La tossina botulinica rende inespressivi? Al contrario, ha effetti benefici sulla depressione

La tossina botulinica è stata approvata per la prima volta per uso terapeutico nel 1989 per il trattamento di disturbi dei muscoli oculari, come strabismo e blefarospasmo. Successivamente è stato approvata per una serie di indicazioni tra cui uso cosmetico, terapia dell’iperidrosi e trattamento della emicrania e di vari disturbi neuromuscolari.

Storia della tossina botulinica

Nell’ultimo decennio, diversi studi scientifici hanno dimostrato un’efficacia significativa delle iniezioni di tossina botulinica nella regione glabellare nel trattamento della depressione. A questi iniziali dati è seguito uno studio più ampio che ha dimostrato una diminuzione dei punteggi di valutazione della depressione. Collettivamente, l’evidenza di questi studi implicava una certa variabilità nell’efficacia dell’uso di tossina botulinica nella depressione.

Una valutazione post marketing di tutti i trattamenti effettuati negli USA tra il 2004 ed il 2019 ha chiarito questo dato. I ricercatori hanno valutato gli eventi avversi segnalati all’attuale sistema di segnalazione degli eventi avversi (FAERS) della Food and Drug Administration.

In quasi tutti i gruppi di trattamento, le segnalazioni di depressione e di eventi avversi correlati alla depressione erano significativamente inferiori tra coloro che hanno ricevuto tossina botulinica rispetto ai controlli: per coloro che hanno ricevuto iniezioni di tossina botulinica nei muscoli facciali per usi cosmetici, la riduzione era di più del 50%.

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Nei grafici a barre la figura sottostante dimostra l’efficacia della tossina botulinica nel ridurre i punteggi della scala di depressione dopo iniezione in varie aree del volto. L’effetto antidepressivo del botulino non dipende dal sito di iniezione
(Makunts et al. Scientific Reports 2020)

Meccanismi plausibili dell’effetto antidepressivo della tossina botulinica

Una teorizzazione di una trasmissione al sistema nervoso centrale o un effetto sistemico sono molto improbabili, anche in relazione alla quantità utilizzata.

Memoria muscolare e bio-feedback


L’interrelazione reciproca, che si rinforza a vicenda, dell’azione muscolare e dell’umore non è limitata ai meccanismi di feedback facciale. La tensione muscolare in varie regioni del corpo è un sintomo frequente della depressione e può essere sia una manifestazione psicomotoria che un potenziamento dell’umore depresso. Quindi, il rilassamento muscolare progressivo (PMR) è un metodo di rilassamento consolidato nel trattamento psichiatrico che si basa sull’induzione del rilassamento mentale attraverso la tensione e il successivo rilassamento dei muscoli scheletrici.

Si può ipotizzare che il feedback propriocettivo dai muscoli interessati possa essere coinvolto in questa associazione. La riduzione del tono muscolare a seguito dell’iniezione di tossina botulinica può contrastare la depressione. È interessante notare che, in particolare, il trattamento dei muscoli glabellari produce un risultato molto evidente.

Infiltrazione di botulino nei muscoli corrugatori per il trattamento delle rughe di espressione glabellari

Infine, il concetto di feedback può essere esteso a un meccanismo di feedback vegetativo: l’iperidrosi è fortemente associata alla depressione ed è concepibile che l’aumento della sudorazione possa anche avere un effetto di feedback. Un’interruzione di questo circolo vizioso mediante iniezione di tossina botulinica potrebbe portale ad una riduzione dei sintomi depressivi stessi.

https://cristinadaloiso.com/2019/04/01/arriva-lestate-blocca-lipersudorazione/