I ricercatori della Mayo Clinic hanno dimostrato che trattare una ferita del volto nella fase di maturazione con tossina botulinica migliora l’aspetto finale di una cicatrice.

La tossina botulinica A può infatti migliorare l’aspetto finale di cicatrici chirurgiche in pazienti sottoposti a chirurgia ricostruttiva del viso, secondo uno studio clinico pubblicato nel numero dello scorso marzo della rivista Journal Plastic and Reconstructive Surgery. I muscoli infatti possono distorcere ripetutamente le ferite nella fase di maturazione e questo può provocare un’infiammazione che esita in una cicatrice più spessa o più ampia. Questo problema è più rilevante nelle cicatrici trasversali rispetto al moto del muscolo, situazione comune nelle ferite da morsi di cane o incidenti stradali, dice Anthony Brissett, M.D., co-ricercatore di studio e ricercatore clinico alla Clinica di Mayo, ora Direttore di Chirurgia Plastica e di Chirurgia Ricostruttiva Facciale all’Istituto Universitario di Baylor di Medicina a Houston.

Lo studio comprendeva 16 pazienti sottoposti a trattamento di chirurgia plastica e ricostruttiva del volto. In ciascun paziente, metà della cicatrice del viso è stata assegnata in modo casuale al trattamento con tossina botulinica o con soluzione fisiologica salina (placebo), soluzione iniettata immediatamente alla fine della chirurgia. Sei mesi più tardi, l’aspetto della cicatrice è stata valutata in maniera indipendente. Le cicatrici erano in media di 6,74 centimetri di lunghezza. Dalle misurazioni, l’aspetto finale della cicatrice era significativamente migliore nella metà trattata con tossina botulinica. Su una scala da 0 a 10 (0 essendo peggiore e 10 migliore), il punteggio per la metà della cicatrice trattata con tossina botulinica è stata di 5.76 in confronto a 4,97 sulla metà trattata con placebo. Altre caratteristiche di cicatrice (colore, elasticità e vascolarizzazione) non erano significativamente differenti.

Tale è studio è stato svolto dopo ricerche di scienza di base che hanno dimostrato come la tossina botulinica inibisce la crescita dei fibroblasti causati dalla contrattura della cicatrice, riducendo l’espressione dell’actina del muscolo e della miosina II.

Infine, la tossina botulinica ha modificato il livello di espressione dei geni S100A4, TGF-β1, VEGF, MMP-1 e PDGFA nei fibroblasti cheloidi, fornendo indizi preziosi per trovare una nuova cura per le cicatrici cheloidee.

L’applicazione clinica più promettente della tossina botulinica è quella per il trattamento dell’acne e delle sue cicatrici. Il trattamento consiste in un tappetino di microiniezioni intradermiche, superficiali, una per ogni foruncolo. Il farmaco limita la secrezione sebacea della cute e l’infiammazione e in una quindicina di giorni è già visibile la riduzione delle porosità e delle pustole dell’acne. Le sedute vanno ripetute ogni quattro-cinque mesi e non ci sono effetti collaterali. Il microbotulino è inoltre efficace anche per migliorare le cicatrici più rilevate sulla pelle conseguenti all’acne (i cosiddetti cheloidi).