

LA STIMOLAZIONE DEL NERVO VAGO MANTIENE LA QUALITÀ DELLA PELLE

Perché la connessione cervello-intestino è importante per la bellezza e l’invecchiamento della pelle? Dovremmo preoccuparci dell’infiammazione sistemica per migliorare la qualità della pelle? Dovremmo nutrirlo con ingredienti speciali? Cosa dovremmo mangiare per restare giovani? O dovremmo digiunare? È stato infatti descritto un intenso rinnovamento intestinale e cutaneo dopo il digiuno periodico. Oggi sappiamo che per migliorare la salute e la qualità della pelle possiamo compensare il desiderio di salato / dolce con integratori nutraceutici, cosmeceutici e pre-biotici specifici.

Oltre alla connessione intestino-cervello e ai suoi effetti globali sul corpo, la pelle è caratterizzata da un sistema ipotalamo-ipofisi-surrene periferico perfettamente funzionante attorno al follicolo pilifero. Questi “micro-cervelli” percepiscono lo stress, come quello indotto da infezione, essiccazione, caldo / freddo, luce UV, ozono, agenti tossici, stiramento, danni meccanici, radicali liberi, allergeni e umidità alta / bassa. Inoltre, lo stress psicologico è in grado di fermare la proliferazione dei melanociti, accelerando nel contempo quella dei cheratinociti. Allo stesso modo, le molecole di profumo sono in grado di indurre potenti attività di riparazione, attivando il pool di cellule progenitrici attorno alle ghiandole sebacee intessute all’interno della struttura del follicolo pilifero.

Poiché l’asse intestino-cervello è la principale fonte di infiammazione sistemica, compromettendo le strategie antinfiammatorie guidate dal microbiota, l’unico sistema antinfiammatorio e riparatore che rimane disponibile per il ripristino della salute e della bellezza della pelle è l’attivazione del sistema del nervo vago. La stimolazione del nervo vago, consegue ad azioni piuttosto banali, come concedersi un alimento che ci piace o ricevere un tocco affettuoso sulla pelle da un amico. La costruzione di legami sociali, la visione di un’immagine piacevole, la respirazione controllata coerente con la frequenza cardiaca o persino l’ascolto di suoni rilassanti inducono potentemente l’attività vagale. Queste attività, riassumibili con il termine di “piaceri”, attivano il sistema vagale, inducono rilassamento e riparazione, accompagnate da una diminuzione di tutti i marker biochimici dell’infiammazione.

In sintesi, la connessione intestino-cervello influenza la qualità della pelle attraverso tre meccanismi interconnessi:

Lo stress può destabilizzare la funzione di barriera intestinale, esportando così la reazione infiammatoria a tutto il corpo

L’infiammazione cronica alimenta l’invecchiamento

La nutrizione può diventare un potente induttore di modificazioni epigenetiche

La connessione intestino-cervello può anche migliorare la qualità della pelle quando si prendono in considerazione soluzioni con sostanze naturali atte a ripristinare la barriera intestinale ed il trattamento dell’infiammazione cronica sistemica.

Zoom face

Il 2020 verrà per sempre ricordato come l’anno del Covid-19, del lockdown, del distanziamento sociale, delle mascherine e dello smart working. Tutte parole che hanno avuto un enorme impatto sulle nostre vite. La pandemia ha sicuramente influenzato tantissimo la nostra quotidianità negli ultimi mesi dal punto di vista professionale, sociale, umano e per alcuni mesi le uniche finestre sul mondo sono state le piattaforme Zoom e Skype e i social networks.

Anche questa volta è stato chiesto alla medicina estetica di adattarsi ad un nuovo assetto sociale fatto di “piazze virtuali” e di riunioni in ciabatte dal nostro salotto di casa.  In fase di riapertura si è assistito ad un nuovo fenomeno definito “zoom face” che ha inciso significativamente sui trend delle procedure di medicina estetica e della cosmetica.

Di che cosa si tratta?

Le ore passate davanti a Zoom, con il nostro volto in primo piano, ci hanno portato ad analizzare ogni minimo inestetismo! Questo ha comportato un cambiamento nelle richieste da parte dei pazienti: si cerca ora quella “glowy skin” per poter rispondere alle nostre aspettative nei confronti delle lenti digitali sotto le quali ci siamo ispezionati negli ultimi 4 mesi. Ma non solo!! Il Covid-19 ha impattato anche sui prodotti che utilizziamo per la nostra beauty routine: si è notato maggiore interesse per i prodotti di skincare supportati da grande ricerca scientifica.

Dal punto di vista statistico, si è registrata un’impennata di tutti quei trattamenti volti a correggere gli inestetismi stress-correlati (brufoli, comparsa di borse e occhiaie, perdita di capelli, peggioramento della cellulite…) Dopo il lockdown in moltissimi si sono rivolti alle cliniche di medicina estetica per correre ai ripari: tre, quattro mesi senza un beauty support professionale, sia a livello domiciliare sia a livello ambulatoriale, ha lasciato spazio alla comparsa pelli disidratate, meno elastiche, meno compatte. Sono mancati quei trattamenti “natural-looking” che solo la medicina estetica di alta fascia puo’ fornire: mai prima d’ora abbiamo bisogno di sentirci belli e fare ciò che ci fa stare bene.  

Come abbiamo accennato, post lockdown le richieste dei pazienti di medicina estetica sono cambiate e ciò è dovuto anche ad una nuova consapevolezza: la bellezza parte dalla pelle, skin first! La realtà virtuale ha cambiato il focus dagli altri a noi stessi. Tutte quelle ore davanti allo schermo ci hanno portato a notare, in maniera ipercritica, le rughe d’espressione, quei solchetti vicino al naso e tutta un’altra serie di inestetismi che non pensavamo di avere.

Al di là di procedure quali filler e botox, è aumentata la richiesta di tutte quelle procedure per migliorare in generale l’aspetto della propria pelle. Prima della pandemia era quasi scontato andare ad una riunione di lavoro truccate, lavorando da casa la cosa è cambiata e abbiamo iniziato a notare la texture della nostra pelle , scoprendo una pelle a volte opaca con inestetismi quali pigmentazioni o rossori. Le pazienti ora vogliono una pelle perfetta senza essere necessariamente truccate. Less is more!

Sempre piu’ numerosi sono i pazienti che richiedono trattamenti di contouring volti a migliorare la profilometria del proprio volto in maniera armoniosa e sapiente.

https://cristinadaloiso.com/2020/07/07/contouring-in-medicina-estetica-il-segreto-della-beautification/

Per tutti noi il periodo di lockdown è stato sinonimo di forte stress con un enorme impatto psicologico. Si è notato anche un incremento di richieste di trattamenti contro la perdita di capelli spesso legata a fattori emotivi, o all’incertezza in merito alla propria salute, al proprio lavoro…

In termini di cambio di trend, quanto ha inciso l’uso della mascherina in riferimento ad uno dei trattamenti più richiesti: il filler alle labbra?

Non vi è una riposta unanime. Molti colleghi hanno notato una maggiore richiesta di trattamenti rivolti al miglioramento di occhi e sguardo a discapito del filler alle labbra mentre altri sostengono che le labbra continuino ad essere sempre molto richieste e non pensano che la mascherina sia un deterrente. Personalmente non ho percepito alcun calo di desiderio nei miei pazienti riguardo a procedure che esaltino la bellezza delle labbra, sempre nel totale rispetto della naturalezza e dell’armonia.

E nella cosmetica, cosa è cambiato?

Il Covid-19 ha influenzato anche i trend della cosmetica: c’è stata un’importante inversione di rotta verso la ricerca dei prodotti science-based.Il motivo è di facile intuizione: in questi ultimi mesi la scienza ci ha guidato quotidianamente, ci siamo totalmente affidati ad essa e sempre la scienza ci sta piano piano accompagnando verso una vita con nuove regole. Vogliamo poter misurare il risultato, vedere i progressi ed ottenere un esito tangibile e questo è possibile solo con cosmetici di alta fascia supportati da lavoro di ricerca in grado di rispondere in modo mirato alle diverse esigenze della pelle.

Senza dubbio la pandemia ha avuto un grosso impatto sulla vita di tutti noi, su ciò che percepiamo necessario per sentirci sani e belli.  Il virtuale è entrato nella nostra quotidianità cambiando le priorità dei pazienti ed il modo di percepire noi stessi nel mondo reale.  La medicina estetica è forse una delle branche della medicina che maggiormente riesce a cogliere i cambiamenti ed è il motivo per il quale continua ad essere un’ottima alleata nel più ampio concetto di benessere di ognuno di noi.

FAQs sul rinofiller

Il rinofiller è uno dei trattamenti medico estetici che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio trend! E’ riuscito ad incidere in maniera importante sulle statistiche riguardanti uno degli interventi più richiesti nell’ambito della chirurgia plastica: la rinoplastica.

Si tratta di una procedura mininvasiva che consente un immediato reinserimento sociale, non è irreversibile, porta a risultati eccellenti se eseguito da mani esperte e ha sicuramente un costo minore rispetto ad un intervento chirurgico.

Si tratta di medicina estetica di alto livello, e come per tutte le procedure che offro ai pazienti, uno dei miei must è la completa informazione. Per tale motivo ho raccolto qui per voi le risposte alle domande che mi rivolgete piu’ frequentemente sui socials oppure nel mio studio.

Quali difetti si possono correggere?

Il rinofiller è una procedura che puo’ correggere un gibbo nasale accentuato, ovvero quei difetti estetici a carico del profilo nasale. E’ poi possibile procedere con la correzione di difetti a carico del dorso o della punta del naso oppure procedere all’uniformazione della piramide nasale o al riempimento di avvallamenti. Infine, questa procedura può essere utilizzata per migliorare i risultati di un intervento di rinoplastica.

Quando parlo la punta del naso si sposta verso il basso. Si puo’ correggere questo difetto?

Alcuni pazienti presentano un’iperattivazione di un muscolo alla base del naso il quale, durante la pronuncia di specifiche consonanti, tira la punta del naso verso il basso. In tali casi e’ sufficiente una piccola infiltrazione di tossina botulinica che, rilassando il muscolo in questione, impedisce la discesa della punta del naso durante l’eloquio per un periodo di circa 6 mesi.

Corregge problemi funzionali?

No, il rinofiller risolve esclusivamente problematiche di tipo estetico. Per la risoluzione di difetti congeniti o acquisiti con implicazioni respiratorie è necessario ricorrere alla chirurgia plastica.

Da che età è possibile intervenire?

Sicuramente il naso è uno degli elementi che più ci caratterizzano. L’età adolescenziale è un momento delicato, dove cerchiamo di creare l’immagine che diamo di noi stessi al mondo con implicazioni soprattutto a livello di autostima. Nonostante questo sarebbe meglio intervenire dopo la maggiore età o comunque una volta superato il “ picco di crescita” per poter studiare la morfologia “definitiva” del nostro viso.

Da giovane avevo un bel naso con la punta in su’ mentre ora la punta va verso il basso. E’ possibile che la forma del naso si modifichi negli anni?

Assolutamente sì (purtroppo…)

Quale prodotto viene utilizzato?

Come dice la parola stessa, per il rinofiller vengono utilizzati dei filler di acido ialuronico di diversa “capacità riempitiva” sulla base del punto di partenza e del difetto da ritoccare.

Il rinofiller si esegue in una sola seduta?

La risposta giusta è “dipende”. Bisogna valutare il punto di partenza. Vi sono dei nasi che richiedono correzioni piccole e che presentano una pelle elastica: in questi casi si riesce con una sola seduta ad ottenere la correzione desiderata. Vi sono poi dei “nasi complicati“ che richiedono un “ periodo di adattamento” tra un’infiltrazione ed un’altra per potere raggiungere il risultato ottimale. In tali casi si esegue la seconda seduta dopo circa un paio di mesi.

E’ permanente?

Per l’esecuzione di tale trattamento vengono utilizzati dei filler riassorbibili e la durata varia dai 12 ai 18 mesi.

E’ una procedura rischiosa?

Come tutte le procedure mediche anche il rinofiller non è una procedura scevra da rischi. Trovare un iniettore esperto è la chiave di questa procedura, poiché i filler possono avere complicazioni significative quando vengono posizionati nel naso. Il rischio più preoccupante è la compromissione vascolare, quando il flusso sanguigno verso un’area viene interrotto da un blocco. Tutte le iniezioni di filler facciali comportano questo rischio, ma il rischio è maggiore quando l’area trattata è quella del naso a causa della sua particolare anatomia vascolare. I pazienti più a rischio sono i “ post chirurgici” in quanto possono presentare un’anatomia alterata dal precedente intervento di rinoplastica.

Le iniezioni di questa natura sono solo per iniettori avanzati e altamente qualificati. La conoscenza specifica dell’anatomia distrettuale e della corretta tecnica sono fondamentali.

Quali possono essere le complicazioni?

Come ogni trattamento medico ci possono essere delle complicazioni che possono verificarsi in qualsiasi paziente. Possono esserci delle “complicazioni lievi e a breve termine” come dolorabilità nell’area dell’iniezione, reazioni di ipersensibilità, edema, ecchimosi, eritema, infezioni, prurito. Tali eventi avversi potranno essere trattati con una terapia farmacologica.

Quali accorgimenti bisogna avere post trattamento?

Nelle 2 settimane successive al trattamento infiltrativo è necessario evitare l’esposizione ai raggi UV onde scongiurare la formazione di arrossamenti o macchie nell’area trattata. E’ bene evitare l’attività sportiva molto intensa sempre nelle successive due settimane così come i movimenti bruschi o eventi lesivi dell’area trattata. Nei successivi 4-5 giorni è sconsigliabile indossare gli occhiali per il rischio di migrazione del filler nella fase di assestamento.

Quanto costa il rinofiller?

Il costo del rinofiller, così come quello di tutte le procedure medico estetiche, risente di tutta una serie di variabili quali numero di sedute necessarie, tecnica, filler utilizzato etc .. solo con una visita medica è possibile presentare un preventivo.

Vero e “falso” doppio mento: le soluzioni del medico estetico

Tutti conoscono l’importanza di una buona angolazione per nascondere il doppio mento in un selfie. Sfortunatamente, liberarsene nella vita reale è un po’ più complicato. Quando qualcuno giunge in ambulatorio affermando di avere un “doppio mento”, la prima cosa a cui penso è “sarà un vero doppio mento?” e “che cosa lo sta causando?”.

Ci sono molte diverse ragioni per cui non esiste una soluzione unica per questo inestetismo.

Ecco alcune cause di doppio mento e possibili opzioni di trattamento:

Mandibola poco definita

Lo strato più profondo di supporto nella zona del collo e del mento è rappresentato dalle ossa. Quando alcune persone si lamentano del loro doppio mento, quello di cui si stanno veramente lamentando è in realtà una mascella non definita. Se non si possiede un osso mandibolare abbastanza pronunciato non si ha un supporto adeguato ed il doppio mento si può accentuare. Un ingrandimento della mandibola può essere ottenuto con iniezione di filler sovraperiostea la cui durata e’ superiore ai 12 mesi.

https://cristinadaloiso.com/2017/04/26/tutto-dipende-dalla-mandibola/

Tensione del muscolo platisma

Il muscolo platisma inizia nella clavicola e corre lungo il collo fino alla mascella inferiore. Se ti ritrovi spesso a digrignare i denti, potresti scoprire che la tensione provoca la formazione di bande in questo muscolo. Nei casi lievi, questo problema potrebbe essere attenuato mediante esercizi mirati all’allungamento del muscolo come inclinare la testa all’indietro e premere la lingua sul palato. Mediante una procedura chiamata Nefertiti Lift, le iniezioni di tossina botulica aiutano a rilassare il muscolo platisma e forniscono una maggiore definizione alla mandibola.

Bande platismatiche

Grasso in eccesso

Solitamente i pazienti pensano che questa sia la causa del loro doppio mento ed è effettivamene una causa molto comune.

How to dissolve double chin fat without surgery - VCI
Grasso pre-platismatico

La radiofrequenza bipolare del Velashape3, essendo minimamente invasiva ma estremamente efficace, può funzionare riscaldando strati mirati per compattare i tessuti molli. Il calore distrugge le cellule adipose che il nostro corpo elimina nei giorni successivi.

https://cristinadaloiso.com/2020/08/25/velashape-iii-piu-potente-piu-veloce-piu-efficace

La perdita di peso può essere molto importante. In generale, quando si perde peso, si perde grasso in tutto il corpo ed anche nella zona del mento. Tuttavia, non sempre il doppio mento è collegato con il sovrappeso. Ci sono persone che hanno il loro peso ideale e, nonostante ciò, hanno più grasso del dovuto nella zona del sottomento. Questo capita più spesso con l’avanzare dell’età, in quanto i livelli di collagene ed elastina cominciano a ridursi e la pelle è meno tesa e tende ad accumulare più grasso. Può anche comparire in persone giovani, semplicemente per mancanza di esercizio dei muscoli del collo.

In questo contesto clinico il medico estetico potrebbe offrire una soluzione diversa. Nel 2015 la FDA ha approvato un medicinale destinato a risolvere i problemi di doppio mento. Come risultato, nel settembre 2017, è stato messo in vendita un medicinale composto da ATX-101 (acido desossicolico o DCA), che viene anche prodotto dallo stesso corpo umano e che è capace di dissolvere il grasso affinché lo stesso venga riassorbito dall’organismo.

Sostanzialmente l’effetto di questo trattamento è quello di alterare le membrane degli adipociti, provocando una rottura della cellule irreversibile e di conseguenza i livelli di adipe accumulato diminuiscono. Ogni seduta ha una durata di 30 minuti; gli effetti cominciano a farsi notare in un paio di settimane dalla prima seduta. Si può arrivare fino a sei sedute con intervalli mai inferiori a un mese.

L’effetto collaterale più comune di questo tipo di trattamento è la comparsa di un gonfiore nella zona trattata, ma si tratta di un effetto  temporaneo (tutto si risolve nei 2 o 3 giorni seguenti al trattamento). In alcuni casi, il gonfiore può anche essere accompagnato da piccole ecchimosi sul collo. Tutti questi segni sono temporanei e cominciano ad andare via in pochi giorni. Da questo momento in poi, il paziente noterà i risultati positivi del trattamento.

Perdita di elasticità della pelle

La pelle che perde la sua elasticità può iniziare a incurvarsi sotto la mandibola e creare l’aspetto di un doppio mento. Anche in questo caso la radiofrequenza mediante il calore può rassodare la pelle. Inoltre l’utilizzo di Profhilo, un gel di acido ialuronico, può rimodellare la pelle per curarne la lassità. La formulazione composta da acido ialuronico (HA) con diversi pesi molecolari si basa su un concetto di azione Hydrolift®. Durante il periodo di permanenza del prodotto nel sottocute la stimolazione di 4 diversi tipi di collagene ed elastina avviene mediante rilascio lento di HA. La stimolazione provoca un significativo miglioramento dei tessuti. Pertanto non possiamo dire che Profhilo è un “potenziatore” della pelle in quanto ha un significativo effetto rassodante e liftante.

Anche il trattamento mediante fili di trazione inseriti sotto la pelle con uno schema specifico può aiutare a sostenere il tessuto.

https://cristinadaloiso.com/2018/07/26/fili-di-trazione-il-nuovo-lifting-non-chirurgico-del-volto/

Heavy sun, heavy skin: il segreto è esfoliare!

Cosa succede alla nostra pelle quando ci esponiamo al sole a lungo? Cos’è l’abbronzatura?

L’abbronzatura è un meccanismo di difesa messo in atto dal nostro corpo per proteggersi dai raggi UV. Le radiazioni ultraviolette aumentano il numero dei melanociti stimolando così la formazione di nuova melanina (neomelanogenesi) che poi, per un meccanismo chiamato “foto ossidazione”, rende la pelle più scura.

Ma non è tutto qui! La pelle per effetto dell’esposizione ai raggi UV reagisce anche ispessendosi.

L’ ispessimento cutaneo è il risultato della proliferazione accelerata delle cellule (cheratinociti) che formano lo strato esterno della pelle, lo strato corneo. La pelle, perso quel bel colorito ambrato, apparirà opaca e asfittica, meno luminosa.

In questo articolo voglio parlarvi di una preziosa alleata della bellezza e dell’abbronzatura: l’esfoliazione.

Cos’è l’esfoliazione?

L’esfoliazione si ottiene attraverso la rimozione dello strato superficiale dell’epidermide composto da cellule morte e residui di trucco o di sporco.

Differentemente da quanto si è abituati a pensare, l’esfoliazione non toglie l’abbronzatura. Anzi, ottimizza il fisiologico turnover cellulare. Con l’avanzare dell’età, il turnover cutaneo tende a rallentare per cui l’esfoliazione sarà sempre più necessaria per un incarnato luminoso e per garantire la traspirazione epidermica transcellulare ovvero la capacità della nostra pelle di regolare il suo contenuto di acqua. 

Esistono due tipi di esfoliazione: l’esfoliazione meccanica e l’esfoliazione enzimatica.

L’esfoliazione meccanica si esegue tramite l’azione manuale con l’utilizzo di scrub per il viso o per il corpo contenenti micro- particelle finalizzati a rinnovare lo stato corneo rimuovendo per attrito le cellule superficiali della pelle, ormai vecchie e sature di cheratina. Questa modalità è la più rischiosa in quanto uno sfregamento eseguito in modo errato può risultare aggressivo.

L’esfoliazione enzimatica invece sfrutta l’azione degli acidi e i loro benefici. Gli acidi presenti in natura, opportunamente combinati, sono in grado di sciogliere il legame tra le cellule dello strato corneo disgiunto (spezzettate e pronte per cadere) lasciando spazio allo strato di pelle più sano e luminoso.

Il medico estetico esegue l’esfoliazione attraverso peeling chimici che permettono un ricambio epidermico completo sfruttando l’azione degli acidi in essi contenuti. Alcuni peeling si possono fare tutto l’anno mentre altri hanno una “stagionalità” perché contengono sostanze fotosensibilizzanti.

Peeling combinato rivitalizzante

Stagionalità: tutto l’anno

Si tratta di un peeling ad uso medico che sfrutta l’azione di tre acidi : Acido Tricloroacetico, Acido Kojico e Acido Mandelico. Conosciuto come “ridenficante senz’aghi” è in grado di svolgere un’azione rivitalizzante dermoepidermica. Oltre alle sue capacità esfolianti trova indicazione sulle pelli mature per attenuare i segni dell’età. In estate permette di mantenere una buona esfoliazione che favorisce il prolungamento dell’abbronzatura.

 Carbon peeling

Stagionalità: tutto l’anno

Questo peeling, noto come Hollywood Peel, sfrutta l’azione di tre agenti con qualità rigeneranti ed illuminanti quali l’acido ferulico, l’acido mandelico e l’acido lattico. E’ un ottimo antiossidante per la presenza di zenzero nero e liquirizia. Eseguibile tutto l’anno, dopo l’estate aiuta a rimuovere le cellule morte dello strato superficiale della pelle, stimola la produzione di collagene, riduce i primi segni dei danni causati dal fotoinvecchiamento, permette il riequilibrio della produzione di sebo facilmente alterato dagli UV durante l’estate.

https://cristinadaloiso.com/2019/02/15/black-and-gold/

Peeling con acido retinoico

Stagionalità: non eseguibile nel periodo estivo

 In tema di ispessimento cutaneo, questo è il peeling che maggiormente suggerisco alle mie pazienti amanti del color caramello.

L’acido retinoico è una molecola conosciuta da moltissimo tempo ed è il trattamento d’elezione per le pelli foto invecchiate ed ispessite. Terminato il periodo dell’esposizione solare, con un ciclo di maschere alla tretinoina, si regolarizzera’ la secrezione sebacea con un assottigliamento dello strato corneo ispessito. Questo peeling inoltre è in grado di organizzare la distribuzione della melanina e, agendo su recettori specifici, riesce a raggiungere il nucleo cellulare modulando la trascrizione genetica e correggendo gli errori dovuti all’esposizione ai raggi UV.

https://cristinadaloiso.com/2019/01/17/maschera-con-acido-retinoico-la-vera-cura-antiaging-per-pelli-ispessite-e-discromiche/

E’ possibile contribuire all’esfoliazione enzimatica inserendo nella nostra beauty routine cosmeceutici a base di alfa e beta idrossiacidi. Una pelle con uno strato superficiale in buono stato è una pelle capace di ricevere i principi attivi apportati dalla nostra skincare e di rendere ancora piu’ performanti i trattamenti medico-estetici.

La tossina botulinica rende inespressivi? Al contrario, ha effetti benefici sulla depressione

La tossina botulinica è stata approvata per la prima volta per uso terapeutico nel 1989 per il trattamento di disturbi dei muscoli oculari, come strabismo e blefarospasmo. Successivamente è stato approvata per una serie di indicazioni tra cui uso cosmetico, terapia dell’iperidrosi e trattamento della emicrania e di vari disturbi neuromuscolari.

Storia della tossina botulinica

Nell’ultimo decennio, diversi studi scientifici hanno dimostrato un’efficacia significativa delle iniezioni di tossina botulinica nella regione glabellare nel trattamento della depressione. A questi iniziali dati è seguito uno studio più ampio che ha dimostrato una diminuzione dei punteggi di valutazione della depressione. Collettivamente, l’evidenza di questi studi implicava una certa variabilità nell’efficacia dell’uso di tossina botulinica nella depressione.

Una valutazione post marketing di tutti i trattamenti effettuati negli USA tra il 2004 ed il 2019 ha chiarito questo dato. I ricercatori hanno valutato gli eventi avversi segnalati all’attuale sistema di segnalazione degli eventi avversi (FAERS) della Food and Drug Administration.

In quasi tutti i gruppi di trattamento, le segnalazioni di depressione e di eventi avversi correlati alla depressione erano significativamente inferiori tra coloro che hanno ricevuto tossina botulinica rispetto ai controlli: per coloro che hanno ricevuto iniezioni di tossina botulinica nei muscoli facciali per usi cosmetici, la riduzione era di più del 50%.

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Nei grafici a barre la figura sottostante dimostra l’efficacia della tossina botulinica nel ridurre i punteggi della scala di depressione dopo iniezione in varie aree del volto. L’effetto antidepressivo del botulino non dipende dal sito di iniezione
(Makunts et al. Scientific Reports 2020)

Meccanismi plausibili dell’effetto antidepressivo della tossina botulinica

Una teorizzazione di una trasmissione al sistema nervoso centrale o un effetto sistemico sono molto improbabili, anche in relazione alla quantità utilizzata.

Memoria muscolare e bio-feedback


L’interrelazione reciproca, che si rinforza a vicenda, dell’azione muscolare e dell’umore non è limitata ai meccanismi di feedback facciale. La tensione muscolare in varie regioni del corpo è un sintomo frequente della depressione e può essere sia una manifestazione psicomotoria che un potenziamento dell’umore depresso. Quindi, il rilassamento muscolare progressivo (PMR) è un metodo di rilassamento consolidato nel trattamento psichiatrico che si basa sull’induzione del rilassamento mentale attraverso la tensione e il successivo rilassamento dei muscoli scheletrici.

Si può ipotizzare che il feedback propriocettivo dai muscoli interessati possa essere coinvolto in questa associazione. La riduzione del tono muscolare a seguito dell’iniezione di tossina botulinica può contrastare la depressione. È interessante notare che, in particolare, il trattamento dei muscoli glabellari produce un risultato molto evidente.

Infiltrazione di botulino nei muscoli corrugatori per il trattamento delle rughe di espressione glabellari

Infine, il concetto di feedback può essere esteso a un meccanismo di feedback vegetativo: l’iperidrosi è fortemente associata alla depressione ed è concepibile che l’aumento della sudorazione possa anche avere un effetto di feedback. Un’interruzione di questo circolo vizioso mediante iniezione di tossina botulinica potrebbe portale ad una riduzione dei sintomi depressivi stessi.

https://cristinadaloiso.com/2019/04/01/arriva-lestate-blocca-lipersudorazione/

Velashape III: più potente, più veloce, più efficace

I principi di funzionamento di Velashape

Il lancio di VelaShape III ha segnato un vero momento di evoluzione nella serie di strumenti “Vela”, una delle tecnologie di rimodellamento del corpo non invasive per la riduzione della cellulite e del grasso localizzato più sicure e di successo. La tendenza generale in medicina estetica è di offrire procedure meno invasive con tempi di inattività ridotti o nulli. In tale contesto, questo strumento medicale rappresenta il macchinario ideale per il rimodellamento dei profili corporei.

VelaShape III combina energia basata su radiofrequenza ed infrarossi con manipolazione meccanica dei tessuti tramite vuoto pulsato.

Il calore profondo viene distribuito alle cellule adipose ed ai setti connettivi circostanti, nonché alle fibre di collagene dermiche. Rispetto alle versioni precedenti, i livelli di riscaldamento più elevati degli adipociti dovuti all’incremento della potenza della radiofrequenza abbinati alla ottimizzazione del design dell’elettrodo consentono una penetrazione più profonda del calore.

VelaShape III ha un grande vantaggio rispetto ad altri sistemi, poichè produce radiofrequenza bipolare con tecnologia brevettata di Syneron in grado di concentrarsi molto efficacemente nei tessuti profondi. Velashape fornisce quindi contemporaneamente il doppio riscaldamento del tessuto tramite infrarossi e radiofrequenza mantenendo l’epidermide a temperatura corporea. Questo consente al medico di colpire con precisione le aree “preriscaldate” dai raggi infrarossi.
Durante il trattamento, l’aumento della circolazione e del drenaggio linfatico provoca un’elevata diffusione dell’ossigeno nei tessuti ed il contemporaneo aumento della temperatura degli adipociti porta a una rottura delle gocce lipidiche immagazzinate nelle cellule adipose. Inoltre, l’aumento del drenaggio linfatico indotto dal vuoto consente una migliore e più rapida eliminazione dei depositi di grasso degradato.

VelaShape III - Precision Aesthetics
Energia infrarossa e radiofrequenza vengono rilasciate nell’ipoderma


Perche Velashape III è il miglior dispositivo della serie “Vela”?

Rispetto alle versioni precedenti, il sistema VelaShape III permette di ottenere risultati visibili più velocemente. Velasmooth produce una energia di radiofrequenza di soli 20W, mentre in Velashape III l’energia della radiofrequenza è stata intensificata da 60W a 150W rispetto al precedente modello, per risultati più rapidi e più evidenti. Questo si associa ad aumento del metabolismo cellulare, stimolazione dell’attività dei fibroblasti e rimodellamento della matrice extracellulare, con un miglioramento complessivo della struttura e consistenza della pelle ed un’azione importante in termini di rassodamento cutaneo.

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Adatto MA et al. Laser Medical Sci 2014. Oggettivazione della riduzione del grasso gluteo durante un ciclo di Velashape mediante ecografia ad 1 e 3 mesi di follow-up

Inoltre, i manipoli sono stati riprogettati con una migliore ergonomia per focalizzare l’energia di radiofrequenza più elevata in modo più rapido ed efficace nell’area interessata.

Infine, il nuovo sensore di impedenza / temperatura sulla pelle Smart RF in tempo reale consente si eseguire la procedura con ancora più sicurezza.

Video sul funzionamento di Velashape III


Con Velashape III è possibile trattare varie aree del corpo, non solo gambe e glutei. La Food and Drug Administration americana ha autorizzato Velashape III anche per riduzione delle circonferenze dell’addome.

Distretti corporei trattabili con Velashape III

Come avviene una seduta del trattamento con VelaShape III?


Dopo la prima visita medica e la delineazione della storia clinica e della diagnostica relativa alle aree da trattare si delinea il protocollo più adatto per ciascun paziente. Il trattamento con Velashape III non necessita di alcuna anestesia essendo totalmente indolore. All’inizio della seduta viene applicato sulle aree da trattare un gel conduttore con principi attivi che aumentano i risultati di ogni sessione. Durante il trattamento è possibile avvertire una leggera sensazione di calore sulla pelle trattata e, a seconda dell’inestetismo e dell’area da trattare possono essere facilmente regolati i parametri per garantire una confortevole esperienza di trattamento. Ogni seduta con VelaShape III dura mediamente dai 30 ai 60 minuti, al termine della quale la paziente può far ritorno immediatamente alle proprie normali attività quotidiane.

Quando sono visibili i risultati del trattamento?

Gli effetti del trattamento anticellulite con VelaShape III sono visibili generalmente già a partire dalle prime sedute attraverso la riduzione localizzata di cellulite, adiposità e lassità nelle aree trattate, oltre a un miglioramento generale del tono e dell’aspetto della cute.

È possibile combinare VelaShape III con altri trattamenti anticellulite?

Per massimizzare i risultati è possibile integrare gli effetti ottenuti attraverso il protocollo con Velashape III con altre tecniche terapeutiche come la carbossiterapia e la mesoterapia con peptidi biomimetici.

Superfood, micronutrienti and Co.

Supercibi, micronutrienti e nuove forme di integratori fortificano il sistema immunitario, aiutano il microbioma, stimolano il metabolismo. E diventano i nuovi aiuti per la bellezza di corpo, pelle e capelli.

Dopo il lungo periodo di quarantena è divenuta forte l’attenzione alle buone abitudini che preservano la salute, migliorando anche il nostro aspetto fisico. Il primo passo sta nella scelta del cibo giusto e dei suoi nutrienti. Come?

LA VERA SALUTE È NEL PIATTO

Sempre più frequentemente si parla di “fit food” (ingredienti o piatti composti che si sposano bene con un’attività fisica) e “smart cooking” (cucina intelligente, sana e semplice) come le chiavi del neo-benessere. Protagonista di questa svolta è la sensibilità verso il cibo come elemento primo per rafforzare le difese immunitarie.

Ideali sono i cibi fermentati come I formaggi erborinati, il kefir e altri che, come anche le fibre di bamboo e cicoria, favoriscono la salute dell’intestino, organo di riferimento del sistema immunitario. Ruolo chiave lo hanno anche i cosiddetti superfood: bacche di goji e acai, semi di chia e canapa, tè macha, alga spirulina e clorella, cacao, zenzero, melograno, papaya fermentata, fungo reishi e così via. Tutti alimenti che apportano all’organismo vitamine, minerali e antiossidanti fondamentali per la salute.

Ma come vanno consumati? In genere così come si presentano. I semi di chia e la spirulina, per esempio, possono essere sfruttati anche negli impasti. Le bacche di acai si possono usare per fare gelati e sorbetti. Stesso per le bacche di goji, meglio se bio, ottime anche nello yogurt.

Oltre a questi alimenti ci sono la farina di semi di canapa sativa, fonte proteica vegetale, così come l’avena, sia in farina sia in fiocchi. E la farina di teff, cereale dall’alta percentuale fibrosa e di sali minerali. Infine va citato un dolcificante: il miele di manuka, ricco di enzimi, minerali e vitamine. Ma un corpo sano è anche un corpo in forma. Da qui la tendenza a integrare l’alimentazione con un maggiore apporto proteico, anche sotto forma barrette o bevande: è un approccio valido per l’incremento del metabolismo e del mantenimento della massa magra. Strategia indispensabile con un aumentato fabbisogno fisiologico come quello di un’attività sportive. L’integrazione proteica, però, per essere efficace, ha sempre bisogno di essere affiancata a grassi buoni come l’olio evo o il burro d’arachidi.

L’IMPORTANZA DEI MICRONUTRIENTI

Se la scelta del cibo che fa bene è il primo passo, quello successive è assimilare micronutrienti, sia grazie agli alimenti sia agli integratori. Fondamentale è mantenere in buono stato il microbioma intestinale. Questo si comporta come un organo endocrino, cioè i batteri che lo compongono non solo aiutano il sistema immunitario, ma possono favorire la perdita di peso. Il sistema immunitario agisce come un insieme di eserciti. Per la difesa delle mucose (per esempio di naso e bocca) contro i batteri, è bene integrare con la vitamina A, reperibile in latticini, carne e tuorli. La vitamina D, oltre alla correlazione con il calcio, regola le attività delle cellule del Sistema immunitario: ne sono ricchi salmone, sgombro e pesce azzurro. La vitamina C, infine (si trova in peperoni e ribes rosso), si schiera con i polifenoli contro l’attacco dei radicali liberi create da fumo, stress, attività sportive e sole.

Infine, mai senza omega 3, dalla potente azione anti-infiammatoria. Sono presenti nel pesce grasso e nell’olio di lino, unico elemento vegetale a esserne ricco.

(fonte Elle magazine)