La riduzione dell’attività motoria e lo stress fanno ingrassare

Il dispendio energetico giornaliero totale (TEE) è la quantità netta di energia utilizzata da animali e umani per mantenere le funzioni fisiologiche fondamentali e consentire la locomozione. I tre componenti principali del bilancio energetico che determinano il TEE sono: il metabolismo basale (BMR), l‘effetto termico del cibo (TEF), chiamato anche termogenesi indotta dalla dieta, e l’energia spesa per l’attività fisica. Possono esistere componenti aggiuntivi (ad esempio i costi energetici delle emozioni) ma svolgono un ruolo minore rispetto al bilancio energetico. Numerosi fattori influenzano significativamente il nostro fabbisogno energetico giornaliero, tra cui età, composizione corporea, stato dell’ormone tiroideo, attività del sistema nervoso simpatico, temperatura ambiente e corporea, stati di malattia e farmaci.

Il metabolismo basale rappresenta la quantità minima di energia spesa per tutti i processi omeostatici del corpo. Il tasso metabolico basale è essenzialmente una funzione della massa magra (LBM).

In soggetti sani con occupazioni prevalentemente sedentarie, il BMR prevede circa il 60% della varianza del consumo calorico complessivo mentre è proporzionalmente più grande nei soggetti con attività fisica minima.

Nonexercise Activity Thermogenesis in Obesity Management ...

L’effetto termico del cibo (TEF) è l’incremento del dispendio energetico a seguito dell’ingestione di un pasto ed è una componente relativamente stabile del dispendio energetico totale. L’effetto termico del cibo varia in genere tra l’8-15% ed è correlato alla digestione, all’assorbimento e alla conservazione degli alimenti.

L’attività fisica è il secondo contributo più significativo al TEE nella maggior parte delle persone. Può essere classificato in termogenesi di attività correlate all’esercizio e termogenesi di attività non esercitata (NEAT). Entrambi variano ampiamente all’interno e tra gli individui.

Si ritiene che il dispendio calorico indotto dall’esercizio fisico rappresenti al massimo il 15-30% del consumo calorico complessivo.

Camminare e correre sono modalità di esercizio ampiamente utilizzate per migliorare la forma fisica e favorire la perdita di peso. L’energia consumata (calorie bruciate) durante la deambulazione o la corsa può essere misurata direttamente in laboratorio o stimata in base alla velocità e al peso corporeo. Tuttavia una ricerca svolta presentata alla riunione annuale dell’American College of Sports Medicine ha esaminato l’accuratezza delle stime di 100 calorie per miglio (1,6Km) su una vasta gamma di velocità di camminata e corsa.

E’ stato scoperto che il dispendio energetico misurato a tutte le velocità era di 108 calorie per miglio. Era più alto (115 calorie) durante la corsa e più basso (98 calorie) durante la camminata. Nessuno di questi era significativamente diverso dalla stima di 100 calorie per miglio.

Al contrario, il dispendio calorico non attribuibile all’esercizio fisico (NEAT) rappresenta la componente predominante della termogenesi correlata all’attività quotidiana, anche per la maggior parte dei soggetti sottoposti a regolare allenamento fisico. È importante notare che sia NEAT che l’attività fisica spontanea non sono intercambiabili ma rappresentano concetti complementari. È importante sottolineare che una certa percentuale di attività fisica spontanea (e quindi NEAT) è al di fuori del controllo volontario (ad esempio, “agitarsi”). Di conseguenza, il NEAT corrisponde a tutta l’energia spesa con l’occupazione, l’attività del tempo libero, la seduta, la posizione eretta, la deambulazione, i tocchi delle dita, spalare la neve, suonare la chitarra, ballare, cantare, lavare e altro.

L’importanza del NEAT diventa evidente se si considera che il metabolismo basale ed il consumo collegato alla attività fisica sportiva sono molto stabili.

La NEAT rappresenta di conseguenza la componente più variabile di TEE all’interno e tra i soggetti. È responsabile del 6-10% del dispendio caloric o complessivo negli individui con uno stile di vita prevalentemente sedentario e del 50% o più in soggetti altamente attivi.

In questo periodo di forzata inattività per tanti di noi, è importante pertanto inserire attività fisica mirata quotidiana e restringere l’apporto calorico per cercare di non aumentare troppo di penso.

https://cristinadaloiso.com/2017/06/12/diete-prova-costume-e-tanta-confusione/

Lo stress cronico può far ingrassare ?

Cortisolo: cos'è l'ormone dello stress? | Nicola Sangalli


Per scoprire la risposta a questo quesito, gli scienziati hanno effettuato diversi esperimenti. Nel primo, il team ha immerso le cellule di grasso precursore in un cocktail di ormoni dello stress in “impulsi ritmici” per un periodo di 4 giorni.

Hanno contato quante cellule progenitrici si sono trasformate in cellule adipose e hanno scoperto che un impulso degli ormoni della durata di 48 ore ha fatto sì che la maggior parte delle cellule si trasformasse in cellule adipose, mentre gli impulsi più brevi hanno portato a una differenziazione minima delle cellule.

Infine, gli scienziati hanno dovuto verificare se questo codice circadiano appena identificato funzionasse allo stesso modo nei mammiferi. Quindi, nel corso di 21 giorni, hanno aumentato i livelli di ormoni dello stress in un gruppo di topi e confrontato il loro peso con quello di un gruppo di controllo di roditori.

L’esperimento ha rivelato che i topi potenziati con glucocorticoidi (gli ormoni dello stress) hanno guadagnato il doppio del peso rispetto al gruppo dei topi di controllo. Questo, hanno scoperto gli scienziati, era dovuto non solo alla produzione di nuove cellule adipose, ma anche alla crescita di quelle già esistenti.

Lo stress continuo può portare quindi all’aumento di peso ed è importante cercare di interrompere la produzione di ormoni correlati.

In questo contesto la meditazione rappresenta un valido strumento di aiuto che può portare a diversi benefici.

https://cristinadaloiso.com/2019/11/26/limpatto-anti-aging-della-meditazione/