I love salicylic acid

Proviamo a pensare a quanto sia fastidioso in certe occasioni dover gestire un solo brufolo spuntato nel posto sbagliato al momento sbagliato! La maskne di quest’ultimo anno ci ha messi a dura prova, dovendo gestire setting cutanei che per alcuni di noi sono stati un fulmine a ciel sereno (https://cristinadaloiso.com/2020/12/17/maskne-come-eliminarla-dal-medico-estetico/)

Per chi combatte quotidianamente questa guerra in vetta alla lista degli ingredienti chiave di skincare presenti sul mercato c’è l’acido salicilico. L’acido salicilico è infatti conosciuto come il nemico numero uno dell’acne.  Questo principio attivo può dare grandi soddisfazioni ma va sapientemente utilizzato e per tale motivo va conosciuto per capire se fa al caso nostro o se è meglio evitarlo.

Ma esattamente cosa fa l’acido salicilico sulla nostra pelle e quali sono le modalità per trarne massimo beneficio?

Per comprendere come e perché sia così efficace è necessario comprenderne la struttura. Esistono due tipologie di acidi: beta idrossiacidi (BHA) e alfa idrossiacidi (AHA). L’acido salicilico è un beta idrossiacido, fa parte della famiglia dei salicilati ed è liposolubile. Ed è questa la sua caratteristica più importante. Entrambi, alfa e beta idrossiacidi esercitano un’azione esfoliante sulla pelle ma gli alfa idrossiacidi sono idrosolubili. Gli ingredienti liposolubili penetrano attraverso lo strato lipidico tra le cellule epiteliali molto più velocemente e ad un livello di profondità maggiore rispetto alla controparte idrosolubile. Gli alfa idrossiacidi sono un ottimo alleato in una prospettiva anti-aging in quanto vanno a rimuovere le cellule morte stimolando il turnover cellulare e la produzione di nuovo collagene dando un aspetto fresco e rinnovato alla pelle; l’acido salicilico invece arriva più in profondità ed è capace di penetrare nei pori “sbloccandoli”.

Cosa può fare l’acido salicilico per la pelle?

La sua capacità di penetrare a fondo è ciò che lo rende un così potente alleato nella cura dell’acne e per combattere punti bianchi e punti neri (comedoni aperti e chiusi).  L’acido salicilico svolge diverse azioni:

  • ANTINFIAMMATORIA: riduce i tempi di risoluzione di brufoli ed infiammazioni cutanee localizzate
  • CHERATOLITICA: promuove la “cheratolisi” ovvero quel processo di indebolimento dello strato corneo molto importante per la promozione del turnover cellulare. Le pelli acneiche, infatti, presentano una texture irregolare ed ispessita anche a causa degli accumuli di cheratinociti
  • DESMOLITICA: l’acido salicilico allenta e rompe i desmosoni ovvero le giunzioni tra le cellule negli strati più superficiali della pelle. Vengono in sostanza rotte le connessioni tra le cellule epiteliali: la parte acida della molecola dissolve la “colla” intercellulare che tiene le cellule epiteliali unite

Nell’acne le cellule epiteliali non si comportano normalmente e nel processo di turnover le cellule morte si aggregano chiudendo i pori. La ghiandola sebacea nell’acne secerne in maniera “alterata” e produce un surplus di sebo e di altre componenti lipidiche. Il poro tappato può dunque infiammarsi sfociando in cisti, papule e comedoni. L’acido salicilico aiuta a rimuovere e disciogliere queste cellule epiteliali con conseguente risoluzione delle manifestazioni tipiche di una pelle acneica. Inoltre, essendo “sebo-simile”, agevola lo smaltimento dell’eccesso di sebo stesso.

L’acido salicilico inoltre, grazie alla sua capacità di accelerare il processo di disgiunzione dei cheratinociti, si è dimostrato un valido alleato anche in condizioni quali forfora o dermatite seborroica che sono causate dal rallentamento del processo di degradazione delle cellule epiteliali.

Come utilizzo l’acido salicilico nel mio studio?

In medicina estetica l’acido salicilico trova la sua applicazione sotto forma di peeling (https://cristinadaloiso.com/2017/11/10/peeling-chimici-acidi-esfolianti-per-una-pelle-perfetta/) che, sulla base delle esigenze del paziente, viene impiegato con concentrazioni differenti. Nel mio studio offro ai pazienti un particolare tipo di peeling hi-tech con una formulazione innovativa che permette di utilizzare alte concentrazioni e di aumentare la biodisponibilità del principio attivo: i peeling a strappo. Questi peeling con sistema peel-off o a strappo, grazie alla loro composizione a base di alcool polivinilico, si comportano come la colla vinilica che, stesa in strato sottile, crea una pellicola che una volta asciutta potrà essere facilmente rimossa. Con la maschera a strappo a base di acido salicilico è possibile trattare le pelli acneiche e seborroiche andando a sbloccare i pori, esfoliando la pelle, rendendo meno visibili i comedoni e le cicatrici da acne. Un altro vantaggio è rappresentato dal processo di pulizia dei pori che continua anche a distanza della sua applicazione. Il numero delle sedute varia in base alle indicazioni per il singolo paziente.

Chi deve evitare di utilizzare l’acido salicilico?

In realtà è bene partire da un altro punto di vista: utilizzare troppo acido salicilico può diventare un problema. Uno dei suoi principali effetti avversi è quello di irritare e seccare la pelle nei soggetti con cute sensibile e in caso di eccessivo utilizzo. A seconda delle concentrazioni e del numero di applicazioni, alcune persone potrebbero andare incontro a secchezza, desquamazione, rossore ed irritazioni. Per queste ragioni, le persone con pelle già molto secca o sensibile dovrebbero considerare l’idea di evitare di usare del tutto l’acido salicilico.  E’ bene ricordare inoltre che applicare l’acido salicilico su tutto il corpo può portare ad avvelenamento da salicilati: è quindi consigliabile utilizzarlo solo in zone limitate. Vi sono poi delle controindicazioni assolute quali allergia nota all’acido salicilico, gravidanza ed allattamento.

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