L’iperpigmentazione è un problema sempre più diffuso e per arginarlo bisogna tenere presente che i responsabili delle discromie sono sempre i melanociti, cioè le cellule che producono melanina, sensibili ad una grande varietà di agenti interni (ormoni e geni) ed esterni (sole, calore ed agenti chimici) e che le macchie si formano a profondità diverse.

Il melasma, per esempio, ha cause ormonali e si crea sia a livello della epidermide che del derma, è prevenibile e richiede cure di lunga durata. L’iperpigmentazione provocata da fonti di infiammazione come il sole, invece, è più superficiale e ben risolvibile se ci si a allontana dalla fonte del danno e si va oltre il superficiale approccio del “cancellare la macchia”. Perché non basta eliminare la macchia: bisogna ripristinare la corretta funzionalità cutanea stabilizzando il comportamento delle cellule che producono melanina. Quindi oltre ad eliminare la discromia, occorre rendere l’epidermide più forte, ridarle la capacità di autoripararsi, arrestare l’infiammazione cronica, contrastare i radicali liberi e ripristinare la funzione di barriera della cute.

In questa prospettiva la macchia non è soltanto un inestetismo, ma un avvertimento che la nostra pelle ha bisogno di attenzioni e cure. Se cancello l’iperpigmentazione senza curare il melanocita l’inestetismo ricomparirà, se invece ripristino il corretto funzionamento il problema si risolverà in modo definitivo.

La tecnologia Fractional Laser è uno dei metodi più innovativi per il rinnovamento della pelle. Viene utilizzata per trattare iperpigmentazioni, melasma, rughe, esiti cicatriziali da acne e per migliorare la texture cutanea. Importante sottolineare come questa tecnologia permette di trattare in maniera ottimale anche le smagliature.

La sorgente laser del Fractional è un erbium glass a 1540 nm che grazie ad un sofisticato sistema di lenti crea dei microfasci di forellini nella cute determinando molteplici microdanni termici canalicolari per fototermolisi. Tra questi cilindri si trova la pelle non trattata, da cui inizia una rapida guarigione. Si assiste ad una formazione generale di tessuto nuovo che perfeziona l’intero aspetto della pelle. Il grande vantaggio della rigenerazione tissutale con il Fractional risiede nel fatto che la pelle viene portata al rinnovamento senza intaccare la superficie.

Con il sistema Fractional è possibile trattare tutte le zone del corpo, come viso, petto, braccia, mani; l’importante è che la cute non sia abbronzata.

Sulle zone trattate possono comparire fenomeni transitori come arrossamenti e un leggero edema. Tali fenomeni scompaiono di norma entro poche ore. Dopo il trattamento è possibile riprendere immediatamente il proprio lavoro o le attività sociali.

La maggior parte dei pazienti nota miglioramenti nella trama della pelle ed un miglioramento dell’iperpigmentazione già dopo alcuni giorni. Per ottenere i risultati desiderati, il protocollo prevede da 3 a 5 sedute in base al danno tissutale, intervallando di 20 giorni una seduta dall’altra.

Il trattamento è doloroso? Mediante il trattamento con Fractional si sviluppa nella pelle un calore localizzato. La stazione Palomar, che utilizzo da anni sui miei pazienti, elimina il calore mediante un sistema automatico attivo di raffreddamento che allevia il dolore. Pertanto ci si può sottoporre al trattamento in assoluta tranquillità, la percezione è quella di un pizzicore ripetuto e se il fastidio non è tollerato è possibile utilizzare un anestetico topico 30 minuti prima della seduta.

La sicurezza del metodo Fractional è stata accertata mediante numerosi studi clinici. I rischi sono praticamente da escludere.

Eliminate le macchie, per evitare che tornino, è fondamentale una buona protezione anti-UV anche dopo l’estate (https://cristinadaloiso.com/2016/08/17/come-il-sole-danneggia-la-vostra-pelle/).