Marry me!

MATRIMONIO E MEDICINA ESTETICA: UN CONNUBIO PERFETTO!

Dopo due anni da incubo, tantissime coppie sono finalmente pronte a dirsi “Sì”. Si parla sempre più spesso di Covid Wedding, di norme, di buffet con mascherina, numero di partecipanti e tante altre cose che sembrano voler rendere asettico un momento di convivialità e gioia. L’unica cosa certa sono… gli sposi!

La medicina estetica è medicina del benessere fisico mentale e spirituale e può essere un plus per uno dei momenti più felici per molte coppie: il matrimonio. E’ ormai assodato che quando la nostra immagine allo specchio ci piace ci sentiamo meglio sia dentro che fuori ed è proprio qui che può entrare in gioco il medico estetico.  In questo articolo voglio parlarvi di quali sono i trattamenti per la sposa e per lo sposo per arrivare all’altare al Top!

Secondo il sito matrimonio.com per un matrimonio senza stress, senza la sindrome di quella che gli americani chiamano “Bridezilla“, ovvero senza che lo stress da preparativi prenda il sopravvento, sono necessari per lo meno 12 mesi. E se non si hanno 12 mesi? Niente paura! In occasione dei preparativi del matrimonio è possibile intervenire sia in termini di trattamenti “one shot” sia in termini di programmazione durante tutto il periodo che precede il matrimonio.

Quali sono i trattamenti per gli sposi?

Per avere una pelle al top è possibile intervenire con:                                

biorivitalizzazione ovvero una tecnica consistente nell’iniezione intradermica di sostanze normalmente presenti nel derma ma la cui produzione diminuisce con l’invecchiamento. In particolare, è un supplemento diretto di acido ialuronico aggiunto ad altre molecole come vitamine, coenzimi e minerali. Il suo scopo è quello di stimolare le funzioni anaboliche dei fibroblasti dermici come la replicazione, la sintesi proteica e la produzione di componenti della matrice extracellulare, portando così a un miglioramento estetico globale, con maggiore elasticità, idratazione e una migliore struttura della pelle.

peeling: questi trattamenti possono far “funzionare” meglio la nostra pelle ed i prodotti per l’home care che utilizziamo. In pochi minuti gli acidi utilizzati sono in grado di eliminare le cellule morte ed innescare un processo di ringiovanimento; vengono infatti inviati segnali alle cellule basali epidermiche che si moltiplicheranno andando a produrre nuovo collagene con effetto anti-aging. Un ricambio completo epidermico offre dei vantaggi immediati: pelle liscia, più raggiante e più ricettiva.  I prodotti per la cura della pelle verranno assorbiti meglio perché non ci saranno cellule senescenti che ne impediranno la penetrazione. Inoltre i peeling chimici sono trattamenti medico estetici a basso rischio di complicanze e completamente personalizzabili a seconda delle esigenze del paziente. 

terapia biofotonica: energia fluorescente iperpulsata dinamica per trattare acne, rosacea ed invecchiamento cutaneo. Questa tecnologia scientificamente testata stimola i processi biologici cutanei per migliorare la qualità generale della pelle e l’incarnato dei pazienti. Il trattamento agisce inducendo la produzione di collagene (gli studi in vitro hanno evidenziato aumento del collagene del 400% circa grazie al trattamento con luce fluorescente), riducendo la dimensione dei porimigliorando le linee sottili e riducendo i segni delle cicatrici. Combinati assieme, questi effetti producono un miglioramento generale della qualità della pelle donando una maggiore luminosità. La modalità di azione del trattamento si basa sull’interazione tra il gel fotoconvertitore e la luce blu con un effetto sull’epidermide e sul derma modulando diversi aspetti della biologia cellulare. https://cristinadaloiso.com/2020/01/06/pelle-giovane-e-senza-imperfezioni-con-la-terapia-fotodinamica/

Skin Botox: per ottenere la “glassy skin” è possibile intervenire con microiniezioni di botulino. A differenza della sua controparte più tradizionale, che viene utilizzata per combattere le rughe mediante l’iniezione nei muscoli, Skin Botox viene iniettato nello strato esterno della pelle per migliorare acne, pori dilatati, texture spenta e poco luminosa della pelle. ll microbotulino può anche migliorare l’elasticità e la consistenza della pelle, riducendo la produzione di sebo e le discromie. Proprio come il Botox, i risultati compaiono dopo 10-15 giorni e possono durare sino a tre-sei mesi.

Volendo intervenire sui segni del tempo e altre imperfezioni si potrà inoltre procedere con:

filler dinamici per attenuare le rughe, più o meno profonde o per ridefinire il profilo del volto garantendo un aspetto naturale. https://cristinadaloiso.com/2020/07/07/contouring-in-medicina-estetica-il-segreto-della-beautification/ La medicina estetica è sempre più richiesta anche dallo sposo.  Molti uomini non amano il proprio viso anche perché rimanda troppo alla fanciullezza. Tramite l’utilizzo di filler specifici e tecniche ad hoc è possibile valorizzare i tratti distintivi di un volto maschile come profilo e angolo mandibolare, mento e zigomi. https://cristinadaloiso.com/2019/02/20/brotox-co/

– botox per minimizzare le rughe e segni del volto e donare un aspetto fresco e riposato. Le aree che vengono comunemente trattate sono glabella, “zampe di gallina” e fronte: i pazienti possono mantenere il movimento del muscolo frontale e delle sopracciglia pur eliminando le rughe orizzontali. Questo trattamento può essere inoltre adatto al momento della comparsa delle prime rughe e segni di stanchezza del volto in giovani donne che vogliano apparire sempre fresche e riposate.

Ma non solo viso….

Secondo una stima di Coldiretti, in lockdown un italiano su quattro (25%) ha mangiato di più, il 27% è stato più a lungo a tavola ed il 32% ha dedicato più tempo alla cucina secondo il reporto dell’istat. Abbiamo speso 10 miliardi di euro in più in cibo! a livello globale il 35.82% della popolazione ha preso peso, e per il 71.25% di questi l’aumento di peso è stato superiore ai 2 kg. Tante “bride to be” che si rivolgono al mio studio manifestano insoddisfazione legata al loro corpo. Grazie allo stress pandemico, alle palestre chiuse e a tutta un’altra serie di fattori si trovano spesso ad avere un abito comprato due anni fa e che non è più l’abito giusto per una questione di … centimetri.

Se il matrimonio non è alle porte, se si è in anticipo di qualche tempo è possibile intervenire per il rimodellamento del corpo tramite: Velashape III. Si tratta di una delle tecnologie di rimodellamento del corpo non invasivo per la riduzione della cellulite e del grasso localizzato: combina energia basata su radiofrequenza ed infrarossi con manipolazione meccanica dei tessuti tramite vuoto pulsato. https://cristinadaloiso.com/2020/08/25/velashape-iii-piu-potente-piu-veloce-piu-efficace/ Con Velashape III è possibile trattare varie aree del corpo, non solo gambe e glutei. Gli effetti del trattamento anticellulite con VelaShape III sono visibili generalmente già a partire dalle prime sedute attraverso la riduzione localizzata di cellulite, adiposità e lassità nelle aree trattate, oltre a un miglioramento generale del tono e dell’aspetto della cute. Per massimizzare i risultati è possibile integrare gli effetti ottenuti attraverso il protocollo con Velashape III con altre tecniche terapeutiche come la carbossiterapia e la mesoterapia con peptidi biomimetici.

Quali possono essere i trattamenti per lo sposo?

Come spiegato poc’anzi per le “bride to be”, ci sono degli inestetismi che possono creare più disagio nella sposa o nello sposo. Per i maschietti un problema molto sentito è l ‘iperidrosi.

Il botox effettuato nelle ascelle, mani e piedi è un trattamento molto popolare per ridurre la sudorazione. Il trattamento agisce bloccando temporaneamente il rilascio del neurotrasmettitore (acetilcolina) che attiva le ghiandole sudoripare. Di conseguenza, il corpo smette di sudare (o suda molto meno) nell’area in cui sono state eseguite le iniezioni. Mediante iniezione di tossina botulina si può ottenere una diminuzione dell’82%-87% della sudorazione. I risultati cominciano a essere evidenti approssimativamente da 2 a 4 giorni dopo il trattamento, con piena efficacia entro le 2 settimane. https://cristinadaloiso.com/2019/04/01/arriva-lestate-blocca-lipersudorazione/

Altro inestetismo molto sentito dai futuri sposi è legato ai capelli e all’alopecia androgenetica.

Una delle ultime novità della medicina estetica per la cura dei capelli è l’hair filler. Si tratta di una biostimolazione del cuoio capelluto (indicata sia per gli uomini che per le donne) con un’esclusiva formulazione contenente lo 0.7% di acido ialuronico reticolato con complesso peptidico specifico per la prevenzione della caduta dei capelli, il rinfoltimento e la cura del cuoio capelluto. Molto spesso questo tipo di trattamento viene abbinato a sedute di carbossiterapia in grado di stimolare i fattori di crescita che aumentano il trofismo del bulbo pilifero. La terapia prevede delle microiniezioni sottocutanee per il rilascio di anidride carbonica medicale. Generalmente si possono svolgere da 1 a 2 volte la settimana ed il numero totale di sedute dipende sempre dal tipo di condizione clinica. L’anidride carbonica medicale è atossica e priva di effetti collaterali.

Come su detto la medicina estetica intesa come medicina di benessere psicofisico e della naturalezza oggigiorno può essere inserita nell’organizzazione del matrimonio a tutti gli effetti sia in un’ottica di programmazione nell’arco dei mesi precedenti l’evento sia in termini di sedute one shot. E’ fondamentale un’attenta valutazione clinica: sarà il medico ad indicare alla sposa o agli sposi quale sarà il percorso di cura o il trattamento da eseguire ai fini del raggiungimento del risultato desiderato.

….and they all lived happily ever after…..

Iconic moments in beauty: BOTOX

In un mondo che va veloce, che ha azzerato le distanze, dove tutto è sempre fruibile, spesso corriamo il rischio di dare molte cose per scontate! Quante di noi potrebbero oggi rinunciare all’amatissimo botox? Pochissime credo…

Il botox è quella sostanza magica che ci aspetta ogni 6 mesi, pronta a togliere un bel po’ di anni dallo sguardo. Quest’anno Allure, una delle riviste più apprezzate a livello globale in merito a bellezza e tendenze, ha compiuto 30 anni e per celebrare ha deciso di ripercorrere gli “iconic moments in beauty” delle ultime tre decadi. Nel reame del beauty possiamo individuare due epoche ben distinte: B.B. (before botox) e A.B. (after botox). Ebbene sì, c’è stata anche un’epoca senza botox! L’FDA ha infatti dato il via libera per l’utilizzo della tossina botulinica per finalità estetiche solo nell’aprile del 2002. Ci sono varie neurotossine in grado di cancellare le rughe bloccando gli impulsi ai nervi che regolano l’attività dei muscoli ma “Botox” è quel nome che è ormai scolpito nella nostra mente.

I Dottori iniziarono a sperimentare “coraggiosamente” l’utilizzo della tossina botulinica di tipo A per l’eliminazione delle rughe quando era stata autorizzata dall’FDA solo per il trattamento dei disturbi a carico dei muscoli oculari. Attorno alla fine degli anni 90 cominciarono a trapelare gli utilizzi di questo farmaco in un’ottica di “pretty poison”. Quando nel 2002 l’FDA approvò definitivamente l’utilizzo del botulino per il trattamento delle rughe d’espressione, questo avvenimento fu accolto con un mix tra entusiasmo e preoccupazione. Le domande poste erano le più bizzarre “perché rischiare la vita facendosi iniettare una neurotossina potenzialmente letale per apparire più giovani?”, “i nostri volti verranno sostituiti da maschere inespressive?” Queste domande continuano ad essere poste a distanza di molti anni e l’unica risposta giusta sarebbe “hei è solo botox!”

Abbiamo già avuto modo di rispondere alla domande più comuni relative a tale trattamento https://cristinadaloiso.com/2019/09/05/20-faqs-sul-botox/, ma come dicevano gli antichi latini “ repetita iuvant” ed in più voglio darvi delle “chicche” per cercare di fare amicizia ogni giorno di più con questo “Magic-erase tool”.

2.8 Milioni!

Questo è il numero di infiltrazioni di botox eseguite nel primo anno di utilizzo della tossina botulinica ai fini estetici. Eppure molti sono i miti e le preoccupazioni che più volte vengono sollevate da chi si rivolge al mio studio. Prima fra tutti vi è l’argomento SICUREZZA. L’esitazione se vogliamo può essere comprensibile: un singolo grammo di tossina botulinica nella sua forma cristallizzata può uccidere più di un milione di persone se dispersa ed inalata.

Un noto dermatologo d’oltreoceano rispose così a tale affermazione “se iniettare botulino altamente processato, purificato e lavorato potesse uccidere davvero le persone allora nel 2004 metà della popolazione di Beverly Hills sarebbe morta”. La parola tossina infatti non indica una sostanza tossica ma il prodotto di un batterio. Nel caso del botox, il batterio che lo produce si chiama Clostridium Botulinum. Il botulino è un farmaco usato in medicina con un’ottima tolleranza e un ridotto tasso di complicanze e di effetti collaterali e, se dosato e somministrato correttamente, ha effetti utili e terapeutici per oltre 40 patologie.

Poker face!

A distanza di anni dal suo sdoganamento in ambito estetico, una delle preoccupazioni più frequenti è quello di apparire “botoxate”: rinunciare alle rughe vuol dire perdere l’aspetto naturale di un volto e del suo normale processo di invecchiamento? NO!!

Volti rigidi ed inespressivi?

No, quello è l’effetto del botox eseguito da mani non esperte. Il risultato dovrebbe essere esattamente il contrario. Tale farmaco non va a paralizzare il muscolo bensì a rilassarlo. L’effetto, se eseguito da mani sapienti, è quello di avere il viso di una persona che ha riposato molto bene! https://cristinadaloiso.com/2016/09/20/baby-botox/ Se eseguito da mani esperte il botulino è una procedura sicura. Come ogni farmaco possono esserci effetti collaterali. Questi sono però riconducibili il più delle volte ad una scarsa esperienza del medico che ha effettuato le iniezioni. I più tipici sono l’eccessiva immobilità del volto, un risultato asimmetrico o, molto raramente, la ptosi (abbassamento) palpebrale o sopraccigliare. Gli effetti collaterali sono tutti correggibili e scompaiono nell’arco di qualche settimana.

E’ quindi fondamentale scegliere a chi affidarsi!

Oltreoceano stanno spopolando i “botox bar” in barba a discrezione ed imbarazzo, sicuramente un approccio molto statunitense, business and glamour! Difficilmente, e per fortuna, applicabile da noi. Ma non solo!

Avete mai sentito parlare del drive thru botox?

Il Dottor Michael Salzhauer, conosciuto come “Dr.Miami”, in tempi di Covid ha lanciato il drive trough botox, sostenendo che tutto dipende dalla capacità di chi esegue la procedura indipendentemente da dove venga eseguito. Questo fortunatamente ha scatenato l’indignazione della più ampia parte della classe medica che ha rivendicato  al grido “ the only thing i’m going drive-thru is for food and coffee” il fatto che pur non trattandosi di chirurgia i trattamenti con tossina botulinica e filler sono pratiche mediche da affrontare con attenzione, in strutture adeguate e nelle mani di professionisti preparati  https://cristinadaloiso.com/2020/01/16/non-mettere-in-saldo-il-tuo-volto/

Fortunatamente dopo questo vero e proprio Wild West, il botulino sta entrando in una nuova epoca. Da farmaco spersonalizzante a farmaco per la rinascita anche emotiva della persona.

CONGELARE LE RUGHE PER CONGELARE LA TRISTEZZA

Nell’ultimo decennio, diversi studi scientifici hanno dimostrato un’efficacia significativa delle iniezioni di tossina botulinica nella regione glabellare nel trattamento della depressione. https://cristinadaloiso.com/2020/09/03/la-tossina-botulinica-rende-inespressivi-al-contrario-ha-effetti-benefici-sulla-depressione/

La tensione muscolare in varie regioni del corpo è un sintomo frequente della depressione e può essere sia una manifestazione psicomotoria che un potenziamento dell’umore depresso. Quindi, il rilassamento muscolare progressivo (PMR) è un metodo di rilassamento consolidato nel trattamento psichiatrico che si basa sull’induzione del rilassamento mentale attraverso la tensione e il successivo rilassamento dei muscoli scheletrici. La riduzione del tono muscolare a seguito dell’iniezione di tossina botulinica può contrastare la depressione.

Ed ora un’ultima chicca …

In Irlanda, vicino a Dublino, c’è una città con poco più di 6000 abitanti: Westport. Qui viene prodotto dal 1994 tutto il Botox disponibile a livello mondiale. Il botox è 100% Irish. Secondo la mitologia celtica, da qualche parte nei mari d’Irlanda c’è Tir na nOg, la “terra della giovinezza”. In questo posto mistico, ultraterreno, nessuno invecchia e nulla sparisce. In questo posto le persone hanno scoperto un elisir che permette di sottrarsi al tempo…

….un po’ di magia non guasta mai!

A prova di sole

L’estate è la stagione che porta con sé le amate vacanze insieme ad una maggiore socialità ma spesso “spegne” la nostra pelle con bagni di sole spesso sregolati.

Davvero il sole “spegne” la pelle?

Purtroppo sì! Le mie pazienti sanno quanto insisto in merito alla necessità di proteggere la pelle contro l’esposizione dei danni da foto esposizione. Ovviamente la pelle dovrebbe essere protetta 365 giorni all’anno ma in questo articolo mi concentro maggiormente sul fattore “estate”. Partiamo dall’inizio. Esporsi al sole ha sicuramente effetti benefici: fa bene all’umore, riduce lo stress, migliora alcuni quadri cutanei patologici come la psoriasi, stimola la produzione di vitamina D fondamentale per l’assorbimento del calcio nelle ossa.

Ogni anno siamo sottoposti agli effetti dei raggi UVA e UVB, in merito agli UVC le società scientifiche potrebbero cambiare idea a causa dei danni a livello del buco dell’ozono… lo scopriremo. Per intanto gli UVA e gli UVB ci danno già il nostro bel da fare!

Baciate dal sole o bastonate dai raggi ultravioletti?

Gli UVA (lunghezza d’onda dai 315 ai 400 nm) sono trattenuti soltanto in minima parte dall’atmosfera e dalle nuvole. Rispetto agli UVB sono più penetranti, non provocano ustioni e non abbronzano realmente, la pigmentazione immediata infatti altro non è che l’ossidazione della vecchia melanina. In compenso, proprio per la loro capacità di penetrare fino al derma, sono responsabili del fotoinvecchiamento, della comparsa di allergie e purtroppo di neoplasie.

Gli UVB (lunghezza d’onda dai 280 ai 315 nm) sono in parte trattenuti dalla fascia di ozono, dalla troposfera e dalle nuvole. Quando colpiscono l’organismo non riescono a superare lo strato più superficiale della cute, detto epidermide. Tuttavia, in virtù della forte carica energetica, i raggi UVB sono piuttosto aggressivi e comportano una pigmentazione progressiva dovuta alla formazione di nuova melanina. Sono inoltre i responsabili delle scottature solari e degli eritemi nonché di neoplasie.

Di fronte a tale “aggressione” la pelle mette in atto dei SISTEMI di DIFESA come:

  • formazione di macromolecole (cheratina, melanina, acido urocanico) che fungono da filtro e assorbono i raggi ultravioletti
  • ipercheratosi protettiva (ispessimento dello strato corneo)
  • sistemi di riparazione dei danni del DNA
  • turnover cheratinocitario (apoptosi cellulare)

Cosa succede se questi sistemi non funzionano?

Il sole bacia i belli, ma non lo fa con tutti allo stesso modo! Un malfunzionamento di tali sistemi provoca un accelerato foto invecchiamento, il possibile sviluppo di fotodermatosi (la scottatura ovvero una reazione infiammatoria che avviene dopo un’eccessiva esposizione ai raggi UV) e foto-carcinogenesi.

Cosa fare?

Proteggere, proteggere e proteggere 365 giorni l’anno utilizzando la giusta protezione solare ed utilizzandola bene… Un team di ricerca dell’autorevole King’s College di Londra ha condotto alcuni esperimenti per verificare l’esatta efficacia della protezione solare. In base ai parametri dei produttori, per ottenere il valore di protezione indicato sulle confezioni, l’applicazione deve essere di 2 milligrammi di prodotto per centimetro quadrato di pelle, che equivale a circa 4 grammi per il viso e 8 grammi per una sola gamba. Quando ci mettiamo la crema solare, ovviamente, non stiamo li a pesare e misurare esattamente le quantità utilizzate, inoltre molte parti del corpo (come dietro le orecchie e il lati del collo) spesso vengono lasciate sprovviste della giusta protezione. A causa di queste imprecisioni nel dosaggio, una crema solare con fattore di protezione 50 offre al massimo il 40% della protezione prevista.

Al di là di questo, come scegliamo cosa utilizzare?

L’azione protettiva dal sole è resa possibile dalla presenza di ingredienti ad azione filtrante (filtri chimici) e schermante (filtri fisici). Nelle formulazioni più moderne viene associata la presenza dei due tipi di filtri. I filtri chimici sono molecole in grado di assorbire in modo selettivo le radiazioni UVA/B che verranno trasformate in energia rilasciata poi sottoforma di calore o fluorescenza. L’energia associata alla radiazione solare provoca il passaggio degli elettroni del filtro chimico ad uno stato di eccitazione; in seguito tale energia viene riemessa attraverso lunghezza d’onda maggiore ma con meno energia. I filtri chimici più comuni sono:

  • benzofenoni
  • antranilati
  • derivati della canfora
  • cinnamati
  • paba
  • silicati

Il prodotto solare inoltre deve contenere filtri fotostabili: le radiazioni UV possono interagire con il filtro stesso e provocare la formazione di altre sostanze con possibili effetti fotoallergici e/o fototossici e portare alla formazione di radicali liberi, irritazioni e dermatiti.

Un punto a loro sfavore? L’alto impatto ambientale.

L’altra categoria di filtri sono i filtri fisici o schermi. Si tratta di filtri inorganici o insolubili. Si tratta di ossidi. La loro azione viene svolta attraverso il fenomeno della riflessione, come degli specchi. Sono particelle di metalli pesanti che grazie alla loro opacità oppongono un vero e proprio schermo attraverso processi di riflessione e di diffusione delle radiazioni nocive. Si tratta dunque di polveri bianche inodore, impiegate ad alta micronizzazione, al fine di migliorarne l’accettabilità cosmetica rendendo così la preparazione invisibile sulla cute.

I più famosi sono:

TITANIUM DIOXIDE e ZINOXIDE

Questo tipo di filtri, nelle formulazioni più moderne, vengono rivestiti con un film lipidico permettendo di renderli fotostabili ed impedendone l’agglomerazione eliminando il fastidioso effetto “ fantasmino”.

Cosa dovremo cercare quindi in un solare?

  • un prodotto con azione anti-age per rafforzare le difese naturali della pelle
  • un prodotto che sia in grado di proteggere il DNA cutaneo prima, durante e dopo l’esposizione al sole
  • protezioni ad ampio spettro UVA UVB, resistenti all’acqua, fotostabili e prive di filtri nano
  • meglio se senza siliconi, parabeni, oli minerali
  • una texture dry touch

Avevamo accennato al forte impatto ambientale dei prodotti solari. Fortunatamente la dermocosmesi d’avanguardia sta abbracciando un approccio di eco design e tiene conto del “life circle assessment” ovvero della valutazione dell’impatto del cosmetico sull’ambiente e sull’essere umano. Dal 2020, l’arcipelago di Palau è il primo Paese al mondo a vietare la vendita e l’uso di creme solari. Una decisione estrema che il governo del paradiso della Micronesia, ha preso per difendere la sua barriera corallina. Alcuni prodotti chimici usati nella maggior parte dei solari, infatti, sono altamente tossici per i coralli e li scoloriscono.

In ambito di protezione solare vi sono delle formulazioni di ultima generazione eco-sostenibili per garantire massima protezione nel rispetto dell’ecosistema acquatico in grado di dare al contempo:

  • protezione ad ampio spettro UVA/UVB
  • una ridotta concentrazione di filtri
  • un alto grado di biodegradabilità
  • formulazioni very water resistant (80 minuti)

Una manna per gli amanti dello snorkeling!

Focus on: hair!

I capelli sono un elemento “definente” il nostro aspetto: incorniciano il volto, sono molto spesso indicatori dello stile di vita di ognuno e contribuiscono in maniera importante alla definizione dell’immagine di noi stessi e di quella che vogliamo dare al prossimo.

Coco Chanel diceva “una donna che si taglia i capelli è in procinto di cambiare la sua vita”. Ed infatti per sentirci meglio, spesso, noi donne partiamo proprio dal cambio look dei capelli.

Se è vero che avere bei capelli ci fa stare bene, è altrettanto vero il contrario. Le problematiche tricologiche possono creare un disagio profondo nei pazienti che si rivolgono al mio studio. Caduta dei capelli, diradamento, capelli sottili dall’aspetto svuotato possono impattare profondamente nella vita di chi si trova ad affrontare questo problema e questo vale tanto per le donne quanto per gli uomini.

Khloè Kardashian ha un intero guardaroba di extension per capelli. Per avere chiome fluenti non ci resta che allargare l’armadio di casa? Assolutamente no! Volete sapere come la medicina estetica può contribuire alla salute del capello ed intervenire di fronte al manifestarsi di problematiche tricologiche? Cerchiamo di capire insieme cosa succede ai capelli e cosa si può fare.

Perché i nostri capelli cadono e si diradano? La risposta non è una sola.

L’eziologia è multifattoriale:

  • Stress: pensiamo a quest’ultimo anno di pandemia. Lo stress conseguente può oggettivamente causare anche la perdita di capelli. Molti medici, infatti, segnalano che dall’inizio dell’emergenza Covid è aumentato il numero dei pazienti che lamentano tale problema. Il fenomeno riguarda sia uomini che donne. Il New York Times riporta che le ricerche su Google inerenti la perdita dei capelli sono aumentate dell′8% negli ultimi 12 mesi. Secondo la società di analisi dati Science Spate, l’argomento è stato cercato in media oltre 829.000 volte al mese negli Stati Uniti. E anche in Italia Google trend conferma questi risultati. Sono due le ragioni connesse alla pandemia che possono innescare la perdita di capelli: la prima riguarda lo stress generato nelle persone dalla situazione di emergenza; la seconda è rappresentata dalla risposta post-virale del nostro organismo. Per chi ha contratto il virus, la caduta dei capelli è diventata un sintomo comune del processo di guarigione e può verificarsi anche tre o quattro mesi dopo essersi ammalati. La caduta dei capelli post-Covid rientra nel “telogen effluvium acuto”, porta alla perdita dai 100 ai 200 capelli al giorno ed è la tipica caduta di capelli reattiva che si verifica dopo eventi traumatici. In misura molto ridotta, lo stesso fenomeno avviene anche durante il cambio di stagione.
  •  Predisposizione genetica
  • Malattie organiche autoimmuni
  • Inquinamento: è stato dimostrato che l’inquinamento e l’esposizione a comuni inquinanti atmosferici può determinare danni a carico del cuoio cappelluto con conseguente caduta di capelli. L’esposizione massiva e continuativa a tali agenti comporterebbe la diminuzione di una specifica proteina responsabile della crescita dei peli e dei capelli.
  • Infiammazioni
  • Cambiamenti ormonali: la forza e lo spessore dei capelli variano da un individuo all’altro. Sono gli ormoni a influenzare maggiormente i capelli e per questo in genere le donne hanno capelli più spessi. La calvizie maschile si può manifestare anche nelle donne a causa di un aumento del livello di testosterone nell’organismo che tramite particolari enzimi si trasforma in diidrotestosterone (DHT), un vero e proprio killer per i capelli.
  • Medicinali e pillola anticoncezionale
  • Stagionalità: durante l’estate i capelli sono costantemente esposti ai raggi solari e sono sottoposti a continui lavaggi con agenti spesso troppo aggressivi. Inoltre molto spesso il maggiore bisogno di nutrimento e di idratazione extra viene disatteso.
  • Alimentazione: un’alimentazione scorretta può rendere i capelli fragili e opachi e può perfino provocarne la caduta.
  • Malattie o alterazioni del cuoio capelluto

Quando la caduta dei capelli è patologica?

Il 97% dei nostri capelli è composto da una proteina che si chiama cheratina, una sostanza stabile non solubile in acqua che proprio grazie a queste sue peculiarità conferisce ai capelli una grande capacità di resistenza. La rigenerazione dei capelli passa attraverso tre fasi: crescita (anagen), passaggio (catagen) e riposo (telogen). La caduta dei capelli è un processo naturale. Nella fase di crescita dal follicolo capillifero si forma un capello. Se in questa fase la matrice dei capelli viene danneggiata, il capello entra nella fase di passaggio precocemente. Per il danno subito, il processo di caduta può essere sottoposto ad improvvisa accelerazione.

Come si può intervenire?

Uno dei trattamenti di ultimissima generazione che utilizzo nel mio studio è l’hairfiller, un’esclusiva formulazione contenente lo 0.7% di acido ialuronico reticolato con complesso peptidico specifico per la prevenzione della caduta dei capelli, il rinfoltimento e la cura del cuoio capelluto.

Hairfiller therapy

L’acido ialuronico ad altissimo peso molecolare in questo caso viene utilizzato come vettore dei peptidi biomimetici. I peptidi biomimetici sono sostanze prodotte in laboratorio che mimano l’azione di proteine naturali stimolando la rigenerazione dei bulbi piliferi. Sono brevi sequenze di amminoacidi con una struttura simile alla parte attiva delle proteine naturali che riescono, quando infiltrate nel cuoio capelluto, ad entrare nella cellula ed a modificarne il comportamento fino ad ottenere i seguenti benefici:

  • ricrescita: rigenerano i follicoli danneggiati e ne attivano di nuovi
  • ridensificazione
  • arresto della caduta
  • ispessimento del capello
  • attività di contrasto dei radicali liberi, prevenendo i danni cellulari dei capelli dovuti allo stress, all’esposizione ai raggi UV e ad altri fattori ambientali
  • attività di angiogenesi, stimolando lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni così fa fornire nutrimento al cuoio capelluto ed ai follicoli piliferi.

La terapia con hairfiller è strettamente personale in termini di numero di sedute, pressochè indolore, ad immediato reinserimento sociale e prevede sessioni a cadenza bisettimanale. In alcuni casi particolarmente critici, suggerisco di combinare le sedute di hairfiller con sedute di carbossiterapia che stimola i fattori di crescita e aumenta il trofismo del bulbo pilifero. La terapia prevede delle microiniezioni sottocutanee per il rilascio di anidride carbonica medicale. Generalmente si possono svolgere da 1 a 2 volte la settimana ed il numero totale di sedute dipende sempre dal tipo di condizione clinica. L’anidride carbonica medicale è atossica e priva di effetti collaterali.

Per approfondimento: https://cristinadaloiso.com/2017/09/13/carbossiterapia/

Continuando a parlare di capelli e di medicina estetica, sta prendendo sempre più piede un particolare trattamento decisamente più “fancy” rispetto a quanto fino ad ora trattato in questo articolo: il blotox.

Salito alla ribalta come la salvezza per chi vuole essere sempre con la piega perfetta anche dopo una sessione di allenamento si è in realtà dimostrato avere diversi benefici per il paziente. Come si può intuire dal nome, tale procedura prevede l’utilizzo della tossina botulinica. Oltre alla riduzione della sudorazione con conseguente migliore aspetto della capigliatura, il rilascio della muscolatura indotta dal botulino aumenta l’apporto di sangue e di ossigeno al cuoio cappelluto. Questo, oltre a migliorare il metabolismo cutaneo, provoca una sorta di “lavaggio” del diidrotestosterone che così fatica ad indurre la miniaturizzazione del follicolo pilifero e la caduta del capello.

Dove vengono eseguite le infiltrazioni?

La testa è una delle aree deputate alla termoregolazione e le iniezioni vengono eseguite lungo l’attaccatura o dove la sudorazione è più importante. Per definire quali aree trattare è fondamentale un’attenta valutazione clinica da parte del medico estetico. L’efficacia terapeutica dura dai 3 ai 6 mesi.

Per maggiori info potete contattarci dal lunedì al venerdì ai numeri 049 8073448 oppure 366 4271078.

Trattamenti viso e medicina estetica: 5 strategie per cambiare la pelle in vista dell’estate

di LUCIANA CARAMIA – IoDonna.it

Dalla biorivitalizzazione alla terapia biofotonica, le ultime novità per vincere sul digital aging e conquistare una nuova pelle in vista della bella stagione


E’ stato un inverno lunghissimo e la pelle (come la mente) ha voglia di lasciarsi alle spalle il lockdown. Non solo. Nel 2021 abbiamo affrontato anche il digital aging, ovvero l’invecchiamento precoce dato dalle tante ore passate davanti a tablet, pc, tv e cellulari. Risultato? La pelle è più grigia e ha perso tono, il colorito è più spento. Senza contare l’aumento della secchezza cutanea e il deterioramento delle fibre collagene, a discapito del turgore e dell’elasticità tissutale. Come preparare la pelle a vivere al meglio la bella stagione?

Pelle, prepararla all’estate: quali sono quindi i trattamenti più performanti?

La chiave di volta è, prima di tutto, la prevenzione. Ne è convinto il medico chirurgo Alessandro Gritti «La prima regola è la prevenzione ovviamente, ma anche quella che implica l’adozione di uno stile di vita il più sano possibile. D’estate, infatti, si è molto più abituati a stare all’aperto e ad avere una vita sociale più intensa, fatta ad esempio di alcolici che possono indurre a una maggiore disidratazione, e alla vita outdoor, che implica una eccessiva esposizione (con relativo invecchiamento precoce)». Quali sono quindi i trattamenti più performanti?

1. Mesobotox per distendere la pelle

È possibile usare la tossina botulinica anche nel terzo inferiore del viso? «Si, ma in versione ultra diluita» conferma il dottor Gritti. «È un trattamento molto delicato che si effettua con le giuste dosi, senza intervenire sui muscoli mimici. Il risultato è una distensione cutanea: la tossina in questo caso agisce più superficialmente, senza intaccare l’attività muscolare» spiega il dottor Gritti.

2. Biorivitalizzazioni per rigenerare il collo

«Le biorivitalizzazioni sono a base di sostanze booster come i Polinucleotidi» spiega  il Prof. Sergio Noviello «e nutrono la pelle in profondità durante l’esposizione al sole, al vento, al mare». Da personalizzare seduta per seduta in base alla risposta della pelle, all’età, al genere e alla situazione di partenza, è possibile realizzare cicli di sedute a base di acido ialuronico o Poli Desossi Ribonucleotidi detti anche PDNR o Polinucletodi. Protocolli pensati per idratare, chiudere i pori, limitare i danni del photoaging, intervenire sull’acne e sulle rughe medie e superficiali. «Conosciuti in ambito medico già da molto tempo con svariate finalità, oggi studi scientifici dimostrano che i Polinucleotidi possono costituire strumenti importanti nella medicina rigenerativa ed in particolare per il miglioramento della pelle di viso e collo. Questo perché contrastano i processi di invecchiamento, svolgono una funzione antiossidante, favoriscono la rivitalizzazione cutanea rendendo la pelle più sana e luminosa».

3. Terapia biofotonica per guarire la pelle

«È un trattamento medico di ispirazione green, che attraverso un processo chiamato fotobiomodulazione permette di convertire le onde luminose in energia luminosa e dinamica, che innesca negli strati epidermici e nel derma dei naturali processi di guarigione della pelle, attraverso produzione di collagene ed elastina, miglioramento della circolazione capillare e diminuzione dell’attività delle metalloproteinasi, enzimi coinvolti nella degradazione della matrice extracellulare (fondamentale per il mantenimento della compattezza della cute)» ci racconta la dottoressa Cristina D’Aloiso.

Come funziona? «La pelle del paziente viene coperta da un sottile strato di gel contenente speciali cromofori che innescano la fotobiomodulazione e viene sottoposta a 9 minuti di terapia LED». Non è fotosensibilizzante nè richiede una specifica fotoprotezione nei giorni successivi (come i laser ed i peeling chimici) quindi può essere eseguita 12 mesi all’anno. Cosa si ottiene? Migliora texture e luminosità della pelle e riduce la visibilità dei pori e delle rughe sottili. Ottima in caso di acne e rosacea.

4. Microneedling + radiofrequenza, per ricompattare

Si chiama Vivace ed è un dispositivo per il microneedling a radio frequenza che combina un effetto “meccanico” prodotto da microaghi a un effetto “termico ad opera della radiofrequenza trasmessa attraversa i microaghi: «Si ottengono risultati in poco tempo e a lungo termine, con sedute altamente tollerabili e con tempi di recupero brevissimi» afferma il Prof. Antonino Di Pietro. «Il trattamento grazie ad una stimolazione ‘gentile’ della produzione naturale di collagene e delle cellule più profonde del tessuto dermico, è efficace nel miglioramento delle rughe del viso, e anche del collo, regalando alla pelle un aspetto più tonico e compatto». Conclude il Prof. Di Pietro.

5. Tossina botulinica, contro zampe di gallina e rughe

«Sicuramente, la soluzione ottimale rimane la tossina botulinica perché è l’unico trattamento che permette di fare prevenzione dell’invecchiamento, in particolare del terzo superiore del viso, quindi zampe di gallina e fronte, che si corrugano maggiormente a causa dell’esposizione al sole» precisa l’esperto.

Il filler dove non te lo immagini: earlobe filler!

Se vi chiedessi di rispondere alla domanda “a cosa pensi se dico la parola filler? ” sono certa che la maggior parte di voi risponderebbe “labbra”, “rughe”, “acido ialuronico”. Ma quante di voi direbbero “orecchio” ? Le infiltrazioni di acido ialuronico, infatti, possono essere effettuate anche alle orecchie o meglio ai lobi.

Se è vero che è il particolare che fa la differenza, proviamo a pensare a quanto siano importanti le orecchie per chi porta i capelli corti o per chi, per vari motivi, li porta sempre acconciati. Anni e anni di orecchini pesanti ed il normale processo di invecchiamento possono impattare in maniera evidente anche su quest’area così piccola e così poco scontata influendo sull’armonia del viso in maniera significativa.

La nostra pelle contiene fibre specializzate di elastina e collagene che mantengono la nostra pelle sana e tonica consentendo lo stretching ed il mantenimento dell’idratazione. Quando il collagene e l’elastina iniziano naturalmente a diminuire con il passare degli anni la nostra pelle inizia a disidratarsi ed assottigliarsi. Questo processo si verifica anche nei lobi. Non dimentichiamoci inoltre che quest’area, molto spesso trascurata, è pesantemente sottoposta ai danni del foto-invecchiamento. Mettete la protezione solare sulle orecchie?

Per le donne, il processo di invecchiamento a carico dei lobi è amplificato dall’uso a volte continuativo di orecchini (in particolare quelli pesanti) ed i fori dei lobi nel tempo possono ampliarsi e renderli ancora più penzolanti.

Ma cos’è il lobo?

Con il termine lobo dell’orecchio si intende una parte del padiglione auricolare (orecchio esterno) che è la parte visibile che circonda e protegge l’apertura del condotto uditivo esterno.

Da cosa è composto?

E’ composto da cartilagine ricoperta da uno strato cutaneo e vi sono inoltre una componente muscolare, legamenti ed una piccola parte di tessuto adiposo.

Quali sono le caratteristiche di un lobo invecchiato?

Mentre in gioventù il lobo dell’orecchio è caratterizzato da un aspetto polposo e roseo, con l’andar del tempo va incontro alle seguenti modificazioni:

  • allungamento
  • rugosità
  • riduzione del volume
  • macchie ipercromiche

Quando si interviene in quest’area è quindi necessario ridare volume, forma, profonda idratazione ma non solo. È bene anche intervenire sul fotoaging contrastando le macchie cutanee.

Come avviene la procedura infiltrativa?

L’earlobe filler consiste nell’iniettare una piccola quantità di filler di acido ialuronico lungo il perimetro del lobo dell’orecchio, aumentando così il volume e rendendo il lobo più giovane e resistente con un risultato del tutto naturale. Il posizionamento corretto del filler rende inoltre il tessuto più resistente ed evita ulteriore stiramento quando si portano orecchini pesanti. Il risultato persisterà per circa 7-8 mesi e sarà importante ripetere il trattamento per mantenere l’efficacia ed evitare il progredire dell’inestetismo.

E’ una procedura indicata solo alle pazienti plus agèe?

No! In linea con il nuovo trend di PREJUVENATION tale procedura può essere d’aiuto per le giovani pazienti che vogliono prevenire lo svuotamento dei propri lobi. E non solo: l’earlobe filler è indicato anche per quelle pazienti che potrebbero semplicemente non gradire l’estetica dei propri lobi quando particolarmente sottili e piatti. Il filler infatti può dare quel volume tipico della giovinezza indipendentemente dal fatto che si vogliano portare o meno gli orecchini.

Dite la verità! Quante di voi sono andate a guardare allo specchio le proprie orecchie?

Per una consulenza personalizzata potete contattarci allo 049 8073448 oppure al 366 4271078

Il ruolo del naso nella bellezza: rinofiller e celebs

Il naso è uno dei punti focali del volto e uno dei motivi più comuni per cui i pazienti vengono nel nostro studio medico. Poiché occupa la parte centrale del nostro viso, può dare profondi cambiamenti nella percezione del proprio sguardo. Può aggiungere eleganza, impartire giovinezza e, con piccoli cambiamenti, cambiare le caratteristiche generali di un volto.‎

La rinoplastica rappresenta la terza procedura di chirurgia estetica più popolare negli Stati Uniti secondo l’American Society of Plastic Surgeons. I pazienti richiedono questo intervento per vari motivi sia estetici che funzionali alla scopo di eliminare inestetistmi o risolvere problemi respiratori cronici.

La questione “naso rifatto” è sempre stata dibattuta. Molte celebs hanno accettato il loro profilo importante con disinvoltura, anzi facendone un segno distintivo, a cominciare dalla divina Maria Callas, Barbra Streisand, Uma Thurman, Meryl Streep, ma anche le più giovani, come Nikki Minaj, Lea Michele, Lizzy Caplan e Alba Flores, Nairobi della serie televisiva La Casa di Carta

Come sarebbe Nairobi dopo una rinoplastica

Molte celebs invece non l’hanno proprio accettato, tanto che a Hollywood il “nose job” è un intervento tra i più richiesti, vedi Miley Cirus, Angelina Jolie, Blake Lively, Natalie Portman, Fergie e  Jennifer Aniston, una delle pochissime ad ammetterlo. Se in passato l’unico modo per avere un naso perfetto era la rinoplastica, intervento con un post operatorio impegnativo, che spaventa perché è sempre un intervento chirurgico e dai prezzi elevati, da diversi anni esistono valide alternative mininvasive.

La rinoplastica liquida (o rinofiller) è una procedura rapida che può cambiare l’aspetto del naso senza intervento chirurgico. Utilizzando i riempitivi, possiamo creare cambiamenti sottili o trasformazioni più importanti. Molti pazienti optano per la rinoplastica liquida quando hanno una caratteristica del naso che vorrebbero modificare ma non sono interessati a sottoporsi a un intervento chirurgico. La rinoplastica a iniezione offre la possibilità di “provare” i cambiamenti senza l’impegno e i tempi di inattività della chirurgia.‎

Ruolo della correzione del profilo nasale nella percezione della attrattività del volto (Bui et al 2015)
‎Chi è candidato per la rinoplastica liquida?‎

‎Poiché la rinoplastica liquida comporta l’aggiunta di un riempitivo, non è il trattamento migliore per rendere più piccolo un naso più grande. Inoltre, i pazienti che hanno avuto un precedente intervento chirurgico al naso devono essere attentamente valutati e potrebbero non essere candidati appropriati per la rinoplastica liquida a causa di possibili modificazioni vascolari.

Quali difetti si possono correggere?

Il rinofiller è una procedura che puo’ correggere un gibbo nasale accentuato, ovvero quei difetti estetici a carico del profilo nasale. E’ poi possibile procedere con la correzione di difetti a carico del dorso o della punta del naso oppure procedere all’uniformazione della piramide nasale o al riempimento di avvallamenti. Infine, questa procedura può essere utilizzata per migliorare i risultati di un intervento di rinoplastica.

Limitazioni della rinoplastica liquida‎

‎Il naso è composto da pelle, tessuto molle, cartilagine e ossa, che contribuiscono tutti alla sua forma e alla sua funzione. La rinoplastica liquida utilizza il riempitivo per cambiare lo strato di tessuto molle del naso, quindi non modifica i componenti strutturali del naso come la cartilagine e non può essere utilizzata per risolvere i problemi funzionali. Per affrontare adeguatamente questi problemi, è necessario un esame dettagliato per determinare se sono necessari cambiamenti chirurgici per migliorare i problemi di ostruzione nasale.

Scegliete il medico giusto!

Se stai pensando di sottoporti ad una rinoplastica non chirurgica, ci sono alcune cose da sapere.

Trovare un iniettore esperto è la chiave per questa procedura, perché i filler possono portare a complicanze significative quando vengono posizionati nel naso. Il rischio più preoccupante è la compromissione vascolare che si può verificare quando il flusso sanguigno verso un’area viene interrotto da un blocco. Tutte le iniezioni di filler facciali comportano questo rischio, ma il rischio è maggiore quando l’area trattata è quella del naso a causa della sua particolare anatomia vascolare.

Nose | Clinical Gate
Vascolarizzazione del naso

Il rinofiller deve essere effettuato solo da iniettori esperti e altamente qualificati. La conoscenza specifica dell’anatomia distrettuale e della corretta tecnica sono fondamentali.

https://cristinadaloiso.com/2018/04/18/corso-hands-on-su-cadavere-expert2expert-parigi/

Soprattutto per questo trattamento ricorda di non mettere il saldo il tuo volto (https://cristinadaloiso.com/2020/01/16/non-mettere-in-saldo-il-tuo-volto/). Ti sei mai chiesto se il medico da cui stai eseguendo un trattamento di medicina estetica abbia la preparazione necessaria per gestire in urgenza un’eventuale complicanza?

Medicina estetica: i trattamenti per un viso fresco e videogenico a prova di Zoom

di LUCIANA CARAMIA – IoDonna.it

In tempi di pandemia, paradossalmente si è verificato un aumento di ritocchini al viso. Tra i più gettonati la biostimolazione, contorno occhi e quelli anti- luce blu. Per un viso a prova di videocall

Nell’ultimo anno sono state riscritte le regole della bellezza, portando a un vero boom le richieste di trattamenti medico estetici in particolare riguardo alla parte superiore del viso. L’Osservatorio AICPE ha riportato recentemente due dati interessanti: già nel 2019 in Italia il ricorso alla medicina o chirurgia estetica è aumentato del +7,8% rispetto all’anno precedente, con una crescita dell’uso della tossina botulinica, +15%, e dell’acido ialuronico, +21%. Un incremento che la pandemia non ha fermato, anzi.

Medicina estetica 2021, boom di trattamenti viso

Spesso ci si chiede come mai nell’era pandemica, che ha portato a una forte recessione economica, si è segnato un boom degli interventi estetici. Il professor Sergio Noviello, Direttore Sanitario di Sergio Noviello Cosmetic Surgery & BAT Centre di Milano non ha dubbi.

«Spesso il budget destinato a vacanze e intrattenimento è stato destinato alla cura della propria bellezza e del proprio benessere. Inoltre, chi da tempo si sentiva a disagio per via di un’imperfezione o di un inestetismo, durante il lockdown si è deciso a migliorare la situazione». Non a caso sono molte le novità nel settore.

1. Gli interventi anti luce blu per le troppe ore al pc

Sono tra i più richiesti: in smart working infatti le ore passate davanti ai device sono aumentate di molto. Lo conferma uno studio realizzato da alcuni ricercatori della Harvard Business School e della New York University che ha evidenziato come ogni utente coinvolto avesse lavorato in media 48,5 minuti in più ogni giorno, con un maggior numero di email ricevute fuori orario (l’8% in più). «Un’esposizione prolungata a questa particolare luce dei device può portare a un eccesso di radicali liberi. La conseguenza è la formazione di macchie, rughe e una riduzione della capacità protettiva della pelle stessa. Inoltre può compromettere l’attivazione delle cellule e dei fibroblasti dermici, responsabili della produzione di collagene, la sostanza che mantiene la pelle morbida ed elastica», continua il professore. Come attenuarne quindi gli effetti? In questo caso risultano molto utili i peeling e i trattamenti a base di luce pulsata come il Fotoringiovanimento che agiscono sulla pelle minimizzando l’impatto dei device.

2. Botox e filler per l’area dello sguardo e la linea della mandibola

A confermarlo è anche il dottor Marco Iera, medico chirurgo dell’Istituto Clinico Brera: «Dal punto di vista dei trattamenti medici estetici, sicuramente la mascherina ha spostato l’attenzione verso il terzo superiore del volto, in particolare per quanto riguarda l’area perioculare, con i filler, ma anche botox per la fronte. Particolarmente richiesto è anche il riempimento delle tempie con acido ialuronico. Per quanto riguarda la parte inferiore del viso, è aumentata l’attenzione al profilo mandibolare, imputabile anche alle nuove abitudini legate allo smart working. Infine, le ore passate di fronte a uno schermo ci espongono sempre di più ai danni da luce blu. Per cui un altro trattamento che consiglio spesso è la biorivitalizzazione, che serve a scongiurare proprio questo tipo di aging».

3. La Biostimolazione per migliorare la qualità della pelle

Anche la dottoressa Cristina D’Aloiso, che opera a Padova (www.cristinadaloiso.comconferma il trend per quanto riguarda botox e filler: «A causa delle videocall, tutti vogliono sguardi più distesi. Inoltre, sono particolarmente richiesti trattamenti per macchie ipercromiche, acne, brufoli, pori dilatati, texture imperfetta e pelle rilassata. Motivo per cui spesso propongo peeling ad alte concentrazioni di acidi e biostimolazioni».

In cosa consiste? «La biostimolazione è una procedura medico estetica ambulatoriale mediante la quale il medico infiltra nel derma del paziente un cocktail di attivi, che svolgono funzione ristrutturante e idratante. L’indicazione è prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo in tutti i suoi stadi, in particolare nelle zone fotoesposte. Gli attivi più indicati sono scelti in base alle esigenze del paziente, dall’antiossidante all’idratante passando per il ristrutturante».

Lipogems, per rimodellare alcune aree (con il proprio adipe)

Lipogems è la metodologia ideata e brevettata dal direttore scientifico di Image Regenerative Clinic, il professor Carlo Tremolada. Si tratta di una soluzione semi invasiva che sfrutta un dispositivo ideato per ottenere un tessuto iniettabile composto dal proprio adipe e utilizzato in totale sicurezza proprio per la sua natura. L’obiettivo è di supportare e stimolare la naturale rigenerazione della pelle ed è utilizzato in differenti aree del corpo, dalle rughe al rimodellamento del seno passando per il ringiovanimento delle mani.

 LPG, per detossinare e tonificare la pelle senza invasività

E chi non ama le punturine? Bastano solo 15 minuti per un trattamento non invasivo che esfolia e detossina la pelle. LPG® propone una nuova versione del trattamento viso endermologie®, Protocollo Attivatore Splendore Immediato che in un quarto d’ora esfolia delicatamente il viso, raddoppiando il riflesso della luce e assottigliando la grana della pelle in maniera naturale e non invasiva. La testina utilizzata in questo caso agisce, infatti, tramite micro-battiti su tutta la superficie del viso e del collo, offrendo una vera e propria seduta di fitness alla pelle che riattiva la microcircolazione uniformando l’incarnato.

I love salicylic acid

Proviamo a pensare a quanto sia fastidioso in certe occasioni dover gestire un solo brufolo spuntato nel posto sbagliato al momento sbagliato! La maskne di quest’ultimo anno ci ha messi a dura prova, dovendo gestire setting cutanei che per alcuni di noi sono stati un fulmine a ciel sereno (https://cristinadaloiso.com/2020/12/17/maskne-come-eliminarla-dal-medico-estetico/)

Per chi combatte quotidianamente questa guerra in vetta alla lista degli ingredienti chiave di skincare presenti sul mercato c’è l’acido salicilico. L’acido salicilico è infatti conosciuto come il nemico numero uno dell’acne.  Questo principio attivo può dare grandi soddisfazioni ma va sapientemente utilizzato e per tale motivo va conosciuto per capire se fa al caso nostro o se è meglio evitarlo.

Ma esattamente cosa fa l’acido salicilico sulla nostra pelle e quali sono le modalità per trarne massimo beneficio?

Per comprendere come e perché sia così efficace è necessario comprenderne la struttura. Esistono due tipologie di acidi: beta idrossiacidi (BHA) e alfa idrossiacidi (AHA). L’acido salicilico è un beta idrossiacido, fa parte della famiglia dei salicilati ed è liposolubile. Ed è questa la sua caratteristica più importante. Entrambi, alfa e beta idrossiacidi esercitano un’azione esfoliante sulla pelle ma gli alfa idrossiacidi sono idrosolubili. Gli ingredienti liposolubili penetrano attraverso lo strato lipidico tra le cellule epiteliali molto più velocemente e ad un livello di profondità maggiore rispetto alla controparte idrosolubile. Gli alfa idrossiacidi sono un ottimo alleato in una prospettiva anti-aging in quanto vanno a rimuovere le cellule morte stimolando il turnover cellulare e la produzione di nuovo collagene dando un aspetto fresco e rinnovato alla pelle; l’acido salicilico invece arriva più in profondità ed è capace di penetrare nei pori “sbloccandoli”.

Cosa può fare l’acido salicilico per la pelle?

La sua capacità di penetrare a fondo è ciò che lo rende un così potente alleato nella cura dell’acne e per combattere punti bianchi e punti neri (comedoni aperti e chiusi).  L’acido salicilico svolge diverse azioni:

  • ANTINFIAMMATORIA: riduce i tempi di risoluzione di brufoli ed infiammazioni cutanee localizzate
  • CHERATOLITICA: promuove la “cheratolisi” ovvero quel processo di indebolimento dello strato corneo molto importante per la promozione del turnover cellulare. Le pelli acneiche, infatti, presentano una texture irregolare ed ispessita anche a causa degli accumuli di cheratinociti
  • DESMOLITICA: l’acido salicilico allenta e rompe i desmosoni ovvero le giunzioni tra le cellule negli strati più superficiali della pelle. Vengono in sostanza rotte le connessioni tra le cellule epiteliali: la parte acida della molecola dissolve la “colla” intercellulare che tiene le cellule epiteliali unite

Nell’acne le cellule epiteliali non si comportano normalmente e nel processo di turnover le cellule morte si aggregano chiudendo i pori. La ghiandola sebacea nell’acne secerne in maniera “alterata” e produce un surplus di sebo e di altre componenti lipidiche. Il poro tappato può dunque infiammarsi sfociando in cisti, papule e comedoni. L’acido salicilico aiuta a rimuovere e disciogliere queste cellule epiteliali con conseguente risoluzione delle manifestazioni tipiche di una pelle acneica. Inoltre, essendo “sebo-simile”, agevola lo smaltimento dell’eccesso di sebo stesso.

L’acido salicilico inoltre, grazie alla sua capacità di accelerare il processo di disgiunzione dei cheratinociti, si è dimostrato un valido alleato anche in condizioni quali forfora o dermatite seborroica che sono causate dal rallentamento del processo di degradazione delle cellule epiteliali.

Come utilizzo l’acido salicilico nel mio studio?

In medicina estetica l’acido salicilico trova la sua applicazione sotto forma di peeling (https://cristinadaloiso.com/2017/11/10/peeling-chimici-acidi-esfolianti-per-una-pelle-perfetta/) che, sulla base delle esigenze del paziente, viene impiegato con concentrazioni differenti. Nel mio studio offro ai pazienti un particolare tipo di peeling hi-tech con una formulazione innovativa che permette di utilizzare alte concentrazioni e di aumentare la biodisponibilità del principio attivo: i peeling a strappo. Questi peeling con sistema peel-off o a strappo, grazie alla loro composizione a base di alcool polivinilico, si comportano come la colla vinilica che, stesa in strato sottile, crea una pellicola che una volta asciutta potrà essere facilmente rimossa. Con la maschera a strappo a base di acido salicilico è possibile trattare le pelli acneiche e seborroiche andando a sbloccare i pori, esfoliando la pelle, rendendo meno visibili i comedoni e le cicatrici da acne. Un altro vantaggio è rappresentato dal processo di pulizia dei pori che continua anche a distanza della sua applicazione. Il numero delle sedute varia in base alle indicazioni per il singolo paziente.

Chi deve evitare di utilizzare l’acido salicilico?

In realtà è bene partire da un altro punto di vista: utilizzare troppo acido salicilico può diventare un problema. Uno dei suoi principali effetti avversi è quello di irritare e seccare la pelle nei soggetti con cute sensibile e in caso di eccessivo utilizzo. A seconda delle concentrazioni e del numero di applicazioni, alcune persone potrebbero andare incontro a secchezza, desquamazione, rossore ed irritazioni. Per queste ragioni, le persone con pelle già molto secca o sensibile dovrebbero considerare l’idea di evitare di usare del tutto l’acido salicilico.  E’ bene ricordare inoltre che applicare l’acido salicilico su tutto il corpo può portare ad avvelenamento da salicilati: è quindi consigliabile utilizzarlo solo in zone limitate. Vi sono poi delle controindicazioni assolute quali allergia nota all’acido salicilico, gravidanza ed allattamento.