Universo “peptidi”: dalla skincare alla medicina estetica

Coco Chanel sosteneva che è compito di ognuno di noi meritarsi il volto che avremo a 50 anni perché se è vero che invecchiare ogni giorno in questo pazzo mondo è una benedizione, questo non vuol dire che debbano piacerci le rughe! In questi ultimi due anni l’industria della cosmesi ha fatto passi da gigante e vede sempre più utenti informati: il cosmetico non è più solo “la crema” ma è un elemento dell’universo healthification. Ed è qui che entrano in gioco i peptidi.

Cosa sono i peptidi?

Una molecola di peptide è formata dall’unione di due o più aminoacidi. Quando il numero di questi aminoacidi è inferiore a 50, la molecola viene chiamata peptide, mentre le grandi sequenze sono chiamate proteine (perché i complessi di amminoacidi combinati formano le proteine).

Potremo definirli i mattoncini per la costruzione di collagene ed elastina nella pelle.

Man mano che invecchiamo, la qualità di elastina e collagene comincia a peggiorare a causa di fattori intrinsechi come il normale processo di invecchiamento e di fattori estrinsechi come l’esposizione solare e l’inquinamento. I peptidi aiutano a rimuovere il collagene e l’elastina danneggiati: ricostruiscono collagene, elastina ed acido ialuronico sani per migliorare la texture della nostra pelle, ridonare elasticità e preservarne l’idratazione. Sono indicati per qualsiasi tipo di pelle che grazie alla loro azione apparirà più sana e dall’aspetto più giovane.

Come vengono prodotti?

I peptidi sono sostanze di sintesi, costruite in laboratorio: sono attivi di moderna concezione biochimica, di piccole dimensioni.

Come funzionano?

I peptidi reagiscono con specifici recettori inviando alla pelle determinati segnali che la spingeranno ad agire “come se fosse pelle giovane”. E’ come se fossero in grado di parlare con le cellule, assistendole e correggendo alcuni comportamenti cellulari tipici del processo di invecchiamento.

I peptidi funzionano meglio su pelli giovani dove il collagene non è ancora degradato?

Molti dei peptidi che hanno un ruolo di supporto al collagene agiscono ingannando la pelle facendole pensare di essere ferita. Per cui pensiamo a come si autoripara la pelle di una persona di 70 anni e quella di una persona di 20: in età avanzata ci vuole molto più tempo per guarire e probabilmente la qualità del collagene non è poi cosi buona. Teoricamente questo dimostra che non è possibile avere la stessa risposta ai peptidi ad ogni età ma senza alcun dubbio, sono comunque di supporto alla pelle. In molte formulazioni, le molecole di peptidi sono troppo grandi per riuscire a penetrare nella pelle ma molto spesso non è necessario che penetrino per esercitare la loro funzione. Esplicano la loro funzione come una sorta di messaggeri: dicono al corpo di produrre naturalmente più collagene ed elastina e di ripararsi. Ci sono poi peptidi più piccoli con un peso molecolare minore di 500 dalton, come i dipeptidi,  che possono effettivamente essere assorbiti dagli strati superficiali della pelle.

I peptidi “più grandi” sono migliori?

Spesso ti sarà capitato di vedere ingredienti come acetyl octapeptide-3, palmitolo pentapeptide-4 e palmitolo tripeptide-38 con dei prefissi che ci indicano quanti amminoacidi sono estratti dal peptide. Per esempio “tripeptide” significa che ci sono 3 amminoacidi ma in sostanza più amminoacidi non rende necessariamente un peptide migliore e più potente. L’aspetto importante è come interagisce con la pelle. I polipeptidi sono diventati incredibilmente popolari nei prodotti per la skincare . Questi particolari peptidi contengono circa 50 aminoacidi o più, formando una lunga catena. Ma ancora, una lunga catena non è sinonimo di maggior efficacia.

Peptidi in medicina estetica si o no?

Assolutamente si!

Ogni peptide ha una propria missione da compiere, perciò agisce in un determinato modo sulla nostra pelle: può essere stimolante, ridensificante, riparatore, miorilassante, schiarente, rimodellante e lipolitico. Sono quindi potenti alleati nelle procedure di medicina estetica e più precisamente nella “ mesoterapia” ovvero nelle micro-iniezioni nel derma o nel sottocute di sostanze con scopi ben specifici. Si fà largo impiego dei peptidi biomimetici ovvero quelli che mimano e si sostituiscono a quelle sequenze di amminoacidi presenti nei tessuti che con gli anni tendono a vedere rallentati il loro funzionamento e la loro presenza. I peptidi biomimetici ad esempio, assieme all’acido ialuronico che ha funzione di carrier e di deposito protetto, possono essere impiegati per il trattamento di irregolarita della pelle provocato dall’accumulo di grasso sottostante con anche una funzione di stimolo, attivazione cellulare e controllo della lipogenesi.

Ma non solo: mesoterapia e complessi biomimetici si sono rivelati di aiuto per il trattamento dell’alopecia androgenetica o altre manifestazioni di perdite di capelli . Anche qui acido ialuronico e peptidi biomimetici come CG- Cheverin, CG- Nokkin e CG- Keramin sono in grado di stimolare i processi di crescita, rafforzare i capelli e proteggere le cellule dallo stress ossidativo da UV.

In ottica anti-aging, acido ialuronico in forma libera e complessi biomimetici possono essere impiegati per idratare e rigenerare la pelle in modo sinergico. Ad esempio possono mandare un segnale chimico ai fibroblasti con conseguente incremento della produzione di collagene dando nuovo tono e compattezza alla pelle.

Peptidi nella skincare routine?

Sì grazie!

Il gioco dei nomi

A differenza di altri ingredienti quali acido ialuronico e niacinamide, che tendono ad essere noti con uno o due nomi, i peptidi sono un tipo di ingrediente che tende ad essere spesso brandizzato dalle stesse aziende che li producono. Utilizzare il termine “ peptide” per indicare ogni peptide presente nei prodotti di skincare sarebbe come etichettare tutti i giocattoli in un negozio di giocattoli come “giocattoli”. Sviluppare dei marchi di fabbrica può essere il modo più facile per comprendere gli specifici benefici che un peptide in una determinata formulazione può offrire.

La miscela perfetta

In generale, i peptidi sono validi alleati con moltissimi ingredienti. C’è chi ritiene che la formulazione perfetta debba contenere catene di amminoacidi e retinolo per avere benefici anti-aging completi. L’acido ialuronico e la vitamina C sono altri due favoriti in combinazione con i peptidi. I prodotti topici a base di peptidi sono inoltre la soluzione ideale da applicare post procedure come il laser perché la barriera cutanea è stata “ferita” e i peptidi sono in grado di reagire in modo delicato nel processo di riparazione.

Qualche esempio di peptide:

Peptidi trasportatori: come suggerisce il nome, questi peptidi consegnano o trasportano minerali benefici che aiutano la pelle con la produzione di collagene.

Peptidi “segnale”: questi peptidi mandano segnali a parti del corpo di produrre più collagene ed elastina sulla pelle aiutando a ridurre rughe sottili e rughe.

Peptidi inibitori di enzimi: aiutano a rallentare il degradamento del collagene e dell’elastina della pelle. Nel mondo skincare questi particolari peptidi vengono ricercati per inibire la metalloproteinasi ovvero un gruppo di enzimi che degradano il collagene e altre proteine della pelle.

Peptidi neurotrasmettitori: Spesso sono indicati nella lista degli ingredienti come argirelina o acetil esapeptide-3e sono unici. Bloccano il rilascio di un neurotrasmettitore chiamato acetilcolina inibendo la contrazione muscolare in un modo molto simile a quello che fa il botox. E’ bene sottolineare che non è realistico pensare di ottenere gli stessi risultati delle tradizionali infiltrazioni di botox, quelle sono certamente più efficaci.

Peptidi rame: questi peptidi formano un complesso antiossidante ricco di rame che non tutti i peptidi fanno. Aumentano collagene ed elastina come gli altri ma sono anche pensati per promuovere la produzione di acido ialuronico naturale ed aiutano il corpo ad autoripararsi.

A quale età si consigliano?
Considerato il loro meccanismo d’azione, sono indicati intorno ai 35-40 anni, a seconda dello stato di invecchiamento cutaneo. Per le pelli con un’evidente quantità di rughe di espressione, si possono utilizzare già a partire dai 35 anni, negli altri casi dai 40-45 anni a seconda della reale necessità. 

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