L’importanza della valutazione della golden ratio per il trattamento globale del volto

Molti dei canoni estetici ideali possono essere ricondotti all’antica Grecia ed al rinascimento europeo. Nell’esaminare i canoni della bellezza, questi ideali classici sono spesso confrontati con gli standard attuali, consentendo ai clinici di delineare i parametri che caratterizzano un viso attraente e pianificare le procedure medico estetiche.


Dato il numero crescente di prodotti e tecniche disponibili, i medici estetici hanno una eccellente capacità di modificare le proporzioni del volto. Questo tipo di intervento dovrebbe essere sempre eseguito in modo consapevole in modo da migliorare l’armonia complessiva.


Canoni di estetica del volto


Terzi orizzontali: nei suoi scritti sull’anatomia umana,
Leonardo da Vinci
descrisse la divisione del viso in egual misura
terzi (Figura 1).

Figura 1

Il terzo superiore si estende dal trichion (il punto mediano della linea sottile normale) alla glabella (la prominenza liscia tra le sopracciglia).
Il terzo medio misura dalla glabella al sottosuolo (il punto mediano in cui si incontra il setto nasale il labbro superiore). Il terzo inferiore misura dal sottosuolo al mentone (il punto più basso del mento) .

Sebbene tale canone sia valido sia in diverse razze e genere, queste proporzioni possono variare in base all’etnia.

La relazione tra percezioni moderne di attrattiva e la norma neoclassica di terzi uguali rimane un argomento di interesse.

In uno studio pubblicato Milutinovic e altri autori hanno esaminato la suddivisione in terzi dei volti di celebrità femminili e li ha confrontati con un gruppo di donne anonime della popolazione generale.
Il gruppo di donne di controllo era caratterizzato da differenze statisticamente significative delle proporzioni dei terzi del volto, mentre le celebrità dimostravano uniformità tra i terzi facciali.

Il terzo inferiore può essere diviso in terzi, con il terzo superiore misurato dal naso alla rima labiale, il punto mediano della fessura orale (quando
le labbra sono chiuse) e i due terzi inferiori tra rima labiale e mento (Figura 1).

Gli autori Mommaerts e Moerenhout hanno esaminato 105 fotografie di volti attraenti di celebrità e confrontato le loro proporzioni con quelle di sculture classiche di divinità e dee.
Gli autori hanno identificato un rapporto tra il terzo superiore ed i due terzi inferiori del 69% sia nei maschi che nelle femmine celebri, in confronto al 72% delle statue con canoni classici. Gli autori hanno concluso che questa proporzione possa essere quella che maggiormente rappresenta i canoni di bellezza contemporanea.

Nella proporzione verticale il canone neoclassico delle proporzioni facciali divide il viso in quinti uguali (Figura 2) .

Figura 2

Questi rapporti delle quinte verticali si applicano sia ai maschi che alle femmine. Studi antropometrici hanno esaminato le deviazioni dal canone neoclassico secondo la etnia. Wang e coautori hanno confrontato le proporzioni verticali dei pazienti americani bianchi e cinesi. I pazienti bianchi hanno dimostrato una distanza maggiore tra il lato del naso e della bocca rispetto al canone classico, mentre i soggetti cinesi una distanza inferiore. Al contrario, in base a questi canoni, i soggetti di colore corrispondevano maggiormente ai canoni classici, tranne che per la larghezza del naso. Analizzando le proporzioni verticali di soggetti celebri per la loro bellezza, gli stessi autori hanno dimostrato che il gruppo femminile di celebrità aveva un ottimo equilibrio tra le larghezze delle quinte verticali.

Nel terzo inferiore del viso, le labbra rappresentano un importante elemento di attrazione. Di recente, l’aumento delle labbra, mirato a creare labbra più piene e carnose, ha dominato la cultura popolare ed il panorama dei social media. Sebbene l’ideale estetico delle labbra continui ad evolversi nel tempo, recenti studi hanno mirato a quantificare il moderno concetto di aspetto attraente delle labbra.

Popenko e coautori hanno esaminato le varie proporzioni delle labbra rispetto alle proporzioni del volto mediante immagini generate al computer. I volti sono stati valutati in base all’attrattività da più di 400 individui. Il rapporto delle labbra di 1: 2 è stato giudicato il più attraente, mentre un rapporto di 2: 1 è stato giudicato il meno attraente. Questo studio ha anche dimostrato che il volume delle labbra non superava il 10% del terzo inferiore del volto. Penna e coautori hanno analizzato vari parametri delle labbra e del terzo inferiore del volto utilizzando fotografie di 176 maschi e 250 donne giudicate attraenti da 250 volontari
valutatori. I volti sono stati classificati su una scala da 1 (assolutamente
attraente) a 7 (assolutamente poco attraente). Maschi e femmine attraenti hanno entrambi dimostrato un rapporto medio dell’altezza del vermiglio superiore rispetto alla distanza naso-bocca di 0,28, che era significativamente maggiore rispetto al rapporto medio osservato in individui meno attraenti. La Figura 3 dimostra un ideale estetico delle labbra derivato da questi 2 studi, sebbene si dovrebbe considerare il fatto che questi gli studi erano basati su popolazioni bianche.


Il rapporto aureo, noto anche come Phi, può essere osservato in natura, arte e architettura. Pari a circa 1,618, anche il rapporto aureo è stato identificato come un possibile canone di bellezza nel volto umano e ha raccolto molta attenzione da parte della stampa. Il rapporto è stato applicato a diverse proporzioni e strutture del volto. Molti studi forniscono conferme che questi rapporti siano realmente correlati con la percezioni di bellezza. Marquardt ha utilizzato il rapporto aureo per creare una rappresentazione tridimensionale di una faccia idealizzata, nota come maschera d’oro del decagono. Sebbene il rapporto aureo e la maschera di decagono d’oro sono stati proposti come strumenti analitici, la loro utilità in ambito clinico può essere limitata. Tra le due celebrità che sono state recentemente identificate come maggiormente rappresentare tali canoni di bellezza si possono identificare Amber Heard e Bella Hadid, incoronata da poco la donne più bella del mondo.

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Figura 3

Oltre alle proporzioni facciali determinate dalla genetica, con l’aumentare dell’età si verificano numerosi cambiamenti. Queste alterazioni in proporzioni strutturali alla fine può portare a un irregolarità nell’estetica facciale. Nella struttura scheletrica, il riassorbimento e la espansione ossea graduale provocano anche una riduzione dell’altezza del viso ed un aumento della larghezza e della profondità. La atrofia del grasso e la sua ipertrofia influiscono sulle proporzioni dei tessuti molli, come l’incremento dell’incavo delle tempie, le guance e il contorno degli occhi, insieme alla pienezza nella regione submentale e nelle guance. Nei pazienti più anziani varie tecniche di medicina estetica possono aiutare a mitigare questi cambiamenti.

Il miglioramento dell’estetica del volto si basa sulla comprensione delle norme delle proporzioni facciali. Sebbene gli interventi di medicina estetica
siano comunemente pubblicizzati o descritti in base ad una singola unità anatomica, è importante valutare le relazioni tra le varie strutture facciali. Si dovrebbe essere consapevoli dei rapporti del volto in modo da migliorare la estetica complessiva ed avvicinare il volto ai canoni di bellezza assoluti.

La conoscenza anatomica del volto e della proporzioni verticali e delle divisioni orizzontali ideali è essenziale, oltre alla perizia tecnica e alla possibilita’ di eseguire le tecniche piu’ attuali. Per questo ritengo fondamentale per il medico estetico lo studio e l’aggiornamento incessanti.

Il paziente arriva in studio con le proprie richieste e la professionalita’ di un medico estetico risiede nell’ascoltarle, nell’analizzare il suo volto con attenzione, nell’individuare quelle correzioni che maggiormente migliorerebbero l’aspetto complessivo di esso e nello spiegare al paziente la scelta dell’iter delle procedure da eseguire per un risultato estetico armonioso e naturale.