La vitamina D3 è sintetizzata a livello cutaneo sotto l’azione dei raggi UV, pertanto lo stato vitaminico D dipende dalla latitudine e le persone che vivono in paesi nei quali vi sono un numero maggiore di ore di sole hanno un rischio inferiore di ipovitaminosi.

Malgrado ciò molteplici studi hanno dimostrato che la maggiore incidenza di ipovitaminosi D si verifica nei paesi Mediterranei quali Italia, Grecia e Spagna. Inoltre uno studio pubblicato in Nutrition Research ha dimostrato che il 40% della popolazione americana risulta avere una carenza di vitamina D.

Nonostante la latitudine del nostro Paese, è stato riportato che la popolazione italiana è tra quelle con i più bassi livelli sierici di Vitamina D in Europa.

Il fabbisogno di vitamina D dell’organismo è assicurato per circa il 90% dalla quota sintetizzata a livello cutaneo e solo in minima parte da quella derivante dall’alimentazione. L’apporto alimentare di vitamina D in Italia è limitato e il suo contributo è stimato nell’ordine del 20% del fabbisogno. La maggiore fonte alimentare è costituita dai grassi animali, contenuti soprattutto nei pesci grassi e nei latticini.

Bassi livelli di vitamina D sono collegati a maggiori sintomi di distimia stagionale ma anche a perdita di massa muscolare, ossea ed aumentato rischio di diabete (indipendentemente dal sovrappeso) e cancro.

Potrebbe essere pertanto indicata la valutazione dei livelli ematici di vitamina D e la sua eventuale supplementazione.

Queste sono 4 semplici strategie per garantire al vostro corpo il giusto apporto di vitamina D anche durante la stagione invernale:

  1. Nutrirsi dei cibi giusti

Nonostante la maggior parte della nostra vitamina D venga prodotta in seguito all’esposizione solare, questo non significa che il cibo non possa fornire dei livelli salutari. Alcuni cibi, incluso il maiale, i funghi ed i grassi del pesce, sono naturalmente ricchi in vitamina D (una porzione di tonno in scatola contiene circa 1\3 del fabbisogno giornaliero). Inoltre esistono alcuni alimenti addizionati di vitamina D, come il latte o le uova.

  1. Passeggiare all’aperto

Non utilizzate la stagione fredda come scusa per rimanere a casa. Nonostante nei paesi più a nord la capacità di assorbire i raggi UVB sia ridotta a causa della latitudine, questa non è completamente eliminata. Cercate pertanto di uscire a passeggiare, a fare sport all’aria aperta od organizzate delle gite nelle giornate più soleggiate.

  1. Fare una lampada di vitamina D

Non avete una esposizione adeguata alla luce naturale? Potete pensare di fare un trattamento di luce artificiale. La terapia con luce artificiale è dimostrata efficace nel trattamento del disturbo di umore stagionale. Tuttavia non vi sono dimostrazioni che incrementi direttamente i livelli di vitamina D.

  1. Assumere degli integratori

L’assunzione di integratori di vitamina D può essere utile ma è importante prima interpellare il vostro medico curante, poiché un’assunzione troppo elevata andrebbe evitata. Il vostro medico sarà in grado di aiutarvi a scegliere la giusta dose per ottenere dei livelli ematici salutari. La dose più comune utilizzata è compresa tra 800 UI e 1000 UI/die.